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Gabriele Coen Sextet: Sephirot. Kabbalah in Music

Mario Calvitti By

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Gabriele Coen Sextet: Sephirot. Kabbalah in Music
Tra i musicisti più attivi nella diffusione della musica klezmer in Italia e in Europa c'è sicuramente il sassofonista e clarinettista Gabriele Coen, che da oltre venti anni propone con i suoi gruppi la sua personale reinterpretazione in chiave jazzistica di questo importante filone della musica folk ebraica, a cui affianca anche una intensa attività di studioso della materia culminata con la pubblicazione di due importanti saggi librari. Non stupisce quindi che sia approdato già nel 2010 alla corte di John Zorn, la cui etichetta Tzadik ha pubblicato due album incisi con il suo quintetto.

Il suo più recente lavoro appena pubblicato rappresenta la continuazione di quella esperienza, ospitata questa volta dalla etichetta Parco Della Musica. Il quintetto è diventato un sestetto per l'ingresso del percussionista Arnaldo Vacca che si aggiunge al chitarrista Lutte Berg, al tastierista Pietro Lussu, al bassista Marco Loddo e al batterista Luca Caponi (gli stessi, senza il chitarrista, erano i membri del quartetto Atlante Sonoro di cui il sestetto attuale è da considerare la naturale evoluzione). I dieci brani, quasi tutti firmati da Coen ad eccezione di uno a testa per Berg e Lussu, traggono ispirazione dalle dieci Sephirot, i principî di base che si trovano nel mondo divino e nella psicologia umana e formano la struttura dell'albero della vita, elemento importante della Cabala ebraica.

La musica non nasconde la propria derivazione dal jazz elettrico di Miles Davis e di alcuni gruppi di John Zorn come Electric Masada o i Dreamers, simili anche nella formazione strumentale, mescolando temi costruiti su scale e modi della musica ebraica con elementi di jazz e world music utilizzando l'energia del rock. L'approccio generale è comunque più pacato e meditativo rispetto ai gruppi zorniani di riferimento; si ha l'impressione che Coen rinunci ai facili effetti di cui spesso Zorn si serve per far presa sul pubblico in favore di una musica più costruita collettivamente, e qui si fa valere il riferimento al Davis elettrico. La cosa che colpisce di più nell'album è proprio il modo in cui tutti i musicisti contribuiscono alla creazione dei brani e del loro sound, frutto di uno straordinario lavoro d'insieme. Luddu alle tastiere e Berg alla chitarra si alternano tra assoli e costruzione delle basi armonico-timbriche su cui si proiettano le ance di Coen, particolarmente espressivo ai clarinetti.

Difficile segnalare qualche brano in particolare tra i dieci, ognuno dei quali dotato di caratteristiche proprie che lo differenziano dagli altri, pur mantenendo un'impostazione simile come sonorità generale. Nel complesso un ottimo disco, e la conferma del valore di un musicista che non sfigura al confronto con molti dei suoi più titolati colleghi di oltre oceano.

Track Listing

Keter; Chokmah; Binah; Chesed; Gevurah; Tiferet; Netzach; Hod; Yesod; Malkuth.

Personnel

Gabriele Coen: saxophone (soprano, tenor), clarinets, flute; Lutte Berg: guitar; Pietro Lussu: Fender Rhodes, Hammond; Marco Loddo: electric bass; Luca Caponi: drums; Arnaldo Vacca: percussions. Guests: Francesco Poeti: guitar; Mario Rivera: electric bass.

Album information

Title: Sephirot. Kabbalah in Music | Year Released: 2017 | Record Label: Parco Della Musica

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