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FCTrio (Francesco Cusa Trio): Minimal Works

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FCTrio (Francesco Cusa Trio): Minimal Works
Il trio di Francesco Cusa, che avevamo già recensito in un lavoro progettato dal pianista Tonino Miano che ospitava il trombettista americano Brian Groder, Human Pieces, presenta adesso questo suggestivo album che raccoglie otto brani firmati dal batterista: la metà, rispondendo al titolo programmatico del disco, ruotano attorno a temi minimali, che vengono ripresi, mutati, sviluppati, con effetti tra l'ipnotico e l'ossessivo; l'altra metà, invece, sono "meditazioni" più aperte ed estese, entro le quali domina l'improvvisazione e vengono sperimentati effetti sonori anche con l'utilizzo di elettronica e strumenti diversi.

Il contrasto tra le due forme date ai brani caratterizza fortemente il lavoro, perché fa passare di volta in volta dal rigore alla libertà, dalla regolarità all'imprevedibilità, dall'acustico all'elettronico, dal materico al trascendente —il tutto con assoluta coerenza sia di relazione tra gli artisti, sia di suono, che magicamente rimane omogeneo anche al mutare degli strumenti, perché nelle meditazioni Miano privilegia le tastiere al pianoforte e Riccardo Grosso il basso elettrico rispetto al contrabbasso.

Il brano di apertura, dedicato dal batterista a un suo gatto, ne emula in qualche modo le movenze, scandite dal "passo" del contrabbasso e rese felpate dai suoni della batteria e del piano; affascinante il contrasto tra la plastica reiterazione del primo e la costante mutabilità dei secondi. Una dissonanza amplificata poi dal secondo brano, piuttosto lungo, molto libero, nel quale basso elettrico e tastiere lampeggiano suoni astratti mentre Cusa opera in contrappunto con le campane tibetane: siamo lontanissimi dal precedente, eppure il brano sembra quasi una riflessione su di esso, o un momento di commosso ricordo del gatto che vi si evocava.

Proseguendo nell'ascolto, sa molto di primo minimalismo "The Only One White Smarties," basato su una cella ripetuta dal piano per tutta la durata e variata a cadenze quasi regolari; "Luminal" procede invece sulla possente spinta, fissa, del contrabbasso, con la batteria che chiosa e detta i cambi di tempo e tono del piano, a sua volta però bloccato su una cella che si limita a variare; "A Little Mouse," anch'esso a lungo basato su una cella reiterata dal piano, vede pero alle sue spalle un continuo mutamento di suoni della batteria—rulli, scrosci dei piatti, singole percussioni—che invitano poi il contrabbasso a un formidabile assolo espressivo all'archetto, a comporre un quadro che è forse il momento più alto dell'album.

Delle "Meditation" che si alternano agli altri brani, la seconda è maggiormente caratterizzata dagli scenari elettronici; la terza, pur conservando lo sfondo, vive più degli effetti percussivi; la quarta infine è più minimalista delle altre—si sviluppa attorno a un rumore ciclico, su cui si inserisce un riff reiterato del piano e persino le percussioni si ripetono con periodicità—quasi a trasportare anche nel momento meditativo la logica stringente delle composizioni.

Album dai suoni splendidi, molto originale per le scelte e il montaggio, immediato e gustosissimo all'ascolto.

Track Listing

Sweet Lucrezio; First Meditation; The Only One White Smarties; Second Meditation; Luminal; Third Meditation; A Little Mouse; Fourth Meditation.

Personnel

Additional Instrumentation

Tonino Miano: keyboards; Riccardo Grosso: upright bass; Francesco Cusa: tibetan bells.

Album information

Title: Minimal Works | Year Released: 2023 | Record Label: Improvvisatore Involontario


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