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Bill Frisell Trio "Takes on Keaton, Woodring & Morrison"

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Carta Bianca

Auditorium Parco della Musica - Roma - 17.02.2010

Per il secondo (e ultimo) appuntamento all'Auditorium romano per la rassegna "Carta bianca," dopo quello con il 858 Quartet, Frisell ha rispolverato un vecchio progetto, la sonorizzazione di film di Buster Keaton, risalente al periodo del trio con Kermit Driscoll e Joey Baron, documentato da due lavori incisi su CD nel 1995, e solo recentemente (per questioni di diritti) ristampati in formato DVD con l'aggiunta dei film di Keaton cui fanno riferimento. In questa occasione ad accompagnarlo ci sono Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alla batteria, ovvero l'incarnazione più recente del suo trio, formato da due musicisti con i quali ha collaborato a lungo.

La serata comincia con la sonorizzazione di alcuni cortometraggi di Jim Woodring, fumettista underground attivo anche come animatore. Le sue invenzioni grafiche di sapore onirico-surreale forniscono il pretesto ai musicisti per un'improvvisazione molto libera, ma la mancanza di un filo logico nelle sequenze astratte non consente una precisa integrazione tra immagini e suono, che rimangono per lo più staccate. L'interplay tra i musicisti è comunque straordinario, giustificando la predilezione di Frisell per il formato del trio e per gli attuali compagni d'avventura, magnificati in diverse interviste.

Segue poi "The Mesmerist," un filmato realizzato da Bill Morrison, un artista d'avanguardia che rielabora graficamente vecchie pellicole deteriorate; questa in particolare era tratta da un film del 1926 con Boris Karloff e Lionel Barrymore. La sonorizzazione fatta da Frisell dà comunque l'impressione di reggere bene da sola, senza necessariamente fondersi con le immagini.

Ma è con i due cortometraggi di Buster Keaton, "The High Sign" e "One Week" che il chitarrista rivela tutta la sua grandezza di autore. Qui l'integrazione è totale, la musica sottolinea e accompagna tutto quello che succede sullo schermo in modo pressoché perfetto, con i colpi della batteria a fornire gli effetti sonori adeguati per spari, cadute, colpi e botti. I tre musicisti forniscono un complemento sonoro ideale a immagini filmate novanta anni prima, sulla base dei temi firmati da Frisell che pur nella rigidità temporale imposta dal filmato riesce a lasciare lo spazio anche per estemporanee improvvisazioni. In questo caso musica e immagini guadagnano vicendevolmente dalla loro combinazione, e il risultato appare decisamente riuscito.

Rispetto alla versione incisa su disco Frisell attenua la presenza dell'elemento country rinunciando alla chitarra acustica a favore di quella elettrica con parco utilizzo di elettronica e loop, e accentuando l'improvvisazione jazzistica. Il carattere visivo di gran parte della sua musica, legato alle immagini in modo sempre più esplicito (si pensi anche al suo recente lavoro Disfarmer), emerge prepotente, obbligando a riconsiderare in quest'ottica anche i suoi lavori più discussi come Nashville o The Willies, opere che probabilmente acquisterebbero maggior rilevanza se utilizzate appropriatamente come colonna sonora.

Foto, di repertorio, di Giorgio Alto

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