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Dave Douglas: Riverside

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Forse per una certa attitudine alla discrezione, Dave Douglas non ha mai reso esplicite nei titoli dei propri album le profonde attenzioni da lui tributate ai grandi della musica di cui si è occupato. Eppure nella sua discografia ci sono alcune tra le più pregnanti e intelligenti focalizzazioni sul mondo artistico di altri musicisti, con un atteggiamento ben descritto nel titolo di un suo album pubblicato sulla soglia del Duemila: Soul on Soul, dedicato alla figura di Mary Lou Williams. Ma anche un titolo come Moving Portrait , il ritratto in movimento da lui rivolto a Joni Mitchell, esprime con eloquenza quanto Douglas fa quando si avvicina al mondo di altri artisti.

Nel caso di questo lavoro, l'attenzione del trombettista è rivolta a Jimmy Giuffre, solista e compositore che meriterebbe considerazione ben maggiore di quella che gli viene attribuita in un contesto smemorato come quello contemporaneo. Giuffre fu ideatore di quel "Four Brothers Sound" che mescolava in modo emblematico la voce di tre sax tenori e un baritono nell'omonimo brano, reso celebre dall'orchestra di Woody Herman. Ma fu anche sperimentatore sopraffino, audace nelle sue astrazioni e geniale nelle intuizioni, che negli anni Cinquanta dettò nuovi stimoli al contrappunto innovativo delle voci strumentali, all'uso degli impasti timbrici e delle strutture compositive. I suoi lavori con Shelly Manne, il trio degli anni Cinquanta con Bob Brookmeyer e Jim Hall, il successivo degli anni Sessanta con Paul Bley e Steve Swallow, rinato poi alla fine degli anni Ottanta, sono da ricordare come tappe importanti della storia del jazz.

In Riverside Douglas concentra la propria attenzione su un aspetto forse meno appariscente per la storia di Giuffre: la sua attrazione in certi frangenti per le atmosfere semplici e dirette del country-blues, del bluegrass, del folklore statunitense. Una dimensione che il sassofonista e clarinettista sviluppava con la propria leggerezza ritmica e trasparenza timbrica. E che Douglas affronta in modo schietto e muscolare, esaltando le linee ben definite e i contrasti, calcando un po' di più sulle tinte espressive e sui ritmi incisi con linearità. Ne è un esempio il brano "The Train and the River," unico pezzo del repertorio di Giuffre presente nel disco, che fu un successo del trio con Jim Hall e Ralph Peña al contrabbasso. Stesso approccio hanno gli altri brani, in gran parte dovuti alla penna di Douglas.

In questo lavoro di esaltazione delle linee decise e dei volumi solidi sono di ottimo supporto i fratelli Doxas: Chet al sax tenore e clarinetto, Jim alla batteria. Steve Swallow interpreta un ruolo di connessione tra la concretezza dei ritmi assertivi e le trame sospese, astratte che fanno riferimento alla sua esperienza con Giuffre in trio. Intensa, cristallina è la sua introduzione a "Old Church New Paint." Douglas, da parte sua, fa guizzi da leone nel brioso "Big Shorty" (riferito naturalmente al più grande Shorty della storia del jazz) e il tenore di Chet Doxas lo contrasta bene. Un tantino rigido è "Travellin' Light," del quale si rimpiangono altre versioni. L'intensità del conclusivo "Sing on the Mountain High/Northern Miner" fa tornare all'ascolto successivo di questo lavoro con qualche elemento in più per apprezzarlo pienamente.

Track Listing

Thrush; The Train and the River; Old Church New Paint (intro); Old Church New Paint; Handwritten Letter; Big Shorty; Front Yard; Backyard; No Good Without You; Travellin' Light Sing on the Mountain High/Northern Miner.

Personnel

Dave Douglas
trumpet

Dave Douglas: tromba; Chet Doxas: sax (tenore), clarinetto; Steve Swallow: basso elettrico; Jim Doxas: batteria.

Album information

Title: Riverside | Year Released: 2014 | Record Label: Greenleaf Music


About Dave Douglas

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