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Luc Ferrari: L'oeuvre électronique

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Luc Ferrari: L'oeuvre électronique
"Un racconto il cui calore sensuale cerca di depistare il freddo".

A gran parte della produzione elettronica di Luc Ferrari potrebbe adattarsi questa frase scritta da Colette Fellous a proposito del racconto sinfonico "Et si toute entiere maintenant".

Racconto, perché l'elemento narrativo, o meglio ancora "aneddotico" - per quanto obliquo e volutamente ricco di ambivalenze semantiche - è un tratto caratterizzante dell'opera del compositore italo-corso, che ben presto si sarebbe distanziato dalla poetica di Pierre Schaeffer, la cui musica "concreta" era sì basata sul trattamento e sull'assemblaggio di suoni registrati, ma mirava a depurare questi ultimi da qualsiasi riferimento causale o figurativo, in modo da renderli "astratti".

Sin dalle prime opere riportate in questo cofanetto coprodotto dall'Institut National de l'Audiovisuel e da La Muse en Circuit, Ferrari "depista" la fredda, e piuttosto dogmatica, sistematizzazione perseguita da Schaeffer, mantenendo - inalterata o metamorfosata - la semanticità dei materiali impiegati, quel "primo livello di articolazione," che Lévi-Strauss riteneva imprescindibile a qualsiasi creazione artistica.

A fugare ogni rigido schematismo sul percorso creativo di Ferrari, contribuiscono, già dalla fine degli anni '50, i titoli dei brani, spesso equivoci rispetto ai contenuti: l'"Etude aux accidents" (con la percussività del piano preparato interpolata da improvvise irruzioni sonore), la mobilità dell'"Etude aux sons tendus" e la cupezza notturna dell'"Etude floue" non sono aridi esercizi tesi ad indagare le caratteristiche di questa o quella tipologia di suono, caratterizzandosi invece per una certa figuratività, sia pure sfrangiata e allusiva, che non priva l'ascolto di punti di riferimento in senso lato "discorsivi".

Tra le suggestioni visive di "Visage 5" o "Tete et queue du dragon" e la giustapposizione di materiali diversi - tutti accomunati dalla forte valenza segnica, che il compositore si guarda bene dal mettere tra parantesi - in un'erratica "Music Promenade" della seconda metà degli anni '60, si insinuano "Tautologos 1 & 2" in cui il la padronanza del montaggio insinua nella percezione una straniante dimensione gestuale.

Ma è nei CD successivi che si dispiega, in tutta la sua maturità e specificità, la personalità musicale di Ferrari, con brani che si pongono al vertice della sua produzione elettroacustica.

A questa categoria appartiene senza dubbio "Hétérozygote" (1963-1964), manifesto di quella che l'autore stesso ribattezzava, non senza ironia (ma correttamente), come "musica aneddotica": la composita dialettica suono/rumore e la giustapposizione di elementi disparati (inclusi materiali ambientali e vocali), grazie al saldo controllo strutturale dell'insieme e dei dettagli, aprono un affascinante percorso polisemico nel quale l'ascolto può vagare liberamente.

E' la stessa fluidità immaginativa che si respira nei documentari realizzati da Ferrari su colleghi musicisti quali Messiaen (di cui era stato allievo al Conservatorio di Parigi negli anni Cinquanta), Varèse, Scherchen, Cecil Taylor e Stockhausen. Non siamo distanti dalla potenza evocativa che, in "Stockhausen in den Höhlen von Jeita" - girato nel 1969 assieme a Anne-Marie Deshayes -, scaturiva dal contrappunto tra le statiche inquadrature di affascinanti sculture naturali e le vibratili sonorità elettroniche proiettate dal compositore tedesco nelle celebri grotte libanesi in occasione di alcuni concerti.

Considerazioni analoghe valgono per la "Petite Symphonie intuitive pour un paysage de printemps," composta tra il 1973 e il 1974, in cui un'elettronica flautata, mai invadente, si associa, con eleganti dissolvenze, alle voci raccolte presso i pastori del Massiccio Centrale, evocando un mondo ancestrale, abitato da presenze umane discrete e solitarie.

Altro "pezzo forte" della raccolta sono le quattro versioni del celebre "Presque rien" riunite nel terzo CD: ricoprendo un periodo compreso tra il 1967 e il 1998, queste "diapositive sonore" genialmente assemblate e manipolate, ci mostrano un Ferrari attentissimo ascoltatore della natura, della vita quotidiana e dei suoi suoni, si tratti del risveglio di un villaggio di pescatori, di un paesaggio notturno, di una conversazione tra ragazze (che si ricollega alla fascinazione acustica costantemente esercitata dal femminile sul compositore) o dei rumori famigliari di Ventimiglia vecchia.

Il valore semantico di tutti questi materiali viene preservato o trasformato, ma mai ignorato.

Lo stesso si può dire delle "Danses organiques," definite da Ferrari come "disegni animati per le orecchie," incentrati sulla ripresa "voyeuristica" di un incontro tra donne, con dialoghi, sospiri e risolini delicatamente manipolati a occupare tutto il quarto CD: la crescente vena omoerotica s'intreccia, con la consueta pluralità di piani narrativi, a suoni sintetici dilatati in avvolgenti melodie o contratti in ossessivi impulsi ritmici, e a riflessioni dell'autore sui propri processi compositivi, così da distoglierci da una direzionalità troppo univoca.

Decisamente variegate le opere contenute negli altri CD.

Tra le più curiose spiccano "Dialogue ordinaire avec la machine" (1984), culminante nel surreale amplesso tra la voce trattata elettronicamente e un'eccitata drum machine, "Capricorne" - inedita canzone del 1958 dalla bizzarra coda elettronica, rinvenuta di recente negli archivi dell'INA - e ancora "Dérivatif" omaggio reso a Ferrari dalla moglie Brunhild Meyer, che ha riunito materiali tratti da registrazioni occasionali, premissaggi o altri brani compiuti per completare un'opera alla quale il compositore stava lavorando prima di morire.

Ancora più significativo è il ciclo "Far-West News," cui sono dedicati il settimo e, in parte, l'ottavo CD: si tratta di una sorta di "audio-giornale" elaborato nel corso di un viaggio negli Stati Uniti del 1998, collocati con precisione da Ferrari in un tempo e in uno spazio abitati da contrattempi, passeggiate nella Death Valley incontri con i personaggi più vari, momenti di vita quotidiana.

Il tutto è montato con una sapienza compositiva che trascende il semplice collage, capace di attribuire agli eventi sonori un senso nuovo e di coinvolgere emotivamente l'ascoltatore, ogni volta in modo diverso.

Tra gli ultimi prodotti della fervida creatività di Ferrari, è di grande importanza "Archives génétiquement modifiées," del 2000, terza tappa di un ciclo dedicato al "riciclaggio" di materiali e intuizioni sviluppati in precedenza, dal titolo emblematico "Exploitation des Concepts," presentato in forma d'installazione audiovisiva (con il nome di "Cycle des Souvenirs," pubblicato su CD dalla Drag City) e, ancor prima, come manipolazione in tempo reale di dischi e compact disc ("Les archives sauvées des eaux," che ha visto come protagonista lo stesso compositore al fianco di personaggi come ErikM e Otomo Yoshihide, con esibizioni dal vivo documentate rispettivamente da Angle Records e Disc Callithump).

Spiace, a questo proposito, che nel cofanetto non trovi spazio il Ferrari performer, che nel 2005 - ci preme ricordarlo, con non poco rimpianto - avrebbe dovuto condividere con Alvin Curran il palcoscenico bolognese di Angelica, per un "ritratto sonoro" incrociato, purtroppo mai realizzato a causa della malattia che, di lì a poco, avrebbe causato la scomparsa del francese.

Comunque sia, "Archives génétiquement modifiées" ha una peculiare caratterizzazione timbrica, dal momento che espone gli elementi sonori di partenza a una metamorfosi piuttosto radicale rispetto alle consuetudini dell'autore, che spesso li rende irriconoscibili, stravolgendone finanche l'intima struttura "genetica".

In "Les Anecdotiques" - sesto esempio di exploitation - Ferrari si cimenta con un brano radiofonico, basato su quindici brevi sequenze in cui l'attenzione torna a focalizzarsi sul montaggio "figurativo" di materiali eterogenee (dalla superstrada tra Firenze e Siena, alle prove di un concerto, a un gruppo di turisti in un museo), in cui il rapporto tra segno e senso presenta differenti livelli di indefinitezza, non risolta (semmai, beneficamente accresciuta) nemmeno dalla precisa indicazione dei titoli e dei contenuti delle sezioni.

Un lavoro non dissimile viene svolto in "L'escalier des aveugles" prevalentemente sulla lingua parlata (lo spagnolo, per lo più), che oscilla, attraverso diversi gradi d'intelligibilità, tra espressioni verbali significanti e "puri" fonemi, soggetti a processi di ricampionamento, time stretching e pitch shifting.

In chiusura di raccolta, "Les Arythmiques" brano realizzato a seguito dell'ospedalizzazione per aritmia cardiaca nel 2003 - mostra la vitalità di Ferrari nei suoi ultimi anni (che coincidono con la sua riscoperta discografica da parte di John Zorn e David Grubbs), con quaranta minuti frammentari e spaesanti, percorsi da una sottile inquietudine, quasi a preconizzare la conclusione - avvenuta non molto tempo dopo nell'amata Italia - di un'affascinante avventura sonora.

Non resta che ribadire l'importanza di questo vero e proprio "monumento" dedicato a uno dei musicisti più liberi (e al tempo stesso più influenti) degli ultimi cinquant'anni, da apprezzare, tra l'altro, oltre che per il prezzo contenuto, anche per l'ampio libretto bilingue (inglese e francese), che, alla dettagliata presentazione dei brani e alle puntuali note biografiche, affianca un'ampia intervista, nella quale Brunhild Meyer sottolinea l'umanità e l'ironia che sempre hanno contraddistinto la personalità e l'opera del marito.

Track Listing

CD 1: 01. Étude aux accidents; 02. Étude aux sons tendus; 03. Étude floue; 04. Échantillon pour mimes; 05. Visage 5; 06. Tête et queue du dragon; 07. Tautologos 1; 08-10. Tautologos 2; 11. Music Promenade. CD 2: 01. Hétérozygote; 02. "J'ai été coupé"; 03. "Petite symphonie intuitive pour un paysage de printemps". CD 3: 01. Presque rien n°1 ou Le lever du jour au bord de la mer; 02. "Presque rien n°2 ou Ainsi continue la nuit dans ma tête multiple"; 03. "Presque rien avec filles"; 04. "Presque rien n°4: la remontée du village". CD 4: 01-06. Danses organiques. CD 5: 01-02. Ouvert-Fermé; 03. Unheimlich Schön; 04. Dérivatif. CD 6: 01-05. Dialogue ordinaire avec la machine ou trois fables pour bande doucement philosophiques; 06. Strathoven; 07. Capricorne; 08. Chute libre. CD 7: 01-06. Far-West News 1 : De Santa Fé à Monument Valley; 07-11. Far-West News 2: De Page à Grand Canyon. CD 8: 01-06 Far-West News 3: De Prescott à Los Angeles; 07. Archives génétiquement modifiées. CD 9: 01-15. Les Anecdotiques, Exploitation des Concepts N° 6. CD 10: 01.13. L'escalier des aveugles (1991); 14-19. Les Arythmiques (2003).

Personnel

Luc Ferrari.

Album information

Title: L'oeuvre électronique | Year Released: 2009 | Record Label: Maltz Jupiter Theatre

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