Home » Articoli » Kairos 4tet: Statement of Intent

Album Review

Kairos 4tet: Statement of Intent

By

Sign in to view read count
Kairos 4tet: Statement of Intent
Com'è ormai ben risaputo, la Gran Bretagna è sempre stata - jazzisticamente parlando - una sorta di enclave. Per dirla con termini più moderni, anche una sorta di buco nero che tutto assorbe e in sostanza nulla trasmette se non in rarissime occasioni. Proprio pochi giorni fa mi sono trovato a parlare della cosa con un nobile musicista inglese che confortava le mie illazioni a riguardo. "In Gran Bretagna oggi - mi diceva - non esiste forse la stessa quantità di musicisti eccellenti che avete ad esempio in Italia - ma la qualità di alcuni è davvero eccelsa... Nonostante questo è misteriosamente difficile da comprendere per quale dannato motivo, tutto resta circoscritto e limitato ai confini dell'isola... Molto più difficile - ad esempio, rispetto a un tempo nemmeno tanto lontano - che questi nuovi cavalieri varchino i nostri confini per farsi conoscere anche solo di là della Manica. Perché?"

Ecco, magari del "perché" profondo, ne possiamo discutere a parte e un'altra volta. La realtà è però proprio questa.

Difficile (almeno sino a oggi) che ad esempio di questo Kairos Quartet, che è una delle migliori esemplificazioni del jazz britannico contemporaneo, se ne senta parlare se non nel classico stretto giro.

Eppure, sempre ad esempio, questo loro Statement of Intent, secondo lavoro (dopo il disco di esordio autoprodotto, Kairos Moments), pubblicato dalla gallese Edition Records, mostra strade coraggiose che sarebbero maggiormente apprezzate se solo avessero modo di essere ascoltate in più ampi territori che non quelli dell'area londinese.

L'avventura del Kairos è davvero di quelle interessanti. La base è sostanzialmente tradizionale ma la ricerca sonora, pur restando nel campo dell'accessibile mostra l'intelligente cifra stilistica del sassofonista Adam Waldmann, capace di lanciare avventurosi arrangiamenti sui quali il pianista Ivo Neame, il bassista Jasper Høiby e il batterista Jon Scott sembrano muoversi con facilità estrema, creando vie di comunicazione assolutamente positive. Un combo flessibile e dotato di un notevole interplay, in grado di creare un ottimo cocktail di energia, ritmo, melodia e momenti d'improvvisazione.

Già il debutto di quasi un paio d'anni prima, aveva imposto il loro nome all'attenzione della critica più ricercata e il successo del primo tour (ovviamente strettamente solo inglese) ne aveva certificata la bontà.

Statement of Intent replica anche alle nostre orecchie quelle "importanti" impressioni anche se qui c'è il solito "in più," rappresentato dalla straordinaria voce di Emilia Mårtensson, vale a dire una delle più seducenti voci dell'Inghilterra contemporanea, che impreziosisce due dei dieci brani contenuti nella versione promo CD di questo lavoro (la versione "normale" ferma lo score del lavoro all'ottavo brano, dunque privata di due bonus track).

Che altro? Waldmann è sul serio un potenziale "grande" per l'appoggio, le accentazioni, il suono curato e caldo, la ricerca; un musicista ben conscio delle proprie possibilità capace di essere propositivo senza mai scivolare nel "cerebrale," rischio primo di musicisti che lavorano sul pericoloso e sottile confine tipico di progetti come questo. Suo mentore e maestro è poi quel Julian Arguelles che di queste filosofie ha fatto parte della sua vita artistica.

"Young master" li ha chiamati la celebre "Time Out" londinese per presentarli all'audience londinese. Assolutamente corretto. Ma con un bel tratto distintivo di ciò che è il miglior senso d'insieme e una base politica (il titolo cita provocatoriamente un classico dell'ambiguità retorica di molti uomini politici) rara da riscontrare in altri gruppi coetanei. In più ci sono anche un paio di ballads in spolvero. Si può chiedere di più? Se siete degli appassionati, ascoltate e diffondete il nome di questo gruppo. Se siete dei promoter, invitateli a suonare.

Track Listing

1. Statement of Intent; 2. Maybe Next Year; 3. Hicks; 4. Philosophy of Futility; 5. Box Set Anti-Hero; 6. Simpler Times; 7. Me and You, 100°; 8. The Calling; Bonus: 9. Yes in May; 10. Maybe next year (versione breve).

Personnel

Adam Waldmann - sassofoni; Ivo Neame - pianoforte; Jasper Høiby - contrabbasso; Jon Scott - batteria.

Album information

Title: Statement of Intent | Year Released: 2012 | Record Label: Hollywood & Highland Summer Jazz Concert Series

Post a comment about this album


FOR THE LOVE OF JAZZ
Get the Jazz Near You newsletter All About Jazz has been a pillar of jazz since 1995, championing it as an art form and, more importantly, supporting the musicians who create it. Our enduring commitment has made "AAJ" one of the most culturally important websites of its kind, read by hundreds of thousands of fans, musicians and industry figures every month.

WE NEED YOUR HELP
To expand our coverage even further and develop new means to foster jazz discovery and connectivity we need your help. You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky ads plus provide access to future articles for a full year. This winning combination will vastly improve your AAJ experience and allow us to vigorously build on the pioneering work we first started in 1995. So enjoy an ad-free AAJ experience and help us remain a positive beacon for jazz by making a donation today.

Tags

More

Heavy Hitters
The Heavy Hitters
Made in Miami
Camilo Valencia/Richard Bravo
The Pan American Nutcracker Suite
Joe McCarthy's New York Afro Bop Alliance Big Band
Gordon Grdina's The Twain feat. Dōjō and...
Gordon Grdina's The Twain feat. Dōjō and...

Popular

Get more of a good thing!

Our weekly newsletter highlights our top stories, our special offers, and includes upcoming jazz events near you.