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Robbie Basho: The Art of the Acoustic Steel String Guitar 6&12

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Robbie Basho: The Art of the Acoustic Steel String Guitar 6&12
Al momento della sua scomparsa, avvenuta prematuramente nel febbraio 1986 a soli 45 anni, il chitarrista Robbie Basho era già quasi dimenticato. Dopo il boom della chitarra acustica cui lui stesso aveva contribuito nella seconda metà degli anni '60, la sua fama si era progressivamente oscurata, a causa di uno stile troppo avanzato per il suo tempo e la concorrenza di uno stuolo di fingerpickers, con Leo Kottke come esponente principale, decisamente più abbordabili da parte del pubblico medio. Così, dopo avere pubblicato due album per la Windham Hill alla fine degli anni '70, Basho aveva dovuto affidarsi a una piccola etichetta indipendente per quello che sarebbe stato il suo ultimo LP, e addirittura accontentarsi di fare uscire i suoi due ultimi lavori solo su cassetta.

C'è voluto molto tempo, ma alla fine la sua eredità musicale è stata raccolta da una nuova generazione di chitarristi, preceduti dal tedesco Steffen Basho-Junghans che ha dato il via alla operazione di revival. Grazie a gente come Jack Rose (anch'egli purtroppo venuto a mancare troppo presto), James Blackshaw, Glenn Jones, Richard Osborn, Ben Chasny, Buck Curran e Kyle Fosburgh la sua musica è probabilmente più diffusa adesso di quanto lo fosse ai suoi tempi, attraverso tributi più o meno espliciti, e alla ripubblicazione di alcuni dei suoi lavori, mentre è in lavorazione un film documentario sulla sua figura. Uno dei protagonisti di questa rinascita è sicuramente Kyle Fosburgh, che con la sua etichetta Grass-Tops Recordings ha ripubblicato, per la prima volta in formato digitale (la ristampa in vinile è invece curata da Gnome Life Records), i due album di Basho originariamente editi dalla Windham Hill, Vision of the Country e Art of the Acoustic Steel String Guitar 6 & 12. Il secondo in particolare rappresenta la summa di quello che era per Basho un obiettivo dichiarato, ovvero far diventare la chitarra acustica (con le corde metalliche) uno strumento da concerto nativo dell'America così come la chitarra classica (con le corde di nylon) lo è per l'Europa. Tutti i brani contenuti in questa raccolta sono stati composti con l'idea di definire un repertorio da concerto, e mescolano con disinvoltura Oriente e Occidente, citando Grieg e Debussy, India e Giappone, utilizzando diverse tecniche strumentali dal flamenco al raga indiano, dalla classica al fingerpicking. La voce tenorile di Basho, troppo invadente a detta di molti, è qui presente solo in un brano, l'inno Islamico "Pasha II," prima di lasciare spazio a un'incredibile divagazione chitarristica, e ritornare in chiusura. Il resto dell'album è completamente strumentale, e comprende alcune composizioni già registrate in precedenza, come "The Grail and the Lotus," sull'album omonimo del 1966, e "Cathedral Et Fleur de Lis," da Venus in Cancer del 1969. Quest'ultima, per chitarra 12-corde, è una delle più belle composizioni per chitarra mai scritte, assolutamente unica e dal fascino particolare. Molto bella anche "Pavan India,' tipico esempio del suo stile raga applicato alla chitarra.

Il lavoro, che torna così finalmente disponibile a 35 anni dalla sua prima pubblicazione, è un'opera fondamentale per la chitarra acustica, e un'occasione per (ri)scoprire uno dei suoi più grandi e originali interpreti, troppo presto dimenticato da un mercato che non dà spazio alle invidualità troppo spiccate.

Track Listing

The Grail and the Lotus; Cathedrals Et Fleur De Lis; Pasha II; A Study for Steel String; Ackerman Special; Apres Midi American; Variations on Grieg; Scottish Rites; Pavan India; Variations on Ezumi; Variations on Clair De Lune.

Personnel

Robbie Basho: chitarra acustica 6 & 12 corde, voce.

Album information

Title: The Art of the Acoustic Steel String Guitar 6&12 | Year Released: 2015 | Record Label: Grass-tops Recording

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