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Claudio Fasoli Four: Patchwork

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Claudio Fasoli Four: Patchwork
La capacità di sorprendere è un comportamento virtuoso che in genere determina varianti qualitative nelle opere d'ingegno. Disattendere le aspettative del pubblico è compito affidato a pochi eletti e quando riesce determina nel fruitore più attento appagamento emotivo e intellettivo, mantenedo vivo l'interesse per ciò che riceve in dono dal musicista.

Claudio Fasoli, che sa regalare prelibatezze musicali, è senz'altro un esempio di coerenza programmatica e apertura al nuovo. Sin dai tempi in cui militava nei Perigeo ha perseguito obiettivi di assoluta aderenza al contingente senza per altro rinunciare alla sua personalissima cifra stilistica. Non sorprende dunque ritrovarlo coinvolto in un progetto sentitamente radicato nell'attualità musicale.

A pochi mesi di distanza da Avenir, Fasoli col suo collaudato quartetto dà alle stampe Patchwork, album che riprende e sviluppa istanze già annunciate nel precedente disco.

Grande spazio collettivo, intesa perfetta tra i musicisti, capacità di raggiungere il massimo grado di musicalità nell'interplay e pieno controllo dei mezzi espressivi costituiscono la base su cui il quartetto costruisce l'intero album.

Il primo elemento che sorprende è l'uso dell'elettronica. Gestiti abilmente dal batterista Gianni Bertoncini, i suoni elettronicamente preparati - mai autoreferenziali - assecondano l'humus espressivo dei brani in cui compaiono e stimolano, al pari degli altri strumenti, le improvvisazioni. In particolare, portano alcuni temi a svilupparsi in forma contrappuntistica, e ad affrancare l'ascolto da ciò che sta per apparire e consolidarsi nelle aspettative dell'ascoltatore, facendo scaturire possibilità interattive nuove e interessanti.

A voler fare una media statistica non troveremmo uno strumento più presente di un altro, è il gruppo nel suo insieme a dare democraticamente l'imprinting al lavoro discografico. Ciascuno dei musicisti offre il proprio contributo anche dal punto di vista compositivo, dando modo al progetto di seguire un'idea aperta e contemporanea di jazz, nella quale rientrano visioni psichedeliche (allusive di un rock allucinato), atmosfere acustiche allo stesso tempo limpide e virtuosistiche che catturano l'ascoltatore per senso del gusto melodico e disprezzo per la routine, forme aperte e temi articolati.

Ogni brano infonde bagliori di disarmante perfezione espressiva, in cui affiora l'idea di una vera e propria convivenza tra linguaggi sonori correnti e nobili patrimoni tradizionali, questi ultimi evocati dai lucidi squarci sonori dei sassofoni di Fasoli e dalla solida ritmica di Lorenzo Calgaro e Gianni Bertoncini, i quali sanno all'occorrenza sapientemente dilatare e/o comprime gli spazi della pulsazione, rendendo vivi e cangianti gli equilibri del tempo musicale di ogni esecuzione. Infine alle chitarre di Michele Calgaro è dato il compito di mettere insieme i pezzi di tessuto sonoro in un disegno progressista e modernista più grande, il cui nome è nel progetto Four di Claudio Fasoli intitolato non a caso Patchwork.

Track Listing

1. Bee (C.Fasoli); 2. Never Mind (C.Fasoli); 3. Kind of Her (C.Fasoli); 4.Short Wave (L. Calgaro); 5. My Father's Eyes (L. Calgaro); 6. Protocol (G. Bertancini); 7. Blizzard (M. Calgaro); 8. Duet (C. Fasoli).

Personnel

Claudio Fasoli (tenore e sax sprano); Michele Calgaro (chitarra elettrica ed acustica); Lorenzo Calgaro (contrabbasso); Gianni Bertoncini (batteria, elettronica).

Album information

Title: Patchwork | Year Released: 2013 | Record Label: Caligola Records


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