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Carsten Daerr
Uno dei miei preferiti in assoluto. L'energia forte e aggressiva del primo brano mi cattura tutte le volte che l'ascolto. Una produzione moderna e senza tempo.
02. Pink Floyd - A Saucerful of Secrets (Capitol - 1968).
Uno dei primi album della band, molto spirituale e psichedelico. Quando ascolto questa musica mi sembra proprio di tuffarmi in nuvole di suoni e di accordi come nell'entusiasmante refrain strumentale di "Corporal Clegg".
03. Peter Gabriel - So (Geffen - 1986).
Solide canzoni ed una produzione perfetta con molta attenzione per i dettagli (sintetizzatori anni settanta, moogs, organi). Non ho mai sentito Manu Katche suonare così bene in un disco.
04. Joy Division - Substance 1977-80 (Qwest - 1988).
Una band post punk unica nel suo genere. Mi piace l'imperfezione del cantante così come la combinazione di scrittura e produzione creative, con elementi trash.
05. Charles Lloyd - The Water Is Wide (ECM - 2000).
Riservandosi solo pochi assoli Lloyd sostanzialmente lascia spazio ai suoi giovani compagni di viaggio. Ma è il suono unico del suo contralto ed il fraseggio originale che danno una veste particolare a questo disco. Preferisco Mehldau in questo contesto piuttosto che in molti dei suoi dischi in trio, grazie a un timbro pastoso e all'assenza di virtuosismo.
06. Eric Dolphy - Out to Lunch (Blue Note - 1964).
Album scintillante e creativo con il miglior contributo ritmico (Tony Williams) che abbia mai ascoltato su CD.
07. Keith Jarrett - Personal Mountains (Ecm - 1979).
Un grande album dal vivo con molti passaggi free e con una band che interagisce perfettamente. In modo particolare si evidenziano il suono e l'intonazione del sax di Jan Garbarek.
08. Miles Davis - Bitches Brew (Columbia - 1970).
Jazz psichedelico: il modo di creare scale e accordi mi ricorda i dischi dei Pink Floyd. Un album profondo, spirituale, misterioso.
09. Friedrich Gulda - Gulda spielt Beethoven 1968 (CD-box in particolare il CD #7; sonata 23, f minor!).
Gulda in una interpretazione groovy e jazzistica che enfatizza la dimensione bizzarra e dissonante della musica di Beethoven. Le dinamiche sono suonate con straordinaria sensibilità!
10. Hille Perl - Per La Viola Da Gamba (Harmonia Mundi - 1995).
Non ho mai sentito interpretare Bach in questo modo: evitando ogni perfezionismo dell'architettura barocca, Hille Perl suona come il vento sul mare (a volte impetuoso, a volte tranquillo). Il suo strumento, la viola da gamba, che combina il registro grave del violoncello e del contrabbasso con il timbro cristallino del violino, suona assolutamente naturale. Il tutto con incomparabile virtuosismo.
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