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Daniele Sepe e il Questionario di Proust
Daniele Sepe: Onnivora. A tratti apparentemente confusa.
AAJ: La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me.
D.S.: La dedizione alla musica e al pubblico. La sincerità e la semplicità. Oltre al saper affrontare senza paura qualunque repertorio. In generale, si può dire semplicemente "dare sempre tutto se stesso come se fosse l'ultimo concerto da fare."
AAJ: Come musicista, il momento in cui sono stato più felice.
D.S.: Eh fortunatamente sono tanti. L'ultimo, aver toccato il sassofono dopo un operazione alle mani e scoprire che funzionavano.
AAJ: Come musicista, il mio principale difetto.
D.S.: Mai contento e sempre scontento delle note che metto. Nell'immediato. Poi, dopo qualche anno, risento e dico "non era male."
AAJ: La mia più grande paura quando suono.
D.S.: Essere impreparato o essere assente. Suonare senza cuore.
AAJ: Sogno di suonare.
D.S.: Per altri cento anni, o almeno quanto Rollins.
AAJ: La mia fonte di ispirazione.
D.S.: Tutto quello che l'umanità ha prodotto facendo rumore.
AAJ: I miei musicisti preferiti.
D.S.: Troppi. Per parlare di sax, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Gato Barbieri.
AAJ: I miei dischi da isola deserta.
D.S.: Bitches Brew di Miles Davis. Un'antologia di Bob Marley, una di Jimi Hendrix, una di John Coltrane, una di Mozart e una di Beethoven. Una raccolta di canzoni popolari di tutto il pianeta.
AAJ: La canzone che fischio sotto la doccia.
D.S.: "Lunita Tucumana."
AAJ: I miei pittori preferiti.
D.S.: Picasso, Miró.
AAJ: I miei film preferiti.
D.S.: "Il Giudizio Universale," "La Classe Operaia Va In Paradiso," "Un Americano a Roma," "Brazil," tutti quelli di Totò.
AAJ: I miei scrittori preferiti.
D.S.: Ernest Hemingway, Kurt Vonnegut, Robert Sheckley, Cesare Pavese, Leonardo Sciascia.
AAJ: La mia occupazione preferita.
D.S.: Andare al mare. Oltre a mangiare, bere, e fare l'amore ovviamente.
AAJ: Il dono di natura che vorrei avere.
D.S.: La bellezza.
AAJ: Nella musica, la cosa che detesto di più.
D.S.: Farla difficile, truffare il pubblico, tirarsela a più non posso. Ho avuto la fortuna di conoscere molti grandi musicisti, ed erano sempre a "pane e puparuoli."
AAJ: Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza.
D.S.: Quelli fatti perché stai cercando il tuo limite, o perché stai ubriaco.
AAJ: Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale.
D.S.: "Addio Lugano Bella," cantato da un coro di 30 giovani vergini.
AAJ: Lo stato attuale della mia attività musicale.
D.S.: Si lavora poco ma suono sempre, quando tutto mancherà suonerò in strada. Rock never dies, neither does jazz...
AAJ: Il mio motto.
D.S.: In vino veritas.
Foto
Angela Tommasino
About Daniele Sepe
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