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Trio Braamdejoodevatcher featuring Miklos Lukacs and Ferenc Kovacs: Quintet

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Trio Braamdejoodevatcher featuring Miklos Lukacs and Ferenc Kovacs: Quintet
Ancora una volta viva l'Olanda e le sue straordinarie avventure. E' da circa la metà degli anni Ottanta che le "new forms" olandesi lavorano sodo nell'underground della migliore musica europea contemporanea ma - almeno alle nostre latitudini - con pochissime eccezioni (vedi Ernst Reijseger o pochissimi altri) dell'Olanda musicale restano solo gli ovvi ricordi di Han Bennink (magari con il celeberrimo Clusone Trio), Willem Breuker o dell'Instant Composers Pool.

Il trio composto da Michiel Braam (pianoforte), Wilbert de Joode (contrabbasso) e Michael Vatcher (batteria) costruisce incredibili avventure da oltre vent'anni scalando architetture aperte e ardite, risultato di un modo deciso e intuitivo di vivere coerentemente la musica moderna. Partito alla fine degli Ottanta quale appassionato elucubratore delle filosofie di Thelonious Monk, il combo vola oggi altissimo nel grande cielo della libertà improvvisativa senza mai dimenticare di onorare la tradizione jazzistica tout-court. Il tutto, con quel tocco d'ironia solamente olandese che ammanta da sempre di magia sonora la materia musicale affrontata.

Il trio non ha leader sebbene tutte le composizioni siano attribuite a Braam e, muovendosi con peculiari intenti di "open form," ha sempre più spesso annoverato ospiti illustri nel corso della propria avventura. Ed è così che dischi del trio si sono poi intitolati "Quartet" ospitando nomi quali quelli di Fred Anderson, Paul Dunmall, Taylor Ho Bynum, Mats Gustafsson o Nils Wogram oppure - come in questo caso - "Quintet," allargando il trio agli ungheresi Ferenc Kovacs (violino e tromba) e Miklos Lukacs al cimbalom, detto anche italianamente "cembalo ungherese," tipico salterio percosso e pizzicato piuttosto in voga del mondo musicale di paesi come Ungheria e Ucraina. E,' in nuce, la base di quello che il trio chiama ormai da anni "Q Program," ovverosia un progetto pensato per un trio allargato dove appunto "Q" possa poi significare anche quartetto oppure quintetto.

L'incontro fra l'avanguardia olandese e una sorta di tradizione tangenziale al folclore puro tutta mitteleuropea risulta addirittura esaltante. La sua grandezza è l'evoluzione naturale della comunicazione base che deve necessariamente esistere attorno alla musica improvvisata. E torniamo, specialmente per i non avvezzi, al significato intenso del termine: laddove, dunque, improvvisazione non significa musica astrusa, difficile o unicamente cerebrale da vivere come divertissement intellettuale o limitata agli amanti della sperimentazione totale.

Rispetto a quelle tipologie, l'educazione all'ascolto musicale dovrebbe più spesso intervenire correggendo l'ormai classico refuso e presentando esemplificazioni come ad esempio questo lavoro: coerente, comunicativo e sorprendente come pochi. Assolutamente godibile e cantabile ove mente e piede, filosofia e ritmo dimostrano di poter convivere con illuminante intelligenza.

Un'oretta di vera e spontanea creatività (su tutti, si ascoltino per cortesia, i tre minuti e rotti della traccia numero 10 con il violinista Kovacs alla tromba) ben lontana dalle puzze commerciali del dover piacere per forza.

Tanto, bene che vada, continueranno a essere in pochi a godere dell'apertura di certi scrigni.

Track Listing

1. Q 7 - 3.22; 2. Q 1 - 5.45; 3. Q 16 - 5.23; 4. Q 9 - 5:26; 5. Q 13 - 4:36; 6. Q 19 - 4:23; 7. Q 6 - 4:41; 8. Q 27 - 6:02; 9. Q 10 - 4:53; 10. Q 26 - 3:04; 11. Q 3 - 5:39; 12. Bonus Track: Sziklarajzok - 3:21.

Personnel

Michiel Braam: pianoforte; Wilbert De Joode: contrabbasso; Michael Vatcher: batteria. Ferenc Kovacs: violino, tromba; Miklos Lukacs: cimbalom.

Album information

Title: Quintet | Year Released: 2010 | Record Label: BMC Music

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