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Joe Lovano - Hank Jones Duo: Aperitivo In Concerto - Teatro Manzoni - Milano - 15.01.2006
Non ce ne voglia Joe Lovano, ma Joyous Encounter, così è denominato il duo esibitosi in un Teatro Manzoni ai limiti della capienza, è soprattutto un doveroso omaggio ad un pianista tanto discreto quanto immenso nell'aver tradotto in un linguaggio unico e inimitabile, le sollecitazioni stilistiche più disparate. Si potrebbe dire che Hank Jones sia depositario di uno stile senza tempo, al di sopra di ingombranti riferimenti storici. Certo le frenetiche figurazioni ritmiche della mano sinistra rimandano allo stride più canonico, le linee moderne della mano destra e gli intricati accordi sono figli della rivoluzione bebop, la delicatezza di tocco, l'impeccabilità dell'articolazione e certe raffinatezze armoniche fanno parte di quel particolare filo rosso che lega Teddy Wilson a Bill Evans.
Ma tra le dita di Hank tutto questo si trasforma in qualcosa di unico, di magicamente sospeso tra passato e presente, con il flusso sonoro sempre sorretto da una souplesse straordinaria, che avvolge la musica in un alone fantastico...
E Joe Lovano? Beh, il grande sassofonista di origini italiane, sollecitato da tanta grazia, non poteva che dare il meglio di sé. Il cinquantatreenne di Cleveland ha raggiunto una maturità espressiva che lo pone ormai tra i grandi interpreti non solo dello strumento ma della musica improvvisata in genere. La sua capacità di essere protagonista nelle situazioni più avventurose come in contesti più classici, ha affinato una sensibilità esecutiva ed interpretativa prepotentemente rivelatasi nelle quasi due ore del concerto milanese.
La voce calda, robusta del sax tenore si è insinuata meravigliosamente tra le trame armoniche intessute da Jones, mentre nei dialoghi più aperti e serrati Lovano ha trovato mirabili equilibri timbrici sia sui registri gravi che su quelli acuti. Tra noti standard e composizioni originali il concerto, dopo un avvio in punta di piedi, ha liberato tutta la sua contagiosa emotività, giunta al culmine nella sontuosa cavalcata solitaria al pianoforte (da incorniciare una "Sentimental Mood" ricca di sorprese), con la quale Hank Jones ha stregato l'intera platea.
Foto di Roberto Cifarelli [altre foto di questo concerto sono disponibili nella galleria immagini
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