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Jason Robinson: The Two Faces of Janus

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Periodicamente si ripresenta l'occasione di ribadire come certe esperienze attuali di musica improvvisata, soprattutto americane, dimostrino una diretta derivazione da espressioni che si sono imposte con una precisa identità nel corso degli anni Ottanta. Penso in particolare alle ricerche giovanili di Tim Berne e Steve Coleman, che a loro volta avevano alle spalle altri maestri e modelli, da Dolphy a Hemphill, dalla AACM di Chicago al BAG di St. Louis, ed ovviamente i capisaldi inamovibili di Ornette e Trane.

Quella di Jason Robinson è una musica tipicamente attuale, vitalissima, sapientemente concepita ed esposta con convinzione ed urgenza creativa, ma la sua solidità e bellezza sarebbero impensabili senza riconoscere precisi legami di continuità con quei precedenti illustri degli anni Ottanta. Innanzi tutto il suo forte carattere sta nell'intreccio dei collettivi: si ascoltino i temi riff che due o tre strumenti sostengono a supporto del solista in primo piano (per esempio i due fiati alle spalle degli assoli di chitarra). Si aggiunga il riconoscibile impianto melodico di certi temi e la gonfia, propulsiva pulsazione del contrabbasso. Tutto ciò non ricorda i brani del primo Berne? Alcune nitide scansioni ritmiche invece, e certi duetti fra i fiati, insistiti e arabescati, potrebbero essere immaginati senza la scuola di Steve Coleman?

Ma, come si diceva, essendo la musica di Robinson espressione dell'attualità, scorgiamo in essa una scioltezza di pronuncia, una leggerezza nell'incrociare diversi precedenti culturali che sono appunto un segno dell'odierna sensibilità. Questa fluidità accattivante è dovuta ad alcuni fattori: in primo luogo la smaliziata perizia tecnica dei musicisti di oggi (la media dell'abilità tecnica sembra infatti essersi molto elevata nei decenni anche se non è accompagnata da altrettanta originalità creativa). Inoltre quella facilità di pronuncia dipende soprattutto da un approccio che la rivoluzione del Postmodernismo ha liberato dall'intransigenza stilistica per renderlo curioso e possibilista.

Se queste sono le coordinate che permettono una plausibile lettura di The Two Faces of Janus, va subito aggiunto che qui ci troviamo di fronte ad un gruppo stratosferico, che permette a Robinson di attuare al meglio il suo progetto. È lo stesso leader a parlare di progetto, sviluppatosi lentamente fra gli stimoli ricevuti sulla costa Ovest degli Stati Uniti, dove egli si è formato, e quelli della costa Est, dove è approdato. Un gruppo che fra l'altro in cinque brani comprende il tanto carismatico quanto sottovalutato Marty Ehrlich, la cui esperienza e mondo espressivo costituiscono un trait d'union naturale fra la generazione di Robinson, Ellman e Mahanthappa e quella di Tim Berne.

In realtà il sestetto suona al completo solo in due brani: "The Two Faces of Janus" e "Tides of Consciousness Fading". Negli altri si combinano formazioni diverse, fino agli episodi del duo Robinson - Ehrlich, relativamente più brevi degli altri: "Huaca de la luna" e "Huaca del sol".

Sulla bravura e congenialità dei singoli partner è inutile insistere. È invece il caso di sottolineare lo spessore di Robinson compositore, arrangiatore e leader, oltre che tenorista dalla voce ruvida e robusta. Egli è in grado di dare sfaccettature sempre diverse ma ben risolte al percorso sonoro, che risulta solidamente concatenato. Ne risulta una musica che, come lo stesso autore sostiene, vuole raccontare storie proiettate nel futuro senza recidere le profonde radici nel passato dell'improvvisazione afroamericana.

Track Listing

1. Return to Pacasmayo; 2. The Two Faces of Janus; 3. The Elders; 4. Huaca de la Luna; 5. Tides of Consciousness Fading; 6. Cerberus Reigning; 7. Persephone's Scream; 8. Paper Tiger; 9. Huaca del Sol; 10. The Twelfth Labor.

Personnel

Jason Robinson
saxophone, tenor

Jason Robinson (sax tenore, soprano, flauto); Marty Ehrlich (sax alto, clarinetto basso) in 1, 2, 4, 5, 9; Rudresh Mahanthappa (sax alto) in 2, 5, 7; Liberty Ellman (chitarra) in 1-3, 5-7, 10; Drew Gress (contrabbasso) in 1-3, 5-8, 10; George Schuller: (batteria) in 1-3, 5-8, 10.

Album information

Title: The Two Faces of Janus | Year Released: 2012 | Record Label: Cuneiform Records


About Jason Robinson

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