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Wadada Leo Smith: Rosa Parks: Pure Love. An Oratorio of Seven Songs

Giuseppe Segala By

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Un lavoro ambizioso, profondo e impegnativo, questo Rosa Parks: Pure Love. An Oratorio of Seven Songs di Wadada Leo Smith, dove il musicista affronta nuovamente con passione un capitolo della vicenda nero-americana per la dignità e i Diritti Civili negli Stati Uniti. Ricordiamo lo splendido lavoro, riunito in un cofanetto di quattro CD pubblicato nel 2012 dalla Cuneiform Records con il titolo Ten Freedom Summers, dove Wadada leggeva da un'angolazione artistica differente la stessa tematica.

Già in quell'occasione, il trombettista dedicava un brano a Rosa Parks e alla vicenda del boicottaggio dei bus da parte della popolazione nera a Montgomery, Alabama, nel 1955, a seguito del celebre episodio di segregazione di cui la stessa Parks fu vittima. Ritroviamo in questo disco, pubblicato dall'etichetta finlandese TUM, lo stesso tema melodico che compariva in Ten Freedom Summers nel brano ”The Montgomery Bus Boycott—381 Days of Fire”, interpretato dalla voce di Min Xiao-Fen: una melodia intensa e intrisa di malinconia, che si distende sugli archi del RedKoral Quartet, con gli inserti cristallini della pipa, il liuto della tradizione classica cinese, interpretata dalla stessa Xiao-Fen.

Wadada chiama Oratorio questo lavoro, per sottolinearne il carattere solenne, spirituale, pregnante sotto il punto di vista etico e sociale. Lo inserisce dentro una struttura complessa, nella quale compaiono le sette canzoni menzionate nel titolo, ma non solo: c'è una cornice formata da un preludio, ”Journey”, e da un postludio, ”Victory!”. Troviamo una serie di brani raggruppati in sette blocchi, di cui oltre ai Song fanno parte quattro episodi denominati ”Vision Dance” e due momenti chiamati rispettivamente ”Rosa Parks: Mercy, Music for Double Quartet” e ”The Known World: Apartheid”.

Anche gli organici coinvolti dal trombettista sono articolati in un'ampia tavolozza espressiva, con il quartetto d'archi già nominato, il BlueTrumpet Quartet, di cui fanno parte lo stesso Smith, Ted Daniel, Hugh Ragin e Graham Haynes, le Diamond Voices con l'asiatica Xiao-Fen, la messicana Carmina Escobar e la nero-statunitense Karen Parks, il Janus Duo che comprende Pheeroan AkLaff alla batteria e Hardedge all'elettronica.

A ricordo di un sodalizio artistico che ebbe origine nel 1967, quando Smith arrivò a Chicago, ma che si sviluppò successivamente anche a Parigi nel 1969, nell'oratorio sono inseriti brevissimi estratti di registrazioni di Anthony Braxton all'alto, Steve McCall alla batteria, Leroy Jenkins al violino e dello stesso Wadada. Estratti che hanno funzione introduttiva o connettiva in alcuni brani. Molte indicazioni su tali scelte, oltre ai testi dei Song, a notizie biografiche e storiche, sono contenute nell'esauriente libretto che accompagna il CD: una quarantina di pagine fitte, con qualche bella foto.

Lavoro articolato dunque, centrato sulla figura di Rosa Parks, "persona di eccezionale coraggio e saggezza," come ci ricorda Smith, che a seguito dell'episodio di Montgomery dedicò tutta la propria vita al lavoro per i diritti civili negli Stati Uniti. Ma che al di là di questa dedica, riesce a concentrare in un formidabile percorso narrativo l'energia, i contrasti espressivi, gli impasti timbrici, il montaggio di episodi. Alla base del lavoro c'è la teoria compositiva e improvvisativa definita da Smith ”Ankhrasmation”, formulata fin dagli anni Sessanta e sviluppata nel corso dei cinquant'anni successivi, i cui spartiti evitano in genere la notazione tradizionale, utilizzando figure grafiche con colori, linee e forme. Tracce che da un lato indicano percorsi ai musicisti avvezzi a tali linguaggi, dall'altro consentono loro di portare la propria esperienza individuale in ogni esibizione.

Dall'ascolto del CD emerge chiaramente il dato di una forte interazione tra la componente scritta e quella improvvisata, quest'ultima con prevalenza di modalità collettive e molto attente alla reciproca relazione. Il clima espressivo è multiforme, anche se prevalente è l'atmosfera assorta, meditativa, spesso affidata alle voci che si avvicendano o agli impasti sempre molto pregnanti (e prevalenti nel lavoro) degli archi. Intensi gli inserti del quartetto di trombe, che spesso tratteggiano brevi pennellate in dialettica timbrica con gli archi.

Se vogliamo esprimere una preferenza, la nostra attenzione si è centrata sul cuore del lavoro, con i tre Song ”Change It!”, ”The Truth” e ”No Fear”, rispettivamente affidati alle voci della Parks, della Escobar e della Xiao-Fen, con alcuni splendidi inserti di AkLaff alla batteria. Di intensità particolare anche la ”Vision Dance 3: Rosa's Blue Lake” e la ”Vision Dance 4”, con le trombe di Wadada e di Haynes in risalto. Il postludio ”Victory!” sigilla con vigore un lavoro mirabile.

Album della settimana.

Track Listing: Prelude: Journey; Vision Dance 1: Resistance and Unity; Rosa Parks: Mercy, Music for Double Quartet; Song 1: The Montgomery Bus Boycott - 381 Days of Fire; Song 2: The First Light, Gold; Vision Dance 2: Defiance, Justice and Liberation; Song 3: Change It!; Song 4: The Truth; Song 5: No Fear; Vision Dance 3: Rosa´s Blue Lake; Song 6: The Second Light; Vision Dance 4: A Blue Casa; Song 7: Pure Love; The Known World: Apartheid; Postlude: Victory!

Personnel: Wadada Leo Smith, composer, trumpet; Karen Parks, vocalist; Min Xiao-Fen, vocalist; Carmina Escobar, vocalist; Shalini Vijayan, violin; Mona Thian, violin; Andrew McIntosh, viola; Ashley Walters, cello; Ted Daniels, trumpet; Hugh Ragin, trumpet; Graham Haynes, cornet; Pheeroan akLaff, drum-set; Hardedge, electronic.

Title: Rosa Parks: Pure Love. An Oratorio of Seven Songs | Year Released: 2019 | Record Label: TUM Records

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