Notti di Fado a Lisbona: Carminho, José Manuel Neto, Ana Moura

Notti di Fado a Lisbona: Carminho, José Manuel Neto, Ana Moura
Angelo Leonardi BY

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Carminho, José Manuel Neto, Ana Moura
Fado no Castelo
Castelo de Sao Jorge
Lisbona
16-18.06.2016

Il castello di São Jorge, sulla collina che domina Lisbona e il Tejo, è uno dei luoghi più suggestivi d'Europa ma diventa indimenticabile quando ospita un festival di per sé speciale come "Fado no Castelo." Dal 16 al 18 giugno si sono esibiti Carminho, José Manuel Neto e Ana Moura coi rispettivi gruppi: due delle massime cantanti di fado e il più stimato virtuoso di guitarra portuguesa.

Il mese di giugno a Lisbona è dedicato alla celebrazione dei santi popolari e i vari quartieri sono in festa: i turisti si mischiano alla gente del posto e le notti sono profumate di sardine grigliate. Il fado è ovviamente presente e manifesta i suoi diversi volti: gli spettacoli nei ristoranti per turisti e le esibizioni per gli intenditori.
Il festival al Castello è un'occasione raffinata e presenta il volto internazionale del fado, che esce dalle tascas e va nei palcoscenici, in un repertorio eclettico ma non meno intenso e appassionante del passato. Gli organizzatori del festival erano il Castelo de Sao Jorge, il Museo do Fado e il comitato Festas de Lisboa.
Qui non abbiamo visto le cantanti con lo scialle nero e l'esclusivo sostegno di due chitarristi ma interpreti moderne, che sanno comunicare al pubblico popolare dell'Alfama, di Graca o della Mouraria tanto quanto a chi ascolta jazz o altra musica.

Il debutto di Carminho sette anni fa col disco Fado è stato sorprendente e i lavori successivi (Alma e Canto) hanno confermato le doti vocali e la struggente tensione emotiva con cui ha conquistato il cuore del pubblico portoghese.
Sul palco l'accompagnavano Luis Guerreiro nel lirico ruolo di contrappunto alla chitarra portoghese, Flavio César alla chitarra, Ruben Aves alla fisarmonica e tastiere, José Marino De Freitas al basso e Ivo Costa alle percussioni.
Di ritorno da un tour in Sud America, Carminho è apparsa rilassata e felice di trovarsi di fronte al pubblico di Lisbona. Ha eseguito una ventina di temi dai suoi tre dischi con qualche sorpresa. Ha iniziato con il dolce e malinconico fado "Lagrimas do ceu" e col danzante "Saia rodada" a evidenziare l'eclettismo del suo repertorio, legato ai valori della tradizione ma aperto all'attualità. Sono seguiti "As pedras da minha rua" una luminosa e personale versione di un classico fado di Fernanda Maria e altri brani d'intenso valore melodico come "Ventura" o "Andorinha" ma la prima sorpresa del concerto è venuta con la versione a cappella di "De mim para ninguem": lo spirito di Amalia aleggiava nell'aria. La seconda con un'esecuzione senza amplificazione di "Meu amor marinheiro" altro classico fado che Carminho ha reinventato e continua a trasformare. Versioni toccanti sono state "Talves," "Fado pechincha" e "Saudades do Brasil em Portugal" scritta da Vinicius De Moraes ma il pubblico è esploso per "Bom dia amor" e per la gloriosa "Marcha de Alfama." Standing ovation finale con tutti in piedi ad applaudire l'ultimo bis con "Saia sodada."

Protagonista della serata successiva, José Manuel Neto è uno dei massimi eredi di una tradizione chitarristica che ha avuto in Carlos Paredes, Antonio Chainho e Armandinho leggendari esponenti.

Neto ha innestato nel suo trio di chitarre alcuni ospiti che hanno interpretato a turno un paio di brani: Rão Kyao al flauto traverso in legno, Vicky Marques al cajón e i cantanti Pedro Moutinho e Nathalie Pires.
Dopo due esecuzioni in trio che hanno evidenziato subito la splendida tecnica di Neto è iniziata la relazione con gli ospiti a partire da Nathalie, giovane fadista emergente che ha eseguito con sentimento due fado tradizionali tra cui "Vem, não te atrases" di Armandinho, reso celebre da Carlos do Carmo. Le collaborazioni con Kyao e Marques hanno posto in essere quell'ampliamento timbrico e ritmico presente in molto fado attuale. Il primo ha improvvisato a lungo mentre il secondo ha aggiunto un bel tessuto percussivo senza essere invadente. Infine Pedro Moutinho, un cantante ancora giovane ma già molto apprezzato, che ha interpretato anche la spigliata "Fado da Contradicão" dal suo ultimo album O fado em nós . Dopo altre esecuzioni in trio, la serata s'è conclusa con tutti sul palco a eseguire "Olhos Estranhos" e "Ser Fadista."

Il festival s'è concluso con l'apprezzata esibizione di Ana Moura che ha presentato vari brani dal suo recente disco Moura, accompagnata da un versatile quintetto che aveva la sua punta di diamente in Angelo Freire alla chitarra portoghese. Nonostante la giovane età, questi è considerato uno dei migliori musicisti portoghesi per la tecnica forbita e il lirismo dei suoi contrappunti.
Ana Moura è da anni la cantante di fado più apprezzata e premiata in ambito internazionale. Sono passati 13 anni da quando debuttò con Guarda-me a vida da mão un'intima e nostalgica raccolta di fado tradizionali. Da anni il suo temperamento estroverso s'è fatto strada caratterizzando temi vicini al pop internazionale, brillanti e ritmicamente vivaci. L'intensità del fado resta comunque presente nel suo repertorio e l'ha dimostrato a partire dal sublime "Moura Encantada," da alcuni brani successivi (anche nel classico formato strumentale con le sole chitarre) e dal sentito omaggio ad Amalia Rodrigues in "Valentim."
Il pubblico di Lisbona ha però apprezzato anche il suo repertorio estroverso, accompagnando ritmicamente con le mani l'esecuzione di "Fado dançado," "Dia de folga" e altri temi. Ana Moura ha tenuto il palco con sicurezza, scaldando il clima in un crescendo di tensione, col pubblico che s'è affollato sotto il palco stringendola in un simbolico abbraccio.

FotoJosé Frade

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