Home » Articoli » Album Review

Frank Carlberg: Uncivilized Ruminations

By

Sign in to view read count
Frank Carlberg: Uncivilized Ruminations
Finlandese di nascita e americano d'adozione, Carlberg attinge per questo stimolante lavoro (che giunge a quasi vent'anni dal suo album d'esordio, Blind Drive, del 1992) al bacino dell'orchestra di Nicholas Urie (nel suo recente, notevole My Garden figurano tutti i musicisti del sestetto tranne i due sax), replicandone, su scala più ridotta e per la stessa etichetta discografica, la felicità ispirativa e di esiti formali. La musica appare da subito ottimamente costruita e ingegnosa, con un prevalere della pienezza e della coralità (almeno come intento di base; poi è ovvio che i singoli si ritaglino i loro spazi), a offrire un'immagine di solidità, densità e fertilità creativa costanti.

In più di un momento si respira un clima felicemente post-lacyano, derivato in primo luogo (ma non solo) dalla particolare vocalità di Christine Correa, fortemente incidente sul totale della musica: una vocalità che ricorda abbastanza da vicino quella di Irene Aebi (ma qua e là anche Kate Westbrook, o la nostra Tiziana Ghiglioni, che del resto con Lacy ha lavorato a più riprese), per timbro (da contralto grave, di tramatura scura e pastosa) e impostazione (piuttosto "drammaturgica," per così dire, sempre intrisa di pathos e corpo). Poi è ovvio che le musiche di Carlberg prendano altre direttrici, ma il clima che si respira è spesso quello (si ascoltino in particolare "It Was All About..." e "Prairie Dogs"), con la solennità verticale e a tratti magmatica tipica del grande sopranista. E se ciò può apparire limitativo nel soppesare l'originalità del tutto, per altri versi ne eleva esponenzialmente le quotazioni: perché a Lacy si sono rivolti fin troppo in pochi (sul piano sia strumentale che proprio musicale tout court, come accade qui), sia perché di grande musica, mai pedissequa o riciclativa, stiamo comunque parlando.

Altrove (specificatamente nei centrali "Misanthrope" e "Don't Ruse Me") gli intrecci di sassofoni non mancano di rimandare alle memorabili chases Konitz/Marsh. E parecchi altri punti a favore del lavoro si potrebbero enumerare. Tagliando corto, diciamo solo che Uncivilized Ruminations è un disco di sicuro valore, senza flessioni, tutto da godere.

Track Listing

01. Lunatics; 02. It Was All About…; 03. Old Age; 04. Posthumous Success; 05. Misanthrope; 06. Don’t Ruse Me; 07. Perfect; 08. Prairie Dogs; 09. Pygmy Hut.

Personnel

Christine Correa (voce); John O'Gallagher (sax soprano, alto e tenore); Chris Cheek (sax tenore); Frank Carlberg (pianoforte); John Herbert (contrabbasso); Michael Sarin (batteria).

Album information

Title: Uncivilized Ruminations | Year Released: 2012 | Record Label: What Records

Post a comment about this album

Tags

More

The Montreux Years
John McLaughlin
Long Way Home
Dimitris Angelakis
Gaya
Potsa Lotsa XL & Youjin Sung
Arcades
Anthony Coleman and Brian Chase

Popular

Get more of a good thing

Our weekly newsletter highlights our top stories and includes your local jazz events calendar.