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Bryan and the Aardvarks: Sounds from the Deep Field

Luca Muchetti By

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Gustiamola un poco alla volta questa cosmogonia musicale che si apre fisicamente come un origami-custodia virtuale, il "Biopholio" ossia un'elegante contenitore/libretto di copertina che all'interno non contiene un CD, ma un codice per il download della musica, in perfetta consonanza con lo spirito ambientalista che anima l'etichetta discografica fondata dal pianista cubano Fabian Almazan, come il nome stesso, Biophilia Records, sottolinea. La musica inizia ipnotizzando e si conclude stordendoci in un mare di suoni nel quale è dolcissimo naufragare.

Parliamo di Bryan and the Aardvarks, creatura la cui paternità si deve a Bryan Copeland, musicista dal multiforme retroterra (dal jazz al country, quel country che a lungo ha respirato nel nativo Texas per poi espandere fino a lontane galassie l'orizzonte stilistico nell'orbita newyorkese), qui affiancato col suo contrabbasso anche da voci, chitarre, pianoforte, strumenti a fiato elettronici e vibrafono.

Copeland scrive qui per un quartetto di musicisti che lui stesso racconta di ammirare per il loro focus sempre fisso sulla bellezza della musica e sul nessun ego coinvolto: «Questi ragazzi sono tecnicamente dei maestri, ma sono anche capaci di mettere tutto da parte per sviluppare questo sound di gruppo». E in effetti le parole di stima che Copeland non risparmia ai suoi musicisti sono più che meritate perché le dieci composizioni che si ascoltano in questo album coincidono con un viaggio sorprendente nello spazio di un jazz onnivoro, capace di incorporare tanto, se non tutto.

Dalle trasognanti prime tracce, l'album del gruppo guidato dal giovane contrabbassista texano che ha suonato con David Binney, Jon Brion, Radney Foster, Andre Heyword, e Aben Eubanks, si dipana per rotte lungo le quali è facile perdere l'orientamento. Digressioni strumentali talvolta vicine al rock, canzone jazz come nella grande tradizione afroamericana, drum'n'bass e rock, fanno di Sounds from the Deep Field una piccola grande odissea nello spazio, un album di alchimie e di armonie capaci di guardare lontano e di portarci altrettanto lontano. L'estetica spaziale che la formazione sceglie non è solo una scelta estetica, ma il suono di una promessa mantenuta.

Track Listing: Supernova; Eagle Nebula; Tiny Skull Sized Kingdom; Soon I'll Be Leaving This World; The Sky Turned to Gray; Strange New Planet; Bright Shimmering Lights; LV426; Magnetic Fields; To Gaze Out the Cupola.

Personnel: Bryan Copeland: upright bass; Camila Meza: voice; Dayna Stephens: EWI; Chris Dingman: vibes; Jesse Lewis: guitar; Fabian Almazan: piano; Joe Nero: drums.

Title: Sounds from the Deep Field | Year Released: 2017 | Record Label: Biophilia Records

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