Home » Articoli » Nathan Hubbard: Rivulet / Compositions (1998-2005)

1
Album Review

Nathan Hubbard: Rivulet / Compositions (1998-2005)

By

Sign in to view read count
Nathan Hubbard: Rivulet / Compositions (1998-2005)
Le due ultime incisioni di Nathan Hubbard, artista operante sulla West Coast, sono rispettivamente un duo con il percussionista Curtis Glatter ed una raccolta su CD delle sue composizioni degli ultimi anni, eseguite da diversi ensembles con tutte le possibili combinazioni strumentali, dal quartetto di sassofoni a quello di percussioni passando per pianoforti preparati e orchestre con archi. Due lavori che documentano la fertile inventiva dell'avanguardia californiana, sempre disponibile a recepire fermenti di tutti i tipi, musicali e non. Hubbard, infatti, si lascia sedurre da ispirazioni provenienti dall'arte cinematografica e pittorica, così da dare alle sue opere una connotazione che va al di là della musica in quanto tale. Inoltre, con i suoi strumenti inventati per creare suoni e situazioni, e poi distrutti e ricomposti per venire riutilizzati nello stesso modo di prima.

Il duo con Curtis Glatter trae ispirazione non solo dal mondo musicale: si presenta come ideale colonna sonora di opere del cinema e del teatro, come le dediche a Carl Dreyer, Akira Kurosawa e Jean Cocteau fanno intuire. Una musica ricca di effetti e di spazii, nuova nel modo in cui gli strumenti percussivi vengono utilizzati, talvolta in modo astratto, ad evocare tuttavia sensazioni ricche di aspettative, come il lungo "Vampyr", con atmosfere che reggono la tensione per lungo tempo, evocative di fatti e personaggi che spaziano nella fantasia di esecutori ed asccoltatori allo stesso tempo. Il brano dedicato a Jean Cocteau è più legato al jazz come aspetto ritmico, un piacevole cambio di marcia dopo il lungo vagare in cerca di uno sbocco di luce nel brano precedente e su "Meikyu" arriva un insolito vibrafono a tirar su melodie prima che il tutto venga avvolto in un insieme di suoni concreti che spuntano da nastri e strumenti preparati. Un insolito paesaggio sonoro che sicuramente troverà in sintonia molti ascoltatori alla ricerca di nuovi spunti.

La raccolta di composizioni su un doppio CD ovviamente non può presentare la coerenza di Rivulet, per l'eterogenità dei musicisti coinvolti e dei brani scelti. È un'ottima testimonianza di quello che Hubbard ha firmato negli ultimi anni ed una documentazione di quello che succede sulla costa orientale. Le dediche a musicisti operanti in territori diversi - John Cage, Leo Smith, Morton Feldman - ed il lungo "Painting on Glass" per Oscar Fischinger, uno dei protagonisti dell'avanguardia cinematografica e pittorica del Novecento, testimoniano ancora della eterogeneità delle fonti d'ispirazione di Hubbard. Sono tutti brani molto interessanti, in cui stilemi jazzistici emergono, come il quartetto di sassofoni di "A Secret No One Knows", in mezzo ad esempi di musica concreta, per voce e computer: "Structure II" for any sound producing media o messe insieme, come in "For DPH", per trio con sax tenore/baritono/flauto, contrabbasso, le percussioni di Hubbard ed una diabolica fonte di rumori elettronici. Un vasto campo di sorgenti musicali, che vengono mese sotto la lente di ingrandimento di Hubbard, straniate e ricomposte a svegliare le menti di chi ascolta.

Il punto centrale della raccolta è la gia' citata composizione "Painting on Glass" (for Oscar Fischinger), per due ottetti e nastro magnetico, in cui l'autore assume il ruolo di conduttore. Avrebbe meritata da sola un disco, ma, vista la capienza del supporto digitale, ben venga accompagnata da altro materiale. La lunga maratona dell'orchestra è ben congegnata e strutturata dall'autore, che dà spazio a melodie, camerismi di stampo classico, un geniale vibrafono swingante all'inizio del brano. Un modo di unire mondi diversi, a rievocare la pratica del collage pittorico, a creare pitture e colori che sfumano l'uno nell'altro lasciando incantati, in cui possono spuntare sgembi assoli di chitarra elettrica e rievocazioni di blues o altro. Un lavoro che ha nell'eterogeneità la propria forza, e che proprio per questo appare coerente durante l'esecuzione.

La musica per oggetti, ensemble, computer di Nathan Hubbard richiede un pò di assuefazione prima di poter essere recepita per il suo continuo vagare da un modo musicale all'altro: un anything goes su cui riesce ad imporre la propria firma inconfondibile.

Queste due opere potrebbero svegliare l'interesse di coreografi e registi e servire come inconsueta colonna sonora per le loro opere.

Track Listing

Rivulet 01. Vampyr (to Carl Dreyer) - 27:39; 02. Mobile: Alabaster (to Jean Cocteau) - 24:28; 03. Meikyu (to Akira Kurosawa and Toshiro Mifune) - 19:2. Tutte le composizioni sono di Hubbard/Glatter Compositions 1998-2005 CD 1 01. Structure - 7:51; 02. Discrepancy In FLow II (for John Cage) - 4:00; 03. Departing Landscapes (Holding On Desperately to Memories I'll Never Keep - 3:59; 04. In the Year of the Lion (for Wadada Leo Smith) - 9:07; 05. Structure II - 7:15; 06. A Secret No One Knows - 8:25; 07 - For DPH - 14:22; 08. Shards of Memory (for Morton Feldman) - 8:06. CD 2 01. Departing Landscapes (Holding On Desperately to Memories I'll Never Keep - 4:01; 02. Spectrum/Zeitgeist II - 7:36; 03. Song Cycle I - 5:18; 04. Resonance - 9:32; 05. Painting On Glass (for Oscar Fischinger) - 30:21; 06.Sundials II - 6:03.

Personnel

Nathan Hubbard.

Album information

Title: Rivulet / Compositions (1998-2005) | Year Released: 2007 | Record Label: Circumvention Music

Post a comment about this album

Tags

More

Zodiac
Barney Wilen
Transneptunian Planets
J. Peter Schwalm & Stephan Thelen
Assembly
Jacob Garchik
Live At Fabrik
The Gil Evans Orchestra

Popular

Get more of a good thing

Our weekly newsletter highlights our top stories and includes your local jazz events calendar.