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Festival "Assurdo"

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Area Sismica - Forlì - 29-30.10.2010

L'Area Sismica ha dedicato un weekend a questo insolito mini festival.

Lo scopo era quello di fare una puntata nei territori del bizzarro e della stravaganza: musiche create con strumenti improbabili, gusto del grottesco e della dissacrazione, performance eccentriche. Un piccolo saggio di tutto ciò è stato dato in questi due giorni, con l'intento di fondo di ridare dignità all'accostamento di musica e intrattenimento, un binomio che può essere coniugato e interpretato con gusto e intelligenza, a dispetto del modo degradante in cui viene realizzato per lo più dall'industria dello spettacolo.

Mototrabbasso

Al centro della serata di venerdì c'è stato questo spettacolo di Lullo Mosso. Il mototrabbasso è un bizzarro veicolo/strumento, un contrabbasso munito di ruota, e Lullo è il suo pilota: arriva in scena di corsa insieme a questo contrabbasso semovente. Questa dimensione dinamica segna già la cifra nomade di quello che è in effetti un viaggio, un vagabondaggio fra diverse musiche, attraversando territori geografici e stilistici disparati.

Con questo spettacolo Lullo Mosso dà sfogo alla sua vena teatrale: l'uso della gestualità e della persona, oltre che della voce, qui hanno pari importanza rispetto alla musica. Dunque Lullo dà vita a un andirivieni di personaggi un po' grotteschi, rappresentanti ciascuno di un certo stile musicale o di una musica del mondo.

E' un trionfo del grottesco, dell'onomatopea sonora e dell'umorismo. Lullo Mosso mette qui pienamente a frutto la sua verve interpretativa, nel senso scenico di "interpretare un personaggio". Il suo approccio è analogo a quello di un disegnatore caricaturista: riesce ad individuare alcuni tratti distintivi di una situazione - di un suono, un genere, uno stile, un modo di cantare o anche una lingua -, e poi li ingigantisce, restituendo un ritratto che allo stesso tempo coglie nel segno e deforma l'immagine di partenza, con un effetto comico contagioso.

Alcuni di questi personaggi e situazioni sono davvero irresistibili: il rapper in stile newyorkese, il cantante folk russo enfatico e melodrammatico, la canzone dodecafonica tedesca con la sua austerità, la musica folk greca e quella "tribale" africana.

Nella riuscita di tutti questi bozzetti è fondamentale il suono della lingua, oltre a quello della musica, anche questo trattato in chiave caricaturista: Lullo canta in un gramelot che di volta in volta enfatizza alcuni suoni o inflessioni tipici della lingua di turno, insieme a quelli dello stile musicale. Il risultato di tutto ciò è una sorta di via di mezzo fra musica e cabaret, estremamente godibile e a tratti esilarante.

Atonor

Sabato c'è stata la performance degli Atonor, ensemble formato da cinque giovanissimi ragazzi tedeschi che utilizzano come strumenti oggetti quotidiani riciclati e trasformati, oppure inventati allo scopo, la maggior parte dei quali usati però come controller per moduli sonori digitali.

L'eminenza grigia dietro a questo progetto è Erwin Stache, un fisico originario della ex Germania Est, due dei cui figli fanno parte dell'ensemble. Stache è il creatore degli strumenti e marchingegni usati dal gruppo.

La musica e il suono del gruppo riflettono senz'altro l'approccio del suo ispiratore, quello tipico dell'inventore eccentrico che si muove con l'ingenuità e l'avventurosità proprie del gioco del bambino. Dietro alla creazione dei suoi congegni o alla trasformazione di oggetti quotidiani o desueti (come bottiglie di plastica e vecchi telefoni) in strumenti musicali c'è sicuramente una capacità visionaria. Forse la stessa capacità visionaria che spinse Harry Partch a creare i suoi strumenti musicali, anche se in questo caso forse con una componente più artigianale e anche tecnologica.

Le "composizioni" degli Atonor hanno questo sapore del gioco, dell'immaginazione e del divertimento ingenuo. Più che a vere composizioni assomigliano a lavori di bricolage, con un certo spirito amatoriale.

Al di là delle sonorità, è stato interessante anche l'uso della spazialità che il gruppo ha fatto: in particolare in un momento in cui i cinque componenti, muniti ciascuno di una delle tante invenzioni del loro arsenale, si sono disposti intorno alla sala, richiamando ognuno il suono dell'altro, e poi scambiandosi le posizioni, creando un piacevole effetto di rotazione.

Feromil

Entrambe le sere, prima e dopo i concerti principali, hanno avuto luogo performance più vicine all'installazione, o comunque non pensate come concerto sul palco.

Da Dunkerque è arrivato uno dei più curiosi progetti degli ultimi tempi: Feromil, performance di un musicista e artista sonoro che si cela dietro lo pseudonimo di Monsieur Trickster.

Feromil è un'esibizione di metal detector solo. (sic!) Un uomo che indossa una maschera antigas si avvicina a una vecchia cassa di metallo con un metal detector in mano; inizia ad appoggiarlo alla cassa, e il metal detector inizia ad emettere dei suoni. Il suono così prodotto viene fatto passare attraverso una serie di effetti, delay digitali e loop, e quello che ne esce è sorprendente.

Una sorta di techno music senza ritmo, un'atmosfera da rave ma senza il ballo; un immaginario visivo catastrofico e post-industriale per un suono freddo e ossessivo, ma imprevedibilmente coinvolgente e "accessibile".

Segnali elettronici come impulsi di sonar creano un ritmo di base, su cui si sovrappongono sirene d'allarme e poi note basse che diventano un groove, la spina dorsale che sostiene l'"improvvisazione melodica" del metal detector, che ha una sonorità vicina a quella di un theremin anabolizzato.

Questa proposta non ha probabilmente la capacità di sostenere la lunga durata, ma ha sicuramente impatto da vendere.

Juke Bass Box

In un angolo del bar dell'Area Sismica ha funzionato nelle due serate un juke-box molto particolare: un juke-box vivente, animato dall'instancabile Lullo Mosso che è stato un po' il jolly del festival.

Il frontale di un juke-box fatto di cartone, con tanto di pulsanti per selezionare i brani e di fessura per le monete, una tenda verde con tre buchi, un contrabbasso. Dietro la tenda Lullo Mosso. Quando un avventore infilava una moneta nella fessura e premeva i pulsanti per selezionare un brano, dai buchi della tenda spuntavano le braccia e la testa di Lullo che cominciava a cantare e suonare il brano.

La track list comprendeva una selezione delle migliori e peggiori hit da juke-box degli anni andati: "Money" dei Pink Floyd, "My Sharona" dei Knack, "Romagna Mia" di Secondo Casadei, "Another One Bites The Dust" dei Queen... ma anche Frank Zappa. Il criterio di scelta era dettato sia dalla fama dei brani, sia dalla presenza di un giro di basso incisivo.

L'interpretazione vocale di Lullo riprendeva il gramelot di Mototrabbasso, ma in tono più contenuto. In questo caso evidentemente il contenuto musicale passava un po' in secondo piano: l'aspetto centrale era quello visivo-situazionista del juke-box umano.

In qualche modo, comunque, il Juke Bass Box ha dato un segnale del successo del Mototrabbasso e di quanto Lullo sappia far divertire il pubblico: nella seconda serata, infatti, gli avventori tendevano ad uscire dalla track list prefissata del juke-boxe e a chiedere piuttosto dei bis di qualcuno dei "personaggi" del concerto della sera prima...

Foto di Claudio Casanova.

Ulteriori immagini tratte da questo festival sono disponibili nel foto racconto ad esso dedicato.

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