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Results for "Stefano Merighi"

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Article: Album Review

Roberto Negro Trio invite Christophe Monniot: Luna di Wuxi - L'opéra

Read "Luna di Wuxi - L'opéra" reviewed by Stefano Merighi


Ci si chiede a volte quale sia il grado di consapevolezza che spinge un giovane musicista nell'arena del jazz e della musica improvvisata; quale sia il suo disegno estetico (sempre che ne abbia uno), quali le sue aspettative di riconoscimento. Vien da dire che, oltrepassando ogni impasse, l'atteggiamento migliore possa essere quello dell'entusiasmo incondizionato ...

Article: Album Review

Convergence Quartet: Owl Jacket

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Il sodalizio del Convergence Quartet, benchè saltuario, rimane vitale e convincente, come dimostra questo Owl Jacket, che offre un repertorio vario e ben strutturato, arrivando a toccare le corde di un lirismo accorato, come ad esempio nell'iniziale “Dogbe Na Wo Lo," vicina a certe cose del Don Cherry “folklorico." Una melodia curiosamente affine ...

Article: Album Review

Nick Fraser: Too Many Continents

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Vent'anni di esperienza a Toronto nel jazz e nella musica improvvisata di quella scena, il batterista Nick Fraser coltiva anche amicizie musicali ad ampio raggio, come dimostra la partnership con la connazionale Kris Davis e l'americano Tony Malaby. La musicalità di Fraser spazia da un jazz avanzato contemporaneo fino alla free music più ...

Article: Album Review

Charles Lloyd and The Marvels: I Long to See You

Read "I Long to See You" reviewed by Stefano Merighi


Non vi è dubbio che al giro di boa dei 70 anni Charles Lloyd abbia conosciuto una “nuova giovinezza" artistica e che queste recenti stagioni siano state per lui ricche di soddisfazioni. I dischi ECM ed il recente Blue Note Wild Man Dance lo hanno rilanciato come tra i più creativi tra i senatori del jazz. ...

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Article: Album Review

George Lewis: The George Lewis Solo Trombone Record

Read "The George Lewis Solo Trombone Record" reviewed by Stefano Merighi


Si può cominciare dalla fine. E dire che la versione di “Lush Life" di Strayhorn è una tra le più belle mai incise. Una carezza lirica, un vibrato felino, in cui Lewis omaggia la tradizione imprescindibile, dopo averla frantumata per tutta la durata di una seduta davvero storica. Solo Trombone Record, anno 1976, ha una forza ...

Article: Album Review

Liberty Ellman: Radiate

Read "Radiate" reviewed by Stefano Merighi


Ascoltando Radiate si coglie immediatamente la comunanza linguistica che stringe quel manipolo di musicisti abituati ad incidere per la PI, forse la migliore etichetta odierna di jazz contemporaneo. Si percepiscono i medesimi studi giovanili, i medesimi sviluppi creativi, quella telepatia esecutiva che rende interessante una performance jazzistica. Anche quando la prima impressione è ...

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Article: Album Review

William Tatge + Last Call: Borderlands

Read "Borderlands" reviewed by Stefano Merighi


Il pianista italo-americano William Tatge concepisce il jazz odierno come un laboratorio aperto, dai tratti cameristici che d'improvviso si impennano in vampate melodico-ritmiche di bella tensione, avventurosa, ma sempre controllata. Ascoltando questo Borderlands si coglie una cifra autoriale precisa ma nello stesso tempo una disponibilità a mettersi in gioco valorizzando al massimo il ...

Article: Album Review

Mary Halvorson: Meltframe

Read "Meltframe" reviewed by Stefano Merighi


Il primo disco di Mary Halvorson in solo sancisce la piena maturità acquisita dalla chitarrista bostoniana. Un'artista che folgora immediatamente oppure insospettisce, che appare come un'apprendista sempre in fase di studio oppure come una razionale dispensatrice di finezze da tempo metabolizzate. Fin dalle prime sortite in trio, o in gruppi più ...

Article: Multiple Reviews

Poker di Jon Irabagon

Read "Poker di Jon Irabagon" reviewed by Stefano Merighi


Il jazz di oggi è sicuramente policentrico, continuando in questo la sua stratificata tradizione. Sempre più spazio trovano artisti americani di origini diverse. Tra essi, il sassofonista Jon Irabagon (sangue filippino) è emerso da un decennio con una forza dirompente, conseguenza di una preparazione enciclopedica, tradotta abilmente in un'ampia gamma di situazioni sonore.

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Article: Album Review

Haitian Rail: Solarists

Read "Solarists" reviewed by Stefano Merighi


La musica di Haitian Rail si distende al meglio in “Flare Star," diciassette minuti di elaborazione complessa che unisce elementi tematici e improvvisazione collettiva simultanea, in grado di informare sia sulla personalità dei singoli che sulla coesione di gruppo. Il quartetto propone un originale accostamento timbrico tra chitarra elettrica e trombone, sebbene i ...


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