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Jaimeo Brown Transcendence: Work Songs

Maurizio Comandini By

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Il bellissimo e colpevolmente trascurato Trascendence, uscito nel 2013, aveva creato in noi attese molto alte per il lavoro successivo di Jaimeo Brown, batterista e percussionista nato a Des Moines nel 1978 e poi cresciuto in una New York multi etnica e multi culturale, potendo contare sull'influenza benefica di due genitori entrambi musicisti.

Con questo Work Songs il musicista americano conferma tutte le splendide potenzialità emerse nell'album di esordio e si avvia a diventare uno dei punti di riferimento della nuova musica jazz che ci emozionerà nei prossimi anni. Il suo approccio è decisamente anti convenzionale e interdisciplinare. Il mainstream scontato e ripetitivo proprio non gli interessa e preferisce andarsene per strade poco battute che tornano a privilegiare l'ispirazione visionaria al posto delle elucubrazioni ipertecniche che non sanno raccontare storie.

Potremmo dire che invece Jaimeo è lo storyteller che il mondo della musica creativa sta aspettando, o per lo meno è una delle migliori espressioni di quella poco numerosa schiera di artisti preziosi che sanno raccontare storie importanti, a cavallo fra passato e futuro, che i tempi moderni riescono a proporci. La sua musica trasuda ispirazione e creatività, senza mai preoccuparsi delle etichette che a posteriori la critica andrà ad attribuire. La sua musica è acqua cristallina che sgorga da una sorgente altissima che non teme inquinamenti, anche perché sa benissimo che la purezza non a nulla a che vedere con il rifiuto di intrecciare rapporti con le altre culture.

Proprio gli intrecci di culture, il recupero di suoni ormai dimenticati, il gioioso melting pot degli stili sono una caratteristica di questa musica che parla alle nostre anime senza paura di sporcarsi le mani. Dal battito ritmico dei martelli per costruire la ferrovia alle melopee orientali, non manca proprio nulla in questa splendida narrazione che si dipana di fronte alle nostre orecchie. L'energia del jazz moderno si sposa con la granulosità del rock blues, con l'ingenuità del folk, con la virulenza della musica di protesta legata ai suoni tipici degli ambienti di un lavoro duro, ma anche alla dolcezza di momenti intimi e famigliari.

Il tutto è tenuto assieme da musicisti che si lasciano andare senza alcuna remora, a cominciare dal chitarrista Chris Sholar, toccando i saxofonisti JD Allen e Jaleel Shaw, per arrivare alle numerose voci che si alternano nei 12 brani (senza contare la minuscola hidden track finale). Nelle note di copertina Jaimeo spiega molto bene il suo approccio e il suo modo di lavorare e riesce in maniera convincente a legare l'influenza del grande Alan Lomax e delle sue registrazioni sul campo con lo spirito dell'hip hop più visionario e radicale di Jay Dilla.

Un vero miracolo trascendentale.

Track Listing

Hidden Angel; Mississippi; Lazarus; Safflower; Be So Glad; Happy Serving; 2113; Moment of Rest; For Mama Lucy; Stonemason; Paterson; The Valley.

Personnel

Jaimeo Brown: drums; Chris Sholar: guitar; Jaleel Shaw: alto saxophone; JD Allen: tenor: saxophone; Lester Chambers vocals; Marisha Rodriguez: vocals; Lester Chambers: vocals; China Pettway: vocals; Mary Ann Pettway: vocals; Larine Pettway: vocals; Revil Mosley: vocals; Cadence Brown: vocals; Falu: vocals; Big Yuki: keyboards; James Francies: keyboards; Marcia Miget: flute.

Album information

Title: Work Songs | Year Released: 2016 | Record Label: Motema Music

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