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This Heat: This Heat

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This Heat: This Heat
Una materia sonora mutante e primigenia, inclassificabile e per questo vantata da più parti come ascendenza, quella che i This Heat hanno continuato a forgiare - insofferenti a ogni possibile scala di valori prefissata che potesse anche lontanamente limitare il gesto creativo - nella loro non lunga carriera, complessivamente sei anni dal 1976 al 1982.

Lo scenario in cui l'avventura del trio si svolge è di quelli ribollenti: l'Inghilterra della seconda metà degli anni Settanta, scossa da continue dinamiche telluriche che dapprima riducono a macerie i castelli barocchi del progressive [ma alcune esperienze di art-rock riveleranno insospettate qualità antisismiche], per poi centrifugare tra punk e prima new wave un intero nodo di generazioni.

Il batterista Charles Hayward è sulla scena ormai da qualche anno e a metà decennio ritrova Charles Bullen, con cui aveva già suonato nei Radar Favorites: tra tentativi di portare avanti il progetto Quiet Sun e un obbiettivo di maggiore concisione, che sfocia nell'incontro con la personalità obliqua di Gareth Williams [scomparso prematuramente da pochi anni] e la nascita del trio This Heat.

Descrivere le traiettorie sonore su cui i tre lasceranno scorrere la propria creatività è impresa quasi impossibile: in un mondo del rock a cui in fin dei conti piacciono le certezze [in positivo o in negativo], le materie che i This Heat maneggiano sono davvero le più diverse, tra l'altro trattate tutte con un approccio di inquietante trasversalità: sullo scheletro del rock in opposition, Hayward e soci agglomerano una musica che è al tempo stesso primitiva e aliena, in cui si passa dal dub al rumore, dalle suggestioni di sonorità non occidentali - vera passione di Williams - all'utilizzo del nastro magnetico, in una sorta di "non lingua" che mette a nudo la precarietà stessa del linguaggio sonoro.

Inquieti e non facilmente gestibili, è grazie a David Cunningham [dei Flying Lizards] e al compianto John Peel che i tre riescono a concretizzare le loro esplorazioni: il primo mette loro a disposizione una vecchia cella frigorifera a Brixton, quella Cold Storage che custodirà [miracoli della termodinamica il "calore" del gruppo]; il secondo, particolarmente colpito da un demo del gruppo, li invita a registrare alla BBC.

Per l'esordio su disco bisogna aspettare il 1979: pubblicato dall'etichetta di Cunningham, la Piano Records e prodotto con quest'ultimo e con l'ex Slap Happy Anthony Moore, "This Heat" - ora ristampato nuovamente in CD in occasione del trentennale della band - è un lavoro di sconvolgente intensità e bellezza; il disco si compone di musiche registrate in situazioni differenti e poi rielaborate con un'attività di post-produzione che diventa parte integrante del processo creativo.

Dopo il breve accenno di "Testcard" - che ritroveremo a chiudere il disco - l'aria è subito incendiata dalla furia concreta di "Horizontal Hold", ipnosi martellante dalle cui ceneri non può che levarsi la polvere fragile e zeppa di scorie di "Not Waving", meraviglioso brano tra i più disgregati dell'intero decennio, su cui il canto si leva come una straziata necessità.

La seconda parte di quella che una volta - ai tempi perduti del vinile - era la prima facciata del disco si chiude con "Water" e "Twilight Furniture", in cui l'elemento percussivo squarcia un sipario stordente da cui si intravedono monaci tibetani e ancelle aliene, un oriente dei sensi che dis/orienta con ambiguità percettive ad alto potenziale perturbante.

In apertura di facciata b, quella che da più parti è considerata la vetta somma del disco: "24 Track Loop" è, come dice il titolo, un anello di nastro a ventiquattro piste che innesca una delle più memorabili sintesi di meccanismi ritmici mai sentita, kraut industriale e al tempo stesso profezia elettronica a venire. Dopo potrebbe esserci solo il silenzio, ma nella perfetta disposizione dei brani all'interno del disco [com'era successo quasi specularmente nel lato a con il passaggio da "Horizontal Hold" a "Not Waving"] è il rotolio nelle molecole, il sibilo indefinibile di "Diet of Worms" l'unica, strisciante, via d'uscita.

Ma è solo l'inizio di un viaggio iniziatico, un gioco di scatole che si incastrano beffardamente, perchè l'uscita dal buio è solo un rovesciamento di toni, con il drone ancora più inquieto di "Music Like Escaping Gas", scivolosa fino ai margini scuri di un colare silenzioso che si squarcia sul graticcio pungente di "Rainforest", annullamento, ammissione di precarietà e di fragilità.

Ci si siede così, come discepoli ammutoliti e rinnovati, alla mensa sonora della conclusiva "Fall of Saigon", quasi incapaci di alzare la testa, ma in grado di scorgere con la coda dell'occhio e con i sensi l'officiare di questa cerimonia tra l'esoterico e lo psichedelico, forse un ultima messa in scena, forse il cuore della saggezza, forse nulla al di fuori di noi.

La band pubblicherà un secondo disco due anni dopo, Deceit, ma si scioglierà nel 1982. L'ascolto di "This Heat" è una esperienza musicale emozionante, un nucleo di materia sonica da cui sembra tutto possa avere avuto inizio e tutto debba ritornare. Vera e propria gemma tagliente e radioattiva nel cuore della musica "contemporanea", questo disco è - forse oggi se ne può comprendere più che mai l'importanza - un rito di iniziazione e un capolavoro irrinunciabile.

Track Listing

01. Testcard; 02. Horizontal Hold; 03. Not Waving; 04. Water; 05. Twilight Furniture; 06. 24 Track Loop; 07. Diet of Worms; 08. Music Like Escaping Gas; 09. Rainforest; 10. The Fall of Saigon; 11. Testcard

Personnel

Charles Hayward (batteria, tastiere, voce, nastri); Charles Bullen (chitarra, clarinetto, viola, voce, nastri); Gareth Williams (basso, organo, voce, chitarra, nastri)

Album information

Title: This Heat | Year Released: 2006 | Record Label: Shakelbai Entertainment

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