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Soul e fusion oltre cortina nella ristampe della Vampi Soul!
Ne! The Soul of Marta Kubišová
Vampi Soul - distr. Goodfellas
Valutazione: 3,5 stelle
Se sulla carta l'idea di una cantante soul cecoslovacca rischia di apparire bizzarra quanto quella di un gondoliere tibetano, bastano le prime note di "Tak Dej Se K Nam A Projdem Svet" per proiettare l'ascoltatore in un mondo nel quale, non solo l'abbinamento ha senso, ma è anche a tratti coinvolgente.
L'occasione ci viene data dall'etichetta Vampi Soul, sempre attenta a riscoprire le gemme nascoste della musica di tanti paesi e ora meritoriamente intenta a raccogliere venticinque canzoni [gli anni sono quelli tra il 1966 e il 1970] di Marta Kubišová, artista che proprio verso la fine degli anni Sessanta conobbe una popolarità che sembrava preludere a una fortunata carriera internazionale.
Basta ripercorrere però rapidamente le vicende personali della Kubišová per rendersi conto di come le cose a volte prendano una piega davvero sconcertante: diventata in qualche modo un simbolo della Primavera di Praga, grazie alla canzone "Modlibta pro Martu" [che non fa però parte dell'antologia], l'artista divenne rapidamente invisa al regime comunista allora al potere e screditata pubblicamente con la pubblicazione di alcune finte fotografie pornografiche - non c'era Photoshop, ma i Servizi Segreti sapevano comunque come fare! - e costretta a mantenersi con i lavori più disparati, venendo anche arrestata. Sarà solo con la caduta dei regimi comunisti, agli inizi degli anni Novanta, che la Kubišová potrà finalmente tornare a calcare i palcoscenici.
Le canzoni di questa raccolta appartengono a un periodo precedente queste buie vicende e ci fa conoscere così una voce potente e versatile, in compagnia della band The Golden Kids o sotto altre orchestre. Tra soul e beat psichedelico, pop orchestrale e stranezze di varia natura [una fra tutte la terribile "Hare Krishna"], il disco è comunque una piacevole scoperta, che solleticherà gli amanti dei grooves più rari.
Emil Viklický
The Funky Way Of
Vampi Soul - distr. Goodfellas
Valutazione: 3 stelle
Sempre Cecoslovacchia - all'epoca si chiamava così - e sempre Vampi Soul anche con il tastierista Emil Viklický, di cui vengono antologizzati una quindicina di tracce che spaziano dal 1975 alla seconda metà degli anni Ottanta. Anche qui tra regime e tentazioni occidentali, tra fusion e memoria folklorica, si snoda un percorso sonoro curioso, che vede tra i suoi protagonisti anche dei giovanissimi Bill Frisell e Kermit Driscoll, conosciuti alla Berklee e coinvolti in un po' di tracce di matrice jazz-rock che potrebbero far storcere il naso ai fan del chitarrista americano.
È musica che a volte sembra invecchiare male anche nei suoi esiti migliori: nel caso di Viklický c'è un bel po' di mestiere a coprire i buchi qualitativi e soprattutto una certa routine che potrebbe raffreddare presto gli entusiasmi, ma i perversi cercatori di stranezze non si lasceranno sfuggire la cantante Eva Svobodová che intona una svolazzante versione in lingua ceca di "Chega De Saudade".
Esperimenti di "fusion globale" durante la Guerra Fredda!
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