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Dhafer Youssef: Diwan Of Beauty And Odd

Neri Pollastri By

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Si rimane letteralmente a bocca aperta ascoltando "Fly Shadow Fly," traccia di apertura di questo lavoro del tunisino Dhafer Youssef, qui accompagnato da un gruppo di stelle emergenti: a lungo la sua voce si intreccia al mirabile piano di Aaron Parks, prima descrivendo—in arabo -volute su una tonalità bassa e avvolgente, poi salendo di tono fino ad arrivare dove non si sarebbe creduto possibile, con un'espressività e una suggestione che spezzano il cuore. Un brano magnifico, se non fosse per l'ingresso, sul finale, della batteria di Mark Guiliana, sfortunatamente dal suono e dallo stilema decisamente estranei al resto -un neo comunque non sufficiente a far dimenticare l'incanto.

È l'introduzione di un disco che si rivela poi tutto di altissimo livello, proseguendo in modo omogeneo anche se diversificato, a cominciare dalla successiva "Of Beauty & Odd," dove maggiore è l'impatto dell'oud dello stesso Youssef e della eccellente tromba di Ambrose Akinmusire.

Le notevolissime doti dei protagonisti concorrono in modo decisivo alla riuscita dell'opera, ma certo il contributo di Youssef è decisivo: estremamente interessante ed efficace nella composizione, eccellente esecutore all'oud ma—soprattutto—impressionante alla voce: dotato di un timbro basso di particolare suggestione, capace di un'estensione fuori del comune, abile nell'usare il canto per intrecciarlo con i suoni degli strumenti o persino per affiancarli, come accade più volte con la tromba, dietro la quale a più riprese emerge, inatteso e in prima battuta sorprendente, il timbro altissimo della sua voce, come accade per esempio in nella prima parte della "Al-Aklhal Rapsody."

Ma altrettanto non trascurabili per la riuscita del lavoro sono gli apporti di Akinmusire, che alla tromba si tiene in equilibrio tra spazi nordici e lirica orientale, di Ben Williams, forse poco utilizzato ma dal suono netto e corposo, e—un gradino sopra a tutti gli altri—Aaron Parks, che si conferma ancora una volta uno dei più interessanti giovani pianisti della scena internazionale, oltretutto capace di interagire in modo estremamente virtuoso con culture musicali diverse dalla propria, così come era accaduto qualche anno fa nel disco Lua Ya della coreana Yeahwon Shin.

Resta fuori da quest'elenco Mark Guiliana, il suono della batteria del quale appare sempre inopportuno al contesto e, talvolta, anche piuttosto invadente e molesto, come nella citata prima traccia. Se si tratti di una responsabilità sua o di Youssef che lo ha diretto chi scrive non sa, ma il dato resta: un uso più variegato e meno tradizionale, quasi rock, dello strumento avrebbe largamente giovato al lavoro. Che resta comunque splendido, ma che avrebbe potuto puntare a essere un piccolo capolavoro.

Track Listing: Fly Shadow Fly; Of Beauty & Odd; Delightfully Oddo; Al-Aklhal Rapsody part 1; Al-Aklhal Rapsody part 2; Al-Aklhal Rapsody part 3; Longiano & Saltation Journey; Cheerful Meshuggah; 17th Flyways; Ode; Diving in the Air.

Personnel: Dhafer Youssef: oud, voce; Aaron Parks: pianoforte; Ambrose Akinmusire: tromba; Ben Williams: contrabbasso; Mark Guiliana: batteria.

Title: Diwan Of Beauty And Odd | Year Released: 2017 | Record Label: Okeh

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