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Michael Formanek Ensemble Kolossus: The Distance

Alberto Bazzurro By

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Riporta alla mente esperienze tipo quelle, gloriose, consumate a cavallo fra anni Sessanta e Settanta dal cenacolo raccolto attorno alla premiata ditta Carla Bley/Michael Mantler, questo notevole nuovo lavoro di Michael Formanek (incisione del dicembre 2014). Ora come allora, un manipolo di solisti (ma anche compositori, leader, ecc.) tra i migliori in circolazione si riunsicono attorno a un'idea orchestrale e le danno (magistralmente) corpo e voce. È magari curioso, se vogliamo, che a intitolare il disco sia il brano che ne funge di fatto da preambolo, appena sei minuti contro i sessantacinque che—prologo incluso—copre la megasuite "Exoskeleton," dove la materia ha modo di essere compiutamente sviscerata.

Detto ciò, entriamo più nel dettaglio della sostanza musicale (composizioni e arrangiamenti sono tutti rigorosamente targati Formanek), partendo proprio da "The Distance," che come detto squaderna in qualche misura—per quanto tutto sommato sommessamente—le potenzialità dell'ensemble (leggete solo i nomi in organico, e poi magari andatevi a guardare la foto d'insieme, che non potrà non riportarvi a quella che campeggiava sull'LP della prima Liberation hadeniana), peraltro avvolgendosi attorno a un unico assolo, del tenore di Brian Settles (tutti i solisti sono opportunamente elencati nell'interno di copertina).

Parte quindi la suite, aperta—emblematicamente?—dal basso del leader (e curiosamente un altro bassista, Mark Helias, è chiamato a dirigere), in un clima di estrema concentrazione. La scrittura gioca da subito un ruolo centrale, mentre i successivi saliscendi climatici ci accompagnano verso il corpus più consistente del lavoro, quasi ventidue minuti che raccolgono le prime tre parti di "Exoskeleton." Le masse orchestrali si muovono imponenti, poi più sfrangiate, poi nuovamente compatte ma più calibrate, avvolgendo assoli sempre di assoluta pertinenza e specificità.

Eleganza e opulenza si palleggiano (non mancando di sovrapporsi qua e là anche nei medesimi segmenti, ovviamente) il resto del lavoro, ora lungo crinali più sospesi, quasi incorporei, ora attraverso improvvisi turgori, situazioni più patinate (nessuna accezione negativa, in ciò) e aperture vociferanti, a tratti quasi magmatiche, petrose, fino ai sette minuti e mezzo di improvvisazione collettiva finali, svolti sempre con un senso della forma assolutamente ammirevole.

Uno dei dischi più significativi di questo primo scorcio di 2016.

Track Listing: The Distance; Exoskeleton Prelude; Exoskeleton Parts I-III; Exoskeleton Parts IV-V; Exoskeleton Parts VI-VII; Exoskeleton Part VIII.

Personnel: Saxophones/Woodwinds: Loren Stillman (alto saxophone); Oscar Noriega (alto sax/ clarinet, bass clarinet); Chris Speed (tenor sax, clarinet); Brian Settles (tenor sax, flute); Tim Berne (baritone sax); Trumpets: Dave Ballou, Ralph Alessi, Shane Endsley, Kirk Knuffke (cornet); Trombones: Alan Ferber, Jacob Garchik, Ben Gerstein, Jeff Nelson (bass trombone, contrabass trombone); Marimba: Patricia Franceschy; Guitar: Mary Halvorson; Piano: Kris Davis; Double-bass: Michael Formanek; Drums: Tomas Fujiwara; Conductor: Mark Helias.

Title: The Distance | Year Released: 2016 | Record Label: ECM Records

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Jan22Tue
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Roma, Italy

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