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Album Review

Sam Rivers Quartet: Braids

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Sam Rivers Quartet: Braids
Nonostante sia stato indiscutibilmente uno dei massimi esponenti della musica afroamericana, il polistrumentista Sam Rivers non ha mai pienamente beneficiato del riconoscimento dovutogli per gli enormi meriti artistici; non quando era in vita, e non ancora oggi, a dieci anni dalla scomparsa.

La sua discografia da leader è cominciata molto tardi, quando Rivers era già quarantenne, con una serie di titoli pubblicati su Blue Note negli anni '60, e proseguita con alcune incisioni per la Impulse! nel decennio successivo, che ha coinciso con il suo periodo di maggior visibilità e probabilmente il picco della sua creatività. Dopo di allora, la sua attività discografica si è dispersa in una miriade di etichette grandi e piccole, e la maggior parte dei suoi album risultano attualmente fuori catalogo o di difficile reperibilità. In attesa di una ristampa e di una riproposizione organica della sua produzione (sempre che sia possibile), godiamoci questa serie di registrazioni inedite provenienti dall'archivio personale del musicista gestito dalla figlia Monique e pubblicata dalla label lituana NoBusiness Records, giunta al quarto titolo degli otto previsti (ma speriamo in una estensione).

Il CD recentemente pubblicato presenta la registrazione di un concerto tenuto nel 1979 ad Amburgo, in cui Rivers si è presentato alla testa di un quartetto comprendente Dave Holland al contrabbasso, Joe Daley alla tuba e Thurman Barker alla batteria. Come consuetudine, il concerto è una lunga improvvisazione spontanea guidata da Rivers, divisa in due parti sul CD intitolate semplicemente "An Evening in Hamburg." Continuando un rituale codificato da tempo per l

e sue esibizioni live, sempre uguale ma sempre diverso, Rivers offizia la cerimonia alternandosi ai suoi strumenti abituali. La prima parte corrisponde alla sezione del sax tenore, che il musicista utilizza con maestria, creando un flusso continuo di note e situazioni musicali per i primi 18 minuti del concerto, sostenuto dalla ritmica dove spicca il doppio contributo di tuba e contrabbasso. La seconda parte si apre con un assolo di batteria a introdurre il pianoforte del leader, che accenna un tema delicato in solitudine prima di esplodere in un grappolo di note in totale libertà. Arriva il sostegno di basso e batteria, seguiti dalla tuba che si lancia in un travolgente assolo. Poi tocca a Holland esibirsi in un assolo non accompagnato, al termine del quale Rivers passa al flauto per l'ultima parte del concerto.

Complessivamente poco meno di un'ora di musica, intensissima in ogni istante. L'improvvisazione di Rivers consiste in una creazione incessante di forme sonore, che si dipanano sfaldandosi e ricomponendosi continuamente, trascinando gli altri strumenti e interagendo con essi quasi telepaticamente. Da sottolineare la prova maiuscola dei suoi compagni, sempre pronti a contribuire attivamente reagendo agli spunti e alle idee musicali seminati dal leader. Un plauso alla label per la pubblicazione di queste eccezionali testimonianze sonore che documentano l'attività di uno straordinario musicista ancora troppo poco considerato in relzione alla sua importanza.

Album della settimana.

Track Listing

An Evening in Hamburg - Part One; An Evening in Hamburg - Part Two.

Personnel

Sam Rivers: saxophone, tenor; Dave Holland: bass; Joe Daley: tuba; Thurman Barker: drums.

Additional Instrumentation

Sam Rivers: also piano, flute

Album information

Title: Braids | Year Released: 2020 | Record Label: NoBusiness Records


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