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A Filetta, Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura: Danse Mémorie, Danse

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Secondo capitolo discografico per l'interessante incontro tra il gruppo vocale sardo A Filetta e il duo jazzistico di Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, dopo Mistico Mediterraneo, uscito nel 2011 per ECM e salutato come un originale esempio di coniugazione tra culture diverse. L'ascolto di questo nuovo lavoro, tuttavia, desta impressioni contrastanti.

Iniziando da quelle positive, anzitutto A Filetta è una formazione davvero interessante, capace di unire la tradizione del canto vocale isolano con sperimentazioni contemporanee, gestendo le voci in modo encomiabile: si ascolti con attenzione il brano di apertura, ”I vostri sguardi”, per cogliere il modo in cui viene usato il contrappunto tra la voce solista e le altre quattro, producendo ritmo e suggestione.

In secondo luogo, i testi dei brani (tutti cantati con la sola esclusione di ”Human”, di Fresu, posto al centro dell'album) sono senz'altro molto belli: scritti da Jean-Claude Acquaviva, leader della formazione, da Jean-Yves Acquaviva o dal poeta Marcellu Acquaviva, fondono le radici culturali con l'attualità, mantenendo sempre una forte tensione etica e politica, caratteristiche di una terra—la Corsica—da sempre oltranzista e schierata per la libertà, l'equità, i diritti. Il vertice lo troviamo forse in ”Da a Pieve di Carbini”, dove la voce del solo Acquaviva recita efficacemente sullo sfondo rarefatto di tromba e bandoneon.

E ancora, eccellente è il lavoro di Di Bonaventura, che si conferma musicista di gran classe ora sostenendo le voci ritmicamente, ora intervenendo liricamente, in sinergia ma anche liberamente—come per esempio nell'introduzione di ”In sempiterna” o al centro di ”A mio pena s'hè mondu”.

Impressioni meno positive, invece, destano gli arrangiamenti dei brani, nei quali il ruolo degli strumenti appare un po' limitato, quasi accessorio e coloristico. Ciò vale in particolare per Fresu, il quale—come purtroppo sempre più spesso gli accade—finisce quasi in ogni caso per replicare le linee melodiche delle voci, oppure per dipingere pennellate di colore non particolarmente originali. Una cosa, quest'ultima, che si fa particolarmente stridente quando maggiore è l'uso dell'elettronica—che in un contesto simile suona artificiosa—o laddove le frasi del flicorno sono quelle che anche troppo conosciamo del musicista sardo e che qui, francamente, paiono posticce.

Certo, il suono di Fresu è bello, i suoi interventi piaceranno a chi lo ama e anche a chi cerca qualcosa di noto per addentrarsi in una musica che ha il pregio di una certa originalità; ma a noi spiace vedere—e non è la prima volta—uno dei nostri migliori e più intelligenti musicisti ripetere stilemi noti e, soprattutto, riapplicarli a contesti nei quali sarebbe stato più interessante sperimentare qualcosa di diverso e più vivo. Così come spiacciono cadute di stile quale la smaccata citazione di ”Silence” di Charlie Haden in un luogo—l'introduzione di ”A mio pena s'hè mondu”—nel quale sa un po' di plagio.

Con tutto questo, comunque, Danse Mémorie, Danse resta un disco interessante e con momenti di grande bellezza. Con questo materiale e questi musicisti si poteva fare ancor meglio, ma sarà per un'altra volta.

Track Listing

I vostri sguardi; Quellu che; Sciume; U viandante; Da a Pieve di Carbini; In sempiterna; A mio pena s’hè mondu; Human; Vintera; Africa; Fiori d’Algeria; Un’antra isula; Alba impedita; La costruzione delle cose.

Personnel

Paolo Fresu
trumpet

Paolo Fresu: flugelhorn, effeects; Daniele Di Bonaventura: bandoneon, piano. Jean-Claude Acquaviva, Paul Giansily, Francois Aragni, Stéphane Serra, Jean Sicurani, Maxime Vuillamer: voices.

Album information

Title: Danse Mémorie, Danse | Year Released: 2018 | Record Label: Tuk Music


About Paolo Fresu

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