Vanessa Tagliabue Yorke

Paolo Peviani BY

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Il tratto principale della mia musica
La ricerca. Attraverso lo sviluppo degli elementi musicali ed extramusicali a cui mi avvicino io cresco come artista e come persona.

La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me
I musicisti che suonano con me devono avere una voce originale e una vocazione esistenziale fortissima verso l'arte.

Come musicista, il momento in cui sono stata più felice
Quando al Premio Tenco 2015, dopo avere finito di cantare i miei tre brani di Francesco Guccini, il pubblico del teatro Ariston mi ha fatto una standing ovation di due minuti e quarantasette secondi, mi è sembrato infinito.

Come musicista, il mio principale difetto
Non riesco a leggere bene, ho una particolare forma di dislessia che me lo rende assolutamente improponibile.

La mia più grande paura quando suono
Quando canto non ho mai paura, sul serio. Mi è capitato di avere paura in modo veramente intenso prima di salire sul palco e poi però cantando mi è passata subito dopo le prime due note.

Sogno di suonare
Con Franco D'Andrea.

La mia fonte di ispirazione
Le opere di ingegno di altri artisti, senza confini e il profondo senso del sublime che puoi trovare nella Natura.

I miei musicisti preferiti
Qui di solito uno elenca i nomi più inaspettati per fare bella figura. Ma penso che il senso profondo della domanda sia: quali musicisti albergano ancora in me, con quali parlo quando sono in crisi, quali mi parlano ancora da dovunque possano trovarsi? Ce ne sono veramente pochi, in questo senso, alcuni sono vivi e altri no, la prima di tutti è Billie Holiday, poi parlo molto con Mauro Ottolini, con Oum Kalthoum, con Benedetti Michelangeli, con Mozart e in questo periodo con Gerard Grisey e Beethoven.

I miei dischi da isola deserta
Se mi mettete su un isola deserta con dei CD probabilmente li uso per tagliarmi le vene... Però potendoli ascoltare io sceglierei il "Flauto magico" di Mozart o "Le nozze di Figaro," il "Canto della Terra" di Mahler e The Bends dei Radiohead... Vi prego non mettetemi su un isola deserta!!!

La canzone che canto sotto la doccia
Sotto la doccia canto "Una Voce Poco Fa," l'aria di Rosina dal Barbiere di Siviglia di Rossini.

I miei pittori preferiti
Vado fuori di testa per William Turner, vorrei ardentemente averne uno. Mi piace da morire l'espressionismo tedesco, ma se ne avessi uno in casa non riuscirei a dormire. Io sono diplomata in pittura, sarebbe davvero troppo chiedermi di scegliere tra Boccioni e La Tour o tra Chagall e Hundertwasser, Giovanni Bellini... Non saprei.

I miei film preferiti
Nessuno sa che ho studiato regia alla scuola Civica di Milano... e mi hanno considerato anacronistica perché per me il Cinema non aveva senso senza Sergej Paradjanov e Bela Tarr. Ho amato alla follia Wenders, Tarkowskji, Billy Wilder. In effetti non avevo speranza in Italia e andare all'estero costava troppo.

I miei scrittori preferiti
Giancarlo Majorino è stato il mio maestro. Per me la letteratura deve essere un gesto di altissima competenza intellettuale e di respiro massimo. Non leggo volentieri altrimenti, non me ne importa niente. Oscar Wilde e Süskind, Shakespeare, Yeats, Nietzsche, Ayn Rand, Chaim Potok...

La mia occupazione preferita
Comprare cose su internet. Mi rilasso tantissimo a scegliere tra cose che non posso vedere o toccare e comprarle con la carta di credito.

Il dono di natura che vorrei avere
Ovviamente c'è solo una cosa che vorrei avere avuto in dono dalla natura: le ali.

Nella musica, la cosa che detesto di più
Detesto quando sento le cantanti fare "uaba diba duba shubi dubah ba-dubah..." Detesto i musicisti il cui contenuto, quando suonano, è "io," con tutte e declinazioni possibili: "io sono figo," "io so fare la scala superlocria," "io adesso sono arrivato e gli altri non contano quanto me," "io adesso faccio il solo, finalmente gli altri hanno smesso." La musica per me è un momento mistico, un luogo sacro di condivisione di significato, nessuno ne è escluso, quindi il risultato non può comprendere certi tipi di esperienze o di atteggiamenti... Anche il più virtuoso deve scomparire per lasciare che la musica si riveli.

Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza
Il primo di tutti, che perdono sempre, è l'errore che nasce dal flusso espressivo, e seguendo questo si esce da una struttura o da un percorso che si era stabilito, da un arrangiamento, e si va in qualche imprevisto luogo. Non mi dà fastidio, in questo caso, io appoggio l'errore perché è più importante l'autenticità emotiva e l'ispirazione. Per il resto lo sanno tutti che sono una rompiscatole!

Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale
Oddio, io penso sempre alla morte... Ma ci penso in senso concettuale. Che angoscia i dettagli concreti di una circostanza meschina! Penso che ci potrebbe essere almeno qualcuno che stia piangendo al funerale, quindi non so... Forse bisogna suonare per loro. Siete sicuri che io lo sentirei il mio pezzo da funerale?

Lo stato attuale della mia attività musicale
Mi sembra che vada tutto bene... O forse no, come faccio a decidere cosa rispondere... Bisognerebbe avere delle grandi aspirazioni più o meno deluse o del successo nei tempi previsti o contro ogni previsione e precocemente, oppure sentire di avere raggiunto un traguardo... Oppure mentire umilmente o esagerare, ostentare oppure lamentarsi, incensarsi ma esprimere un auspicio, elencare glorie, piangere il sistema, dire che si prospetta qualcosa di straordinario che non puoi citare per scaramanzia... Io non ne ho idea. Sono ancora qui, faccio musica, nessuno è riuscito a dissuadermi per ora, quindi bene! Evviva!!!

Il mio motto
L'impossibile è nulla di fronte al possibile.

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