Home » Articoli » Album Review » Sarah Riedel: Memories of a Lost Lane
Sarah Riedel: Memories of a Lost Lane
Proprio gli archi, infatti, sono la marca più persistente che troviamo in queste nove tracce pubblicate dalla Parallell, e non di rado finiscono per occupare l'intera scena, lasciando Sarah un passo indietro rispetto a tutto il resto. A volte pare di ascoltare le parti più malinconiche e riflessive della colonna sonora di un vecchio film in bianco e nero, altre si apprezza facilmente la classe pop acustico ricco di corde e di legno che vibra, come "This Is". Ma non mancano ballad dal sapore jazz più classico ed esperimenti che si addentrano con più decisione a un contesto pop ("Slow Down").
La compattezza del disco è indubbia, la voce di Sarah è brillante e piena di personalità tanto che solo raramente la scelta sonora e strumentale - molto votata a corde e archetti - rischia di risultare indigesta. Da appassionati di forma canzone classica non si potrà non apprezzare anche il tema sottostante l'intero Memories of a Lost Lane: un passaggio a tinte chiare da una stagione all'altra che, senza abbracciare la struttura del concept, rimanda a un poetico passare del tempo e dei mesi.
Track Listing
01. This Is; 02. Late July; 03. Minefield; 04. Spring; 05. Come Winter; 06. Coolness; 07. I Believe in Autumn; 08. Slow Down; 09. Lullaby for Happy Endings.
Personnel
Sarah Riedel
vocalsSarah Riedel (voce, percussioni), Ellen Hjalmarsson (violino), Ingrid Ky Ötharju (violino), Jill Johansson (viola), Petra Lubin (violoncello), Alexander Simm (chitarra), Calr-Emil Svensson (chitarra), Klas-Henrik HÖrngren (piano, organo, symth), Viktor Skokic (contrabbasso, percussioni), Øyvind Hegg-Lunde (batteria, percussioni), Martin Öhman (percussioni, elettronica, voce), Johannes Lundberg (percussioni).
Album information
Title: Memories of a Lost Lane | Year Released: 2010 | Record Label: AZMARI
About Sarah Riedel
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.





