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Miles! The Definitive Miles Davis at Montreux DVD Collection 1973-1991

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Miles! The Definitive Miles Davis at Montreux DVD Collection 1973-1991

Miles Davis

Eagle Eye Media

Valutazione: 5 stelle

Questo monumentale box di 10 DVD parte con una piccola delusione ma poi riguadagna il terreno perduto e alla fine chiude trionfalmente il cerchio vitale legato alla vita di uno dei più grandi artisti della storia. La piccola delusione è presto spiegata: del primo concerto di Miles al festival del jazz di Montreux rimangono, per quanto riguarda la registrazione audio/video, solo 27 minuti, un terzo circa del concerto integrale che invece figurava, come solo audio, nella sua interezza nel precedente cofanetto di 20 CD (The Complete Miles Davis At Montreux: 1973-1991 - Sony) che documentava la parte audio di tutte le performance di Davis nella lunga storia del Festival svizzero ideato dall'ineffabile Claude Nobs.

Per supplire a questa carenza il primo DVD contenuto nel box ci propone, oltre ai 27 minuti di concerto, anche due ore di interviste molto ben fatte fra le quali spiccano quella dello stesso Claude Nobs e quella di Herbie Hancock. Ma comunque anche le testimonianze di Carlos Santana, Jean-Luc Ponty, Stanley Clarke, Al Di Meola, Michel Petrucciani, Helen Merrill, Monty Alexander, Betty Carter, Charlie Haden e Gil Goldstein meritano di essere viste ed ascoltate. I 27 minuti di concerto sono tutti spesi per una lunghissima versione di "Ife," l'unico brano che farà da trait d'union fra questa parte della carriera di Miles (interrottasi bruscamente nel 1975 per un esilio volontario di sei anni) e quella della rinascita dopo il 1981.

Il gruppo è molto affiatato e spiccano le evoluzioni di Dave Liebman al sax e di Pete Cosey alla chitarra elettrica. L'impianto percussivo è decisamente sovrabbondante ma è proprio questa scelta quella che fornisce la cifra stilistica della musica di Miles del periodo 1972-75 e quindi non possiamo che godercela alla grande. L'energia di Al Foster alla batteria si sposa perfettamente con il self control del bassista Michael Henderson: il suo basso Fender è la vera spina dorsale di questa musica ipnotica e ripetitiva ma sempre cangiante e fascinosa. I colori sono spesso forniti da Mtume alle percussioni e dalla chitarra ritmica di Reggie Lucas (che qualche anno dopo diventerà il produttore delle prime uscite di Madonna...). Su tutto troneggia Miles, più impegnato, in questa parte del concerto documentata dalle telecamere, ad esplorare le meraviglie del suo nuovo organo/synth Yamaha che non ad estrarre note magiche dalla tromba.

Nei successivi nove DVD non sono presenti altre interviste (a parte una presentazione del concerto finale da parte di Claude Nobs e Quincy Jones) e ci si concentra unicamente sulla musica, fornendo una documentazione completa audio/video, che in alcuni casi comprende la doppia esibizione pomeridiana e serale. Dall'8 luglio 1973 del primo DVD si salta all'8 luglio 1984 ed è come se si fosse fatto un salto nel tempo con una navicella spaziale. Sono cambiati i musicisti (a parte Miles e Al Foster), è cambiato il repertorio (anche "Ife," che pure era quasi sempre presente nei concerti dei primi due anni del ritorno, 1981 e 1982, è stata nel frattempo abbandonata), è cambiato il mondo: non più la musica fortemente percussiva, spesso astratta e aggressiva della decade precedente. Musica che spesso fluiva per un ora e mezzo senza soluzione di continuità, fregandosene delle tradizionali cesure. Adesso la spina dorsale del concerto è fornita da brani originali di Miles fortemente ispirati al blues venato di jazz-rock e cover piuttosto sorprendenti di brani di Michael Jackson, Cindy Lauper, Prince, Scritti Politti e così via. Le riprese video dei concerti sono sostanzialmente integrali e, confrontando il tutto con il cofanetto che conteneva solo l'audio dei concerti di Miles a Montreux, mancano appena una dozzina di brani in totale, suddivisi abbastanza equamente fra i dieci concerti documentati.

La dimensione live si presta perfettamente a questo nuovo repertorio che è scintillante e accattivante senza mai perdere però di vista la qualità degli arrangiamenti e la qualità degli esecutori. Nei vari anni che vanno dal 1984 al 1990 i cambiamenti sono sempre presenti ma meno evidenti. Fra i chitarristi John Scofield lascia il posto dapprima a Robben Ford e poi a Foley. Il sax passa da Bob Berg a Kenny Garrett e a Ricky Margitza. Le tastiere vedono all'opera Robert Irving III, Adam Holzman e Kei Akagi, il basso passa dal bravissimo Darryl Jones a Benny Ritveld e Richard Patterson, passando dal meno noto Felton Crews. Alla batteria Al Foster lascia il posto al nipote di Miles, Vince Wilburn jr., che poi sarà licenziato dallo zio a favore del bravo Ricky Wellman. Il ruolo di percussionista è uno di quelli che vede cambiamenti più frequenti: Steve Thornton, Marilyn Mazur, Munyungo Jackson, Erin Davis (figlio di Miles). Vista l'ampia frequentazione di musicisti famosi a Montreux, non mancano alcuni ospiti importanti: George Duke, David Sanborn, Chaka Khan. Anche il repertorio evolve, ma restano le linee guida che si erano materializzate nel 1984: brani originali spesso venati di blues e cover di brani pop rivisitati e fatti propri da Miles e dai suoi uomini.

Questi DVD, visti in sequenza, ci permettono comunque di apprezzare anche i cambiamenti meno evidenti e nel complesso ci offrono uno spaccato assolutamente rappresentativo di come la musica di Miles abbia attraversato gli anni ottanta lasciando una scia importante, piena di luminose stelline che forse non brillano come quelle delle tre decadi precedenti, ma che certamente hanno un loro spazio e una loro ragion d'essere. Una sorta di dimostrazione, da parte di una delle icone più a tutto tondo della musica e dell'arte, di come si possano utilizzare le leggi dello show business a proprio vantaggio, senza perdere di vista la qualità complessiva. Il tutto fatto con il fiuto del perfetto leader che sa sempre scegliere i collaboratori ideali e sempre li sa mettere in grado di dare il meglio o forse, nel caso di Miles, anche di più.

Una nuova rivoluzione avviene invece in occasione dell'ultima esibizione di Miles al Festival di Montreux, documentata integralmente nel decimo DVD di questo cofanetto. Per la prima e unica volta nella sua carriera, Miles accetta di rivisitare il suo passato glorioso e reinterpreta, con una orchestra enorme di oltre 50 elementi, guidata da Quincy Jones, gli arrangiamenti scritti da Gil Evans negli anni quaranta e cinquanta e portati al successo nello stesso periodo con gli album Birth of The Cool (1949), Miles Ahead (1957), Porgy and Bess (1958) e Sketches of Spain (1960). Una operazione di marketing, non priva di fascino, che Miles accettò manifestatamente per soldi ma che poi seppe interpretare in maniera dignitosa e credibile, anche se sicuramente il suo cuore era altrove. Dopo un paio di mesi da quell'ultimo concerto svizzero Miles se ne andò dal pianeta lasciandoci la sua arte, fortunatamente ben documentata e ben accessibile.

Non lasciamoci scappare l'occasione.

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