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Metropole Orkest: Arakatak

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L'olandese Metropole Orkest celebra il suo ottantesimo anniversario evitando di compiacersi del ricchissimo e prestigioso passato ma vivendo la contemporaneità in costante tensione innovativa. Per l'occasione pubblica esclusivamente in vinile, Arakatak, un sontuoso doppio LP contenente otto composizioni commissionate a Morris Kliphuis, Vince Mendoza, Donny McCaslin, Miho Hazama, Tineke Postma, Mark Guiliana, Shai Maestro e Louis Cole. La conduzione orchestrale è di Miho Hazama.

Ottanta anni di storia fanno dell'orchestra olandese un unicum nella musica extra-colta in Europa e nel mondo. Il suo organico si attesta sui cinquanta componenti (ma spesso li supera) e mantiene  una propria identità espressiva fondendo jazz orchestrale, rock e pop, musica sinfonica in gradazioni ogni volta cangianti e aperte a continui innesti. Come s'è detto la direzione musicale dell'album è di Miho Hazama che dal 2020 opera nel ruolo di "permanent guest conductor" accanto ai direttori onorari Vince Mendoza e Jules Buckley. Mendoza ha preso il posto dal 2005 dei tre bandleader che hanno costruito l'identità della formazione (Dolf van der Linden, Rogier van Otterloo e Dick Bakker) e Buckley lo ha affiancato dal 2013. Come altre orchestre della scena musicale mitteleuropea e scandinava, la Metropole ha costruito numerose e diversificate collaborazioni, spaziando da Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Bill Holman, Pat Metheny, Brian Eno,  Elvis Costello, Snarky Puppy, Gregory Porter e altri.  

La musica dell'album esalta al massimo grado la versatilità dell'orchestra, il dinamismo e la ricchezza timbrica. Sembra impossibile che un organico così esteso sappia muoversi con l'elasticità ritmica di una tipica big band jazz, senza manifestare quella pesantezza e quelle malefiche ibridazioni che hanno caratterizzato in passato esperimenti simili: ad esempio il progetto "Innovations in Modern Music" di Stan Kenton.

In quadri caratterizzati da giochi di tensione e distensione, la magniloquenza delle otto composizioni nasce dal vibrante confronto tra archi e sezioni orchestrali col marcato tessuto ritmico-percussivo e gli interventi solisti. L'unico accostamento possibile è con le visionarie partiture di Darcy James Argue.

Il percorso inizia con il concitato incedere del tema manifesto dell'album, "Arakatak" di Morris Kliphuis: un brano caratterizzato dalla tumultuosa mescolanza di timbri e ritmi, con gli interventi di Paul van der Feen al sax soprano, i percussionisti Murk Jiskoot, Eddy Koopman e il batterista Martijn Vink . Segue  "Bright Lights and Jubilations" di Vince Mendoza, il bandleader che ha costruito la moderna identità dell'orchestra. Il brano inizia confrontando dolci abbandoni melodici e concitazioni rock fino a raggiungere l'apice nei palpitanti assoli di van der Feen e di Peter Tiehuis alla chitarra elettrica. Dopo l'arioso e descrittivo sviluppo di "Luminosity" (scritto da McCaslin e impreziosito dagli interventi di Maxime Le Minter al corno inglese), tutte le potenzialità dell'orchestra sono esaltate da "Splash the Colors" di Hazama. A nostro avviso la bandleader giapponese si conferma tra le autrici più coinvolgenti di oggi, con una orchestrazione ricca di ammalianti sorprese nella relazione archi e orchestra jazz.

Il secondo LP dell'album si apre col policromo "Into the Dawn of Light," scritto da Tineke Postma e arrangiato da Damiano Pascarelli. Un brano con momenti di forte concitazione, che esalta la relazione tra il collettivo e i tre solisti: David Kweksilber al clarinetto basso, Robinson Khoury al trombone e Leo Janssen al sax soprano. Il successivo "The Most Important Question" di Guiliana (arrangiato da Jochen Neuffer), è caratterizzato da un ossessivo ritmo techno che scandisce l'ossatura metrica del brano e fa da base alle evoluzioni del collettivo e agli interventi solisti. Segue "Crown Jewels" di Shai Maestro, il brano più creativamente pop del disco: un carezzevole tema di base interpolato da incisivi assoli (van der Feen al contralto, Rick Mol alla tromba, Tiehuis alla chitarra) che si conclude con una contagiosa parte di ottoni alla Earth Wind & Fire. Il conclusivo "Doesn't Matter" di Louis Cole ci ricorda la valenza sinfonica del collettivo con una lenta e sontuosa partitura che sembra ispirarsi alla Sinfonia n. 3 op. 36 di Henryk Górecki.     

Album della settimana.

Track Listing

Arakatak; Bright Lights and Jubilations; Luminosity; Splash the Colors; Into the Dawn of Light; The Most Important Question; Crown Jewels; Doesn’t Matter.

Personnel

Additional Instrumentation

1st violin Vera Laporeva Jasper van Rosmalen Sarah Koch Denis Koenders David Peijnenborgh Annerieke Nentjes Pauline Terlouw Hieke Dam 2nd violin Xaquin Carro Cribeiro Ewa Zbyszynska Willem Kok Ruben Margarita Robert Baba Valentine Blangé Maartje Kraan viola Norman Jansen Mieke Honingh Julia Jowett Iris Schut Isabella Petersen cello Emile Visser Annie Tangberg Jascha Albracht (7)/Thomas van Geelen (8) Susanne Rosmolen contrabass Arend Liefkes Benjamin de Boer flute Mariël van den Bos Janine Abbas oboe/ English horn Maxime Le Minter French horn Jaap van der Vliet (7)/Fons Verspaandonk (5) saxophone/ clarinet Marc Scholten Paul van der Feen Leo Janssen Sjoerd Dijkhuizen David Kweksilber trumpet Ray Bruinsma Martijn de Laat Nico Schepers Rik Mol trombone Jel Jongen Robinson Khoury Jan Bastiani bass trombone Martin van den Berg percussion Eddy Koopman Murk Jiskoot harp Joke Schonewille piano/synthesizer/ toy piano Hans Vroomans Jasper Soffers (5) guitar Peter Tiehuis bass Aram Kersbergen drums Martijn Vink

Album information

Title: Arakatak | Year Released: 2026 | Record Label: V2 Music


About Metropole Orkest

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