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Kneebody: Anti-Hero

Vic Albani By

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Bene. Facciamo il punto. Sono anni che sostengo a piena voce come i Kneebody siano una delle vere, grandi realtà della musica moderna.

Dunque persino ovvio che, nel mondo di oggi capace di fagocitare tutto con estrema leggerezza e ambiguità, il quintetto americano passi nel fiume galleggiando come tutto il resto. Ci sono persone che fortunatamente non sono d'accordo e riescono ancora a discernere l'estrema bellezza e l'intelligenza della musica di questi signori, davvero intensa, davvero "avanti," davvero esplorativa. Alle nostre latitudini, ci è anche capitato di sentire frasi tipo "ah già... Kneebody..., il gruppo dove suona il bassista di Ligabue." Ora, senza togliere nulla alle scelte "funny" del buon Kaveh Rastegar che ogni tanto frequenta i palchi del rocker di Correggio (oltre quelli, comunque, di Beck, Cee Loo Green, John Legend e dei mitici De La Soul), le filosofie sonore dei Kneebody sono davvero di un altro pianeta.

Tutto a parte, il nuovo lavoro del quintetto è sicuramente da annoverare come una delle cose più belle sfornate dall'universo musicale negli ultimi tempi e—probabilmente—il loro lavoro più intenso, equilibrato e bello di sempre. Lasciate alle spalle le collaborazioni peraltro importanti con Daedalus e Theo Bleckmann che hanno fatto avvicinare la band all'importante nomination al Grammy della musica, la straordinaria band di Shane Endsley, Ben Wendel, Adam Benjamin, Kaveh Rastegar e Nate Wood approda alla Motéma Music regalando al mondo questo nuovo, davvero notevole Anti-Hero, capace di cavalcare con grande sicurezza le immense praterie del new electric-jazz.

Una sorta di rinascita creativa collegata a nuove esplorazioni ritmiche in grado per davvero e come pochi altri esempi similari contemporanei, a far battere il piede corroborando la mente. Telepatica e complementare, questa è sul serio una band coi fiocchi, capace di riscrivere la storia di un genere che stava mostrando segni di stanchezza anche perché, è giusto farlo notare, pochi altri musicisti oggi riescono a creare questa tipologia musicale con la stessa qualità e sono poi capaci di proporla dal vivo con la stessa energia e vitalità.

Forse difficile da interpretare per un classico appassionato e cultore del panorama para-jazzistico odierno, la materia base kneebodyana è però la più semplice e diretta che si possa immaginare. Con una front-line di fiati e ottoni che suona quasi all'unisono e al fulmicotone, sorretta in maniera strepitosa da una ritmica di alta peculiarità energetica e per certi versi molto vicina a ipotesi classiche del pop-rock, la musica dei Kneebody entra veloce nel regno dei cieli con la stessa velocità con cui entra nella testa dell'ascoltatore, dando certa e diretta testimonianza della maturità compositiva e della eleganza stilistica propria dei grandi musicisti.

Un lavoro, come i precedenti, collaborativo e grondante di intelligente sperimentazione. Irriverente nei suoi accenni "punk-beat" o nelle diverse venature rock, straordinario nella ricerca degli alternativi mid-tempo, ironico come nella "quasi ghost-track" finale dedicata a Austin Peralta (giovane pianista di riferimento americano che ricordiamo come collaboratore di Kamasi Washington, Thundercat e della Cinematic Orchestra e scomparso per uno stupido mix di droga, alcool e polmonite a soli 22 anni), bilanciato e ponderato fra le idee di un mai dimenticato mainstream jazzistico di base e le nuove tracce indicate dall'elettronica tour-court, Anti-Hero è una sorta di emblema di nuovi viaggi sonori. Forse un piccolo faro per chi non sta oggi trovando la strada.

Una sorta di nuova celebrazione della danza intesa come musica capace di insegnare il movimento. Un'esperienza multi-tasking sul serio elettrica e sul serio propositiva.

Se l'anti-eroe è colui che è in grado di salvare il mondo, qui -per parafrasi -ci siamo forse davvero vicini e proporrei di combattere la povertà delle idee del signor Donald Trump con risposte del genere, utilizzando la musica dei Kneebody come un mantra moderno per far comprendere quali possano essere le strade alternative.

Dubbi non ve ne sono davvero. Stando o meno larghi di manica, questo è un classico cinque stelle. Cinquantotto minuti di dinamica carica energetica capace di testimoniare che—per fortuna—i salvatori del mondo esistono e sono fra noi. Grazie Kneebody. Grazie.

Track Listing: For the Fallen; Uprising; Drum Battle; Anti-Hero; The Balloonist; For Mikie Lee; Profar; Carry On; Yes You; Austin Peralta.

Personnel: Ben Wendel: sax; Shane Endsley: trumpet; Kaveh Rastegar: bass; Adam Benjamin: keyboards; Nate Wood: drums.

Title: Anti-Hero | Year Released: 2017 | Record Label: Motema Music

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