All About Jazz

Home » Articoli » Interview

0

Carmen Souza: messaggera di una musica senza confini

Paolo Marra By

Sign in to view read count
La musica è una forza che va al di là della nostra comprensione
Ascoltare la musica e la voce di Carmen Souza significa immergersi in luoghi incontaminati di spiagge assolate e acque color turchese in cui il Jazz e la musica tradizionale di Capo Verde, la Morna, si incontrano per dare vita ad alchimie di suoni, profumi e suggestioni poliritmiche.

Nata in Portogallo ma di origini Capoverdiane Carmen Souza ha pubblicato da poco Horace Silver Messangers, un tributo al grande pianista jazz anche lui, da parte del padre, di origini capoverdiane. L'album vede ancora una volta la presenza come produttore e bassista di Theo Pascal, divenuto il mentore della cantante portoghese dopo averla scoperta a Lisbona e successivamente introdotta alla jazz-fusion. Nel disco Carmen Souza, insieme al batterista Elias Kakomanolis, il pianista Benjamin Burrell e il già citato Theo Pascal diventa portavoce di Horace Silver per le nuove generazioni, dedicandogli due brani inediti e interpretando brani del suo repertorio come la celeberrima "Song for my Father" con nuovi arraggiamenti, aggiungendo testi in lingua creola alle composizioni originali.

Un ulteriore tassello nella carriera musicale di un artista che con la sua voce particolare, a tratti molto simile a quella di Billie Holiday e Nina Simone, ha attirato l'attenzione di pubblico e critica e di prestigiosi colleghi come il musicista britannico David Sylvian che ha definito la sua musica il "Soul del mondo del ventunesimo secolo." Carmen Souza si conferma un'artista ecclettica che con un sound fresco, ricercato ma comunque accessibile, ed è tra le protagoniste più interessanti di quella World Music sinonimo di azzeramento di distanze e barriere fra tradizioni e culture globali.

All About Jazz: Quando ti sei avvicinata per la prima volta al reportorio di Horace Silver?

Carmen Souza: Theo Pascal è stato il primo a menzionare Horace Silver e mi sono incuriosita alla sua musica specialmente dopo aver saputo che aveva origini capoverdiane. Come me, ha tradotto quelle origini e quel suono in Jazz.

AAJ: Nel disco reinterpreti i brani di Horace Silver, tra cui la famosa "Song of My Father," con un stile del tutto personale aggiungendo nuove parole, anche nella lingua creola, alla musica originale: come nascono i testi?

CS: "Song of My Father" ha uno speciale significato per me perchè come Horace Silver ha dedicato questa canzone a suo padre e io ho dedicato il testo al mio "papà." Ho scritto queste parole per esprimere la mia gratitudine per tutto quello che ha fatto per me e per i sacrifici che ha fatto per darmi alla fine tutto quello di cui avevo bisogno.

AAJ: Il titolo dell'album The Silver Messangers allude alla volontà di diffondere la musica del pianista. Ampliando il discorso quale messaggio porteresti alla nuove generazioni che si avvicinano al Jazz?

CS: Il messaggio che ho per le nuove generazioni è di essere fedeli alla musica e alla propria voce, di rispettare se stessi, il pubblico e i propri musicisti. Di fare attenzione a non farsi accecare dalle luci della fama che possono oscurare la loro prospettiva e l'amore per la musica, in primo luogo il motivo per cui hanno iniziato a farla. Siamo spesso messaggeri della musica perchè è un meraviglioso dono che ci rende capaci di esprimere l'Umanità. La musica è una forza che va al di là della nostra comprensione. I musicisti hanno il potere di cambiare il mondo, la politica, l'umanità, promuovere l'unità come abbiamo visto accadere nel passato. Il "Music Business" sta diventato esattamente l'opposto, impotente e vanitoso.

AAJ: Quanto ha influito sul suo modo di approcciarsi al jazz e in seguito al soul e gospel?

CS: La musica di Horace Silver è apprezzata e conosciuta perchè "swingava" in maniera diversa nella scena Jazz dell'epoca. Il modo in cui componeva e si esprimeva Horace Silver aveva il tocco dell'armonia, melodia e ritmica capoverdiana. Questo è stato fondamentale per confermare un percorso che avevo già iniziato e mi ha dato la forza ma anche l'ispirazione per un'ulteriore esplorazione.

AAJ: Invece per la tua crescita artistica quanto è stata importante la musica tradizionale di Capo Verde?

CS: Sono cresciuta ascoltando la musica tradizionale capoverdiana, cantandola facendola diventare parte di me. Essa è la base della mia crescita come persona e musicista.

AAJ: Hai vinto nel 2013 il premio per la migliore interprete di Morna, come spiegheresti questo genere musicale a chi ancora non lo conosce?

CS: È una forma di musica piena di emozioni, che ci lenisce e ci trasporta. Una ninna-nanna che calma il nostro dolore più profondo e ci fa stare in uno stato di tranquillità.

AAJ: La tua musica rappresenta un "ponte" tra Europa e Africa, l'incontro di due mondi senza barriere.

CS: Non ci sono dubbi, in Portogallo sono cresciuta ascoltando musica lusofona, musica provienente dalla ex colonie come Brasile, Mozambico, Angola, S.Tome. Questa musica senza confini ha attraversato tutti questi luoghi portando spezie, richezza da tutti i paesi diventando tutt'uno con la lingua porteghese.

AAJ: Ci puoi anticipare i tuoi prossimi progetti?

CS: Ci sono diversi progetti al quale sono orgogliosa di partecipare in questo momento. Abbiamo creato uno spazio nel quale vogliamo raccogliere artisti di diversa provenienza, paesi e forme di arte, un lavoro d'insieme con scambio di idee e creatività. Coinvolge la musica, la danza, la pittura, il teatro, la poesia e il disegno creativo. Lo spazio si trova a Lisbona e si chiama "This Is Sessions." Sono coinvolta in altri due progetti musicali, uno si chiama Theo Pascal-While I Wait Lisbon un progetto multi-disciplinare che coinvolge musica, poesia e immagini; dieci pezzi in cui Theo Pascal esprime le sue opinioni, sentimenti e immagini di Lisbona. Io recito delle poesie insieme al batterista Zoe Pascal e il sassofonista e flautista Lenny Sendersky di origini russo-israeliane. L'altro progetto si chiama Quamundos un album solista di Pascal in dialetto angolano per un Mondo Unito. Il primo progetto Quamundos è stato realizzato da Theo Pascal nel 2001, e adesso è tornato con dieci stupendi brani che attraversano il mondo con un'idea in mente: trasmettere unione, amore e umanità.

Watch

Tags

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and through our retail affiliations you'll support us in the process.


MUSICSTACK

Rare vinyl LPs and CDs from over 1,000 independent sellers

AMAZON

CDs, Vinyl, Blu-Ray DVDS, Prime membership, Alexa, SONOS and more

HD TRACKS

Specializing in high resolution and CD-quality downloads

CD UNIVERSE

Specializing in music, movies and video games

REVERB

Marketplace for new, used, and vintage instruments and gear

More