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Lucian Ban Elevation: Songs from Afar

Neri Pollastri By

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Residente negli USA ma nato e cresciuto a Teaca, villaggio della Transilvania, il pianista Lucian Ban presenta in questo CD una panoramica della sua poetica, cangiante fin dalla disposizione della formazione: un classico quartetto con il sax tenore di Abraham Burton, che si allarga a quintetto in quasi tutte le tracce per la presenza della viola di Mat Maneri o, in due, della voce di Gavril Tarmure, diventa un sestetto quando questi si aggiunge alla viola invece di sostituirla e si riduce a solo piano in due occasioni.

I momenti in prima approssimazione più accattivanti del lavoro sono le tracce in cui Ban attinge alla tradizione popolare della propria terra d'origine e la pone a base del lavoro jazzistico del gruppo: le due "Transylvanian Wedding Song" e l'iniziale "Transylvanian Sorrow Song," nelle quali è presente la voce che canta in inglese i testi originariamente in rumeno. C'è molta suggestione nelle melodie -specie nella prima, che rende bene l'idea del lamento funebre -anche se esse vengono giustamente inserite in modo non banale all'interno dello stile di Ban e della formazione, un jazz moderno dalle tessiture complesse, che portano le riletture assai lontane dalla loro forma originaria.

L'omaggio alla propria terra -che si ripete anche nell'ultima traccia, composizione originale per solo piano -è a tal punto poco agiografico, che alla fine non è ciò che caratterizza maggiormente l'album, invece reso interessante da un lato dalla sua già citata varietà d'atmosfere, dall'altro dall'ottima qualità dei suoi interpreti. Su tutti svetta l'ottimo Burton, che al tenore si smarca dai modelli e si mostra a proprio agio ora in contesti narrativi prossimi alle ballad ("Farewell," "Chakra, The Island"), ove sfrutta un suono corposo e rotondo, ora in situazioni più complesse e frammentate ("Travlin' With Ra"), ove impiega forme espressive meno tradizionali. Di rilievo anche il contributo di Maneri, specie dove si prende spazi di assolo, che apporta al sound della formazione un elemento aggiuntivo di modernità e dialoga spesso ed efficaciemente con il sax. Sempre all'altezza infine la ritmica, con un John Hébert che spicca al contrabbasso in diversi passaggi.

Il leader , di norma defilato e attento alla guida del gruppo, ha due tracce di protagonismo solitario: in "Solo for a Brother with Perfect Timing" si produce in una lunga e rilassata narrazione, in "Teaca, A Song from Afar," dedicata alla sua città, conserva uno stile quietamente pensieroso e mette in scena un malinconico blues che ricorda certe cose del primo Jarrett.

Track Listing: Transylvaniana Sorrow Song; Farewell; Traviln’ with Ra; Solo for a Brother with Perfect Timing; Transylvaniana Wedding Song I; Chakra, The Island; Spiritual (For HJ); Transylvanian Wedding Song II; Southern Dawn; Teaca, A Song from Afar.

Personnel: Lucian Ban: pianoforte; Abraham Burton: sax tenore; John Hébert: contrabbasso; Eric McPherson: batteria; Mat Maneri: viola; Gavril Tarmure: voce.

Title: Songs from Afar | Year Released: 2016 | Record Label: Sunnyside Records

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