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David Amram: Classic American Film Scores 1956-2016

Alberto Bazzurro By

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Nato a Filadelfia nel 1930, David Amram è una figura tutto sommato non particolarmente nota nel vasto panorama del jazz legato al lavoro negli studios cinematografici, per cui assolutamente benemerito arriva questo box, da lui fortemente voluto, che ne riunisce organicamente le colonne sonore (non tutte, ma una significativa selezione) per cinema e -più episodicamente -teatro.

Cornista in primo luogo, ma polistrumentista a tutti gli effetti (oltre che ovviamente compositore, fra l'altro di solidi studi classici), Amram raccoglie in quest'opera, abbastanza monumentale (tutte matrici rimasterizzate, nonché accompagnate da un generoso booklet di pugno dello stesso Amram), materiale composto fra il 1956 e il 2015 (anno di registrazione dell'ultima colonna sonora, per il film Isn't It Delicious di Michael Patrick Kelly, uscito all'inizio del 2016).

Procedendo nell'ordine con cui il tutto è disposto lungo i vari CD, il primo è occupato per intero dal soundtrack di The Manchurian Candidate (titolo italiano Va' e uccidi), thriller del 1962 di John Frankenhaimer ambientato ai tempi della guerra fredda, con Frank Sinatra protagonista (ne esiste anche un remake del 2004 di Jonathan Demme con Denzel Washington). Come in quasi tutti i lavori che seguono, vi si alternano episodi squisitamente jazzistici (qui in particolare evidenza il sax tenore di Harold Land) con altri, più o meno di sutura, in cui abbondano gli archi (non senza un po' di melassa). Notevole, sia quel che sia, l'impianto compositivo globale.

Il secondo CD si divide tra due film di Elia Kazan: Splendor in the Grass (Splendore nell'erba, 1961), con Warren Beatty e Natalie Wood, e The Arrangement (Il compromesso, 1969), con Kirk Douglas, Faye Dunaway e Deborah Kerr. Il primo, musicalmente parlando (brani da 1 a 7), ha per principale protagonista il clarinetto di Buster Bailey, in un clima prevalentemente trad in linea con l'epoca in cui la vicenda si svolge (gli anni Venti), non senza un curioso retrogusto à la Mingus in un paio di episodi ("Kansas 1920" e il conclusivo "Splendor in the Grass"). The Arrangement (brani da 8 a 20) offre invece il meglio nelle esplicite inflessioni esotizzanti che innervano in particolare i suoi brani centrali (da 14 a 18).

I primi due pezzi del terzo CD spettano a una delle più singolari incursioni che il box ci concede, riguardante Pull My Daisy, cortometraggio di 26' datato 1959 e dedicato alla beat generation con Jack Kerouac, autore (con Allen Ginsberg e altri) del poema da cui l'opera trae il titolo, voce narrante, in un cocktail fra parola e musica (svolta fra jazz e camerismo) che alla fine funziona. The Young Savages (Il giardino della violenza, 1961), film popolato di malavitosi ancora di John Frankenhaimer (con Burt Lancaster e Shelly Winters), copre le successive tracce da 3 a 13, ancora con Harold Land sugli scudi e annotazioni globali analoghe a quelle fatte per l'altro Frankenhaimer, in un CD che si chiude col brevissimo (meno di 4') Echo of an Era, rarità del 1956 con un Cecil Taylor alla sua prima seduta d'incisione (peraltro assente dalla sua discografia completa, dove il debutto del pianista risulta quello in quartetto del 14 settembre dello stesso anno) e inattesi cascami brubeckiani. In concentrato, un interessante medley multitematico.

Il disco 4 riunisce poi After the Fall e On the Waterfront, due colonne sonore scritte da Amram per altrettanti spettacoli di Broadway. La prima (traccia 1), da Arthur Miller (regia di Elia Kazan), risale al 1964, benché la relativa incisione slitti al '71, e segna uno dei vertici del box, col sax baritono di Pepper Adams e l'alto di Jerry Dodgion (con tutta probabilità il musicista globalmente più presente lungo l'arco del cofanetto oltre che storico collaboratore di Amram) principali protagonisti, mentre le restanti dieci tracce, tutte dall'edizione teatrale (1995) del celeberrimo Fronte del porto, sono affidate a un organico allargato (fra l'altro con doppia chitarra) ed esiti alquanto alterni (i migliori sono di regola i pezzi più brevi).

L'ultimo CD, come detto recentissimo, vede infine all'opera una vera e propria orchestra (anche se il suono è generalmente altro) con al centro il sax alto di Paquito D'Rivera. Non mancano, qui come altrove, colori assolutamente divergenti, centrifughi rispetto al ceppo principale (ammesso che ce ne sia uno), i quali, laddove non scadono nella melassa o nella genericità dei riempitivi, ampliano felicemente il ventaglio timbrico-espressivo dell'opera. Pressoché ovunque compaiono del resto ensemble d'archi e organici vari di matrice classico-cameristica non specificati.

Track Listing:
CD 1:
Theme from the Manchurian Candidate (Jazz Version); Cantina Latina; Theme from the Manchurian Candidate (Orchestral Version); Queen Of Diamonds; John Birch Lurch (Politicians On Parade); Unrequited Love; Slightly Manchurian Blues; Dare to Dream; Home Again 1952; A Night in the Garden; Some Soul from Seoul; Summer Affair/Wiggin' Out in Central Park; Return of a Hero; Theme & Finale.
CD 2:
Theme Music from Splendor in the Grass; The Bash Before the Crash; High School Prom Dance 1925; Everybody's Wild About Mabel; Kansas 1920; One More Dance; Splendor in the Grass; Anatolia; Love Is Never Out of Style; Mountain Snow; Sunny Days; Blue Tomorrow; Zephyr March of the Nicotine Fields; Old Country Soul; Other Dreams; Childhood Dreams; Definitely Blue; Ancestral Dreams; Kazoo Story; Anatolia.
CD 3:
Pull My Daisy (Film); Pull My Daisy (Vocals - Lynn Sheffield); Las Muchachas Delicadas; Switchblades on Parade; Harold's Way Out; Subway Sounds; True Blue; Funeral March and Requiem; The Last Taco; Rooftops; Later with the Elevator; Help!; Theme from the Young Savages; Echo of an Era.
CD 4:
Waltz from After the Fall; Act I: Prologue; Blues on the Waterfront; Dare to Dream; Mas Mano; Neighbourhood Dreams; All My Love; Act 2: Prologue; Muy Caliente; Rooftops of New York; Epilogue.
CD 5:
Prologue; Joan's Theme; Descaraga; Blue Monday (Viola & Piano); Funky Sax; Joan's Theme (String Version); Steak House; Sailing Past a Buoy Montage; Monastery; String Quartet & Pizzicato; Death Scene I; Blue Monday; Fast Blues; Escape; Guitar Duo; Dixie in New York; Death Scene II; Blue Monday (Swing); Take oh... take thy lips Away; Sermon; Dance.

Personnel: David Amram: corno, pianoforte, flauti etnici, ocarina contrabbassa, percussioni; Joe Gordon (CD1), Carmell Jones (CD1), Kevin Lewis (CD2 #1-7), Thad Jones (CD2 #8-20), Jimmy Owens (CD4 #2-11), Chris Geckker (CD4 #2- 11), Stanton Davis (CD5): tromba; Lou Blackburn (CD1), Dick Leith (CD1), Earl McIntyre (CD2 #1-7, CD5), Slide Hampton (CD4 #2-11): trombone; Buster Bailey (CD2 #1-7): clarinetto; Alex Foster (CD5): clarinetto, sax alto; Paul Horn (CD1): sax alto, flauto; Patience Higgins (CD2 #1-7), Jerry Dodgion (CD2 #8-20, CD3 #1-2, CD 4 e 5), Sahib Shihab (CD3 #1-2), Paquito D'Rivera (CD5): sax alto; Erik Lawrence (CD5): sax alto, tenore e baritono; Harold Land (CD1, CD3 #3-13), George Barrow (CD2, CD3 #14): sax tenore; Jack Nimitz (CD1): sax baritono e basso; Pepper Adams (CD3 #1-2, CD4 #1): sax baritono; Howard Johnson (CD5): tuba; Eddie Wilcox (CD2 #1-7), Cecil Taylor (CD3 #14): pianoforte; Laurindo Almeida (CD3 #3-13), Gene Bertoncini (CD4 #2-11, CD5), Vic Juris (CD4 #2-11, CD5): chitarra; Larry Parker (CD4 #2-11): violino; Michael Rudiakou (CD4 #2-11): violoncello; Jimmy Bond (CD1), Arthur Phipps (CD3 #1-2-14), George Morrow (CD3 #3-13), Lyle Atkinson (CD4 #1), Victor Venegas (CD4 #2-11, CD5), Rene Hart (CD5): contrabbasso; Jerome Harris (CD5): basso elettrico; Al Harewood (CD3 #1-2-14, CD4 #1), Leon Petties (CD3 #3-13), Akira Tana (CD4 #2-11), Kevin Twigg (CD5): batteria; Ali Hafid (CD2 #8-20): percussioni; Candido (CD3 #1-2, CD4), Adam Hamram (CD5): congas; Jack Kerouac (CD3 #1-2): voce narrante; Lynn Sheffield (CD3 #1-2), Anita Ellis (CD3 #1-2): voce; altri non indicati.

Title: Classic American Film Scores 1956-2016 | Year Released: 2016 | Record Label: Moochin' About

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