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Myra Melford "Snowy Egret" Al Torrione Jazz Club Di Ferrara
Bologna Jazz Festival
Torrione Jazz Club
Ferrara
31.20.2016
La ricca programmazione al Torrione di Ferrara, iniziata il 7 ottobre con il trio di Harold Mabern, si protrae con varietà di proposte fino a concludersi il 23 dicembre con Karima & Dado Moroni trio, prima di concedersi la consueta pausa di gennaio per poi riaprire i battenti per la stagione primaverile. Alcuni degli appuntamenti sono organizzati in collaborazione con il Bologna Jazz Festival giunto all'undicesima edizione. D'altra parte l'esperto Francesco Bettini è la persona che cura la direzione artistica di entrambe le realtà.
Il quintetto di Myra Melford ha ripreso in gran parte la suite "Snowy Egret" ispirata a un'opera di Eduardo Galeano sull'intrecciata storia delle Americhe, con una formazione completata da Ron Miles, Liberty Ellman, Stomu Takeishi e Gerald Cleaver, che rimpiazzava Tyshawn Sorey presente nell'album omonimo.
Più che il quintetto nel suo complesso sono emersi per la forte caratterizzazione alcuni episodi in trio o in duo. In particolare alcuni momenti più lenti e meditativi, dalla marcata impronta melodica e lirica, definiti ballad dalla stessa Melford, sono stati coniugati dalla cornetta di Miles con accenti malinconici e sospesi, con un'elaborazione dell'eloquio apparentemente stentata, per concludere con strozzate note acute. Al contrario si è rivelato più concatenato e incalzante il fraseggio della chitarra di Ellman, che ha deformato via via gli accordi e le sonorità nella tensione dei crescendo, regalando le emozioni più forti del concerto.
Quanto alla leader è emersa soprattutto in un assolo, sempre in trio, in uno dei brani finali, sviluppando un pianismo turbinoso e possente basato sulla ripetizione di una cellula germinale. Il sostegno fornito da basso e batteria è stato somministrato secondo le esigenze della partitura ma impeccabile negli esiti improvvisativi: sempre mobile, eccentrico e imprevedibile il contributo di Takeishi, mentre il drumming di Cleaver ha espresso un equilibrio classico, garantendo una rassicurante solidità.
In definitiva nel concerto ferrarese ciò che ha colpito sono state soprattutto la concentrazione che è stata in grado di unire rigore e comunicativa, la molteplicità dei motivi ispiratori, l'articolazione dell'andamento musicale; il tutto assecondato dalla mirata e singolare composizione di un collettivo formato da cinque personalità molto accentuate e diverse fra loro.
Foto: Luca Vitali
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