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Rachelle Garniez: Swimming Pool Blue

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Tutto vero, non ci nascondiamo dietro un dito: per molti ascoltare la Rachelle Garniez di questo sobrissimo e super-elegante Swimming Pool Blue, potrà sembrare una operazione di pura nostalgia per i bei tempi andati del jazz cantato al femminile, un album nato dalla e per la voglia di regalarsi ancora una volta una seduta discreta e solitaria a un tavolo poco illuminato, nell'atmosfera nottura e fumosa da jazz club che la maggior parte di noi ha conosciuto in realtà solo al cinema.

Swimming Pool Blue è esattamente questo, e lo è per tutti i dodici brani che la cantante e polistrumentista di base a New York ha voluto incidere e pubblicare per la Stand Clear Music e con la produzione di Andrew Morse. Ma è anche questo il bello di un album che si affida quasi esclusivamente a standard a cui si aggiungono due originali perfettamente mimetizzati nella carrellata di canzoni. Pezzi cantati con una vena spesso malinconica, a volte divertita, altre sofferente, altre ancora complice, e che Garniez ci ha fatto conoscere negli anni.

Da uno scurissimo e profondo blu, intanto, si alza il suono caldo di una band magistralmente calata nella parte. Qui non possiamo non notare il nome di Tony Garnier, bassista e spalla di Bob Dylan ormai dal 1989 e presenza stabile nel leggendario Never Ending Tour. Garnier, fra l'altro, è a sua volta reduce dalla sbornia di standard registrata proprio con Dylan nel recente e monumentale Triplicate. Ai due si aggiungono Joe Corsello a una felpata batteria, Warren Vache a una tromba simile a una cortina nebbiosa che si alza sul fiume, Peter Bernstein alla chitarra (lo strumento più discreto dell'album), e Scott Arcangel e Joel Diamon al piano (quest'ultimo solo in "Cottage for Sale" e "Every Time We Say Goodbye").

Jazz da cabaret vecchio stile, suonato come va suonato, con al centro una voce che anche da sola potrebbe reggere la scena. Niente di più, niente di meno. Ma il fascino e la magia che avvolgono questo dolcissimo salto nel vuoto di tanto tempo fa è un regalo che tutti quanti amano il jazz dovrebbero farsi. Incantevole e senza tempo.

Disco della settimana.

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