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John Hollenbeck Large Ensemble: All Can Work

Angelo Leonardi By

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A un decennio circa dalle incisioni di A Blessing ed Eternal Interlude, il Large Ensemble di John Hollenbeck torna alla New Amsterdam Records per un album ricco di coinvolgenti percorsi. Nei vari brani il batterista/orchestratore ricorda il trombettista Laurie Frink, rilegge uno dei classici ellingtoniani dalla Far East Suite e un tema dei Kraftwerk, omaggia John Taylor e Kenny Wheeler orchestrando ”This Kiss”, s'ispira a Mondrian, integra in una composizione le riflessioni dell'attore Cary Grant sulla sua psicoterapia con l'LSD.

Le differenti fonti d'ispirazione sono integrate nella personale e complessa estetica orchestrale dell'autore, dove solennità cameristiche convivono con una scrittura d'avanguardia caratterizzata da estrema varietà: cangianti collettivi, spesso dissonanti, sostengono quadri melodici iterativi, interventi solisti o la voce recitante di Theo Bleckmann. Percorsi musicali timbricamente sontuosi e ricchi di svolte alimentano e sciolgono marcate tensioni ritmiche.

Dopo l'esecuzione di ”Lud”, il solenne e ipnotico brano d'apertura (quasi un'estrema evoluzione dei concetti evansiani), il percorso musicale è caratterizzato da brani di media lunghezza (dai sei ai dieci minuti) con l'eccezione del finale ”The Model”, un brano dei Kraftwerk riletto con forme orchestrali più tradizionali. Stessa cosa si può dire per ”Elf”, fantasiosa riscrittura di ”Isfahan” dalla citata Far East Suite, avvincente nel contrasto tra il lungo e lirico intervento di Tony Malaby al sax soprano e il percussivo e vociferante sfondo orchestrale.

Di forma cangiante è invece ”From Trees”, ispirato agli studi sugli alberi di Mondrian: dopo un quadro iniziale di sinfonismo contemporaneo—sontuosamente astratto—la presentazione in collettivo del tema e l'intenso assolo di Malaby al tenore, il brano sviluppa variopinte parti orchestrali su un marcato ritmo rock fino alla conclusione.

Piuttosto insolito è ”Long Swing Dream”, le cui sofisticate orchestrazioni sono al servizio dei testi recitati da Bleckmann: dall'iniziale descrizione di un sogno lucido egli passa alla testimonianza di Cary Grant sulla sua psicoterapia con LSD (anche acronimo del brano), che fu possibile prima della proibizione della sostanza psichedelica non solo al consumo di strada ma anche a fini terapeutici.

Sono forse queste le cose più significative del disco ma non gli unici motivi d'interesse che invitiamo i lettori a scoprire. John Hollenbeck si conferma un orchestratore fantasioso e dagli ampi orizzonti. Uno dei massimi sulla scena contemporanea.

CD della settimana.

Track Listing: Lud; All Can Work; Elf; Heyoke; This Kiss; From Trees; Long Swing Dream; The Model.

Personnel: Tony Kadleck, Jon Owens, Dave Ballou, Matt Holman: trumpet, flugelhorn; Mark Patterson, Mike Christianson: trombone; Jacob Garchik: trombone, euphonium (8); Alan Ferber: trombone (2, 3, 4, 5, 6); Jeff Nelson: trombone (1, 7, 8); Ben Kono: sax soprano, alto, tenor sax, flute; Jeremy Viner: clarinet, tenor sax; Tony Malaby: tenor sax, soprano (3, 6); Dan Willis: tenor sax, clarinet; Anna Webber: flute, tenor sax (1, 2, 4, 5, 7, 8); Bohdan Hilash: bass clarinet, bass sax, tuba; Matt Mitchell: piano, organ, keyboard; Chris Tordini: bass; Patricia Brennan: vibes, marimba, glockenspiel; John Hollenbeck: drums, composition; Theo Bleckmann: voice; JC Sanford: conductor.

Title: All Can Work | Year Released: 2018 | Record Label: New Amsterdam Records

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