All About Jazz

Home » Articoli » Catching Up With

1

Marc Urselli: tra Bolan e Willner, tradizione e innovazione

Marc Urselli: tra Bolan e Willner, tradizione e innovazione
Emmanuel Di Tommaso By

Sign in to view read count
Facciamo musica perché viviamo, amiamo e respiriamo musica. Continueremo a realizzarla perché è l'unico modo in cui sappiamo esprimerci. La musica è il nostro ossigeno!
L'attesa è finita. Angelheaded Hipster: The Songs of Marc Bolan & T-Rex è stato pubblicato dalla BMG dopo una lunga serie di vicissitudini, ultima delle quali la pandemia di Covid-19, che si è portata via il produttore dell'album Hal Willner, il 7 aprile 2020, un giorno dopo il suo 64esimo compleanno.

Angelheaded Hipster è stato il suo canto del cigno. In perfetto stile Willneriano, questo progetto-tributo include brani reinterpretati da un eterogeneo gruppo di musicisti, che include nomi di grande richiamo assieme ad artisti emergenti, menti sperimentali e cantanti da hit parate, oltre ad un'impressionante serie di jazzisti. Leggendo le note di copertina del disco, i nomi di Elton John, Donald Fagen, Bill Frisell, Marc Ribot, U2, Joan Jett, Nick Cave & the Bad Seeds, Peaches, Jun Mijake, Marc Almond, Father John Misty, Kesha, Devendra Banhart, Perry Farrell, Sean Lennon, Lucinda Williams, BØRNS, spiccano tra i quasi 150 musicisti coinvolti dal vulcanico Hal.

Nonostante la diversità degli artisti coinvolti, questo omaggio riesce a rimanere fedele allo spirito di Marc Bolan come artista chiave che ha contribuito a plasmare la musica pop e rock così come la conosciamo oggi, definendo al contempo una nuova prospettiva sulla sua musica.

Per l'occasione abbiamo intervistato Marc Urselli, l'ingegnere del suono vincitore del Grammy e collaboratore di lunga data di Hal Willner che è stato parte integrante del progetto. Con lui abbiamo discusso della creazione di Angelheaded Hipster, delle sfide legate alla realizzazione di un progetto così colossale, e della sua amicizia con l'iconico produttore.

All About Jazz: Angelheaded Hipster: The Songs of Marc Bolan & T-Rex è finalmente uscito. Hai lavorato a lungo su questo progetto. Come ti senti ora che l'attesa è finita?

Marc Urselli: Il fatto che questo album può essere ora ascoltato in tutto il mondo mi riempie di un senso di soddisfazione difficile da descrivere. È fantastico poter leggere i riconoscimenti e le lodi che il disco sta ricevendo in tutto il mondo ed è bello vedere che Hal sta ricevendo l'attenzione che si merita in quanto produttore innovativo e visionario. Hal considerava questo disco il suo White Album, cosa sulla quale sono pienamente d'accordo. A livello personale, è sicuramente uno dei miei migliori lavori e sono estremamente orgoglioso di aver dato il mio contributo come ingegnere del suono. Da quando è uscito il disco, il 4 settembre in versione ufficiale ma l'edizione limitata era uscita il 29 agosto in occasione del Record Store Day, sono stato inondato di messaggi ed email piene di complimenti e parole di apprezzamento a proposito della musica, della registrazione e del missaggio che ho realizzato.

AAJ: Come è iniziato il progetto e come sei stato coinvolto?

MU: Ho lavorato con Hal per diversi anni, ben prima di Angelheaded Hipster. Ero l'ingegnere del suono di Lou Reed, e siccome Hal era il produttore di Lou ho condiviso il mio lavoro con lui per diversi anni. L'etichetta discografica BMG aveva chiesto ad Hal di produrre questo disco circa cinque anni fa. All'epoca Hal stava organizzando una settimana di concerti presso il locale di John Zorn, lo Stone (quando era ancora nell'East Village), e io lo stavo aiutando con il suono. Una sera, nel seminterrato ammuffito del locale dopo uno dei concerti, Hal e la sua manager Rachel Fox mi hanno parlato del progetto e hanno detto "Abbiamo bisogno di un ingegnere..." e io ho risposto al volo "l'avete appena trovato!"

AAJ: Secondo te, qual è la più grande eredità che ci ha lasciato Marc Bolan?

MU: Bolan è stato un artista unico, pioniere sotto molti punti di vista. La maggior parte dei suoi estimatori sottolineano l'influenza che ha avuto sullo stile di Bowie e sul rock'n'roll in generale, e questo è certamente importante, ma, come osservava Hal, questo album vuole celebrare il Bolan compositore e credo che Angelheaded Hipster dimostra che la principale eredità siano le sue canzoni e i suoi testi.

AAJ: Perché pensi che il suo impatto sulla musica di oggi sia tutto sommato sottovalutato?

MU: Bolan è molto popolare nel Regno Unito. Purtroppo è morto giovane e sono sicuro che se ciò non fosse accaduto sarebbe diventato altrettanto famoso nel resto del mondo. Magari non era "mainstream," ma ha comunque cambiato tutto per tutti a modo suo, quindi il suo impatto continuerà a rimanere rilevante, anche se non tutti sapranno ricondurlo direttamente a lui.

AAJ: Pensi che ci sarà qualche possibilità di vedere delle esecuzioni dal vivo di questo album?

MU: Purtroppo Hal è morto di Covid durante il lockdown, ma sono sicuro che ci sarà più di un concerto in suo onore non appena potremo tornare ad avere musica dal vivo, e saranno concerti pieni di superstar, come in questo album. Se e quando ci saranno concerti dal vivo dedicati specificamente al progetto Angelheaded Hipster non posso dirlo con precisione. Sappiamo comunque che Nick Cave ha cantato "Cosmic Dancer" dal vivo durante alcuni spettacoli del suo tour "Conversations with Nick Cave" e nel corso del film-concerto "Idiot Prayer: Nick Cave alone at Alexandra Palace." Inoltre questa settimana il "Late Night Show" di James Corden ha ospitato ogni giorno un artista che ha preso parte al disco, e il tutto dovrebbe essere su YouTube.

AAJ: Angelheaded Hipster è solo l'ultimo capitolo della tua collaborazione con Hal Willner: hai lavorato a stretto contatto con lui come suo ingegnere del suono per più di dieci anni su molteplici progetti tra cui album, sessioni di registrazione in studio e produzioni di concerti. Willner è stato uno dei tuoi mentori e una delle tue più grandi ispirazioni, non solo un collega ma anche un amico speciale. Com'era lavorare con Willner?

MU: È stata una esperienza magica e stressante allo stesso tempo. Hal decideva le cose all'ultimo minuto ed era difficile ottenere informazioni da lui su ciò che stavamo per fare, sia che fosse in studio o dal vivo, quindi dovevo essere sempre preparato a qualunque evenienza. Hal operava in una sorta di caos organizzato, quindi per me, come suo ingegnere, era importante rimanere concentrato, essere pronto a tutto. Ma alla fine ne valeva sempre e comunque la pena, ogni volta, perché aveva una formula magica per trasformare tutto in magia. La sua capacità di tenere insieme persone apparentemente opposte e tirarne fuori, appunto, magia sarà per sempre una fonte di ispirazione per me.

AAJ: Una delle caratteristiche tipiche della produzione di Hal Willner è stata il modo in cui è riuscito a riunire così tanti grandi nomi, provenienti da background artistici molto diversi. Come riusciva a convincerli a superare il loro ego e spingerli ad affrontare cose a cui non erano abituati?

MU: Penso che alla base di tutto ci fossero l'amicizia e la fiducia. I musicisti che venivano coinvolti nelle sue produzioni erano suoi amici, e quindi si fidavano ciecamente di lui. Inoltre tutti avevano un enorme rispetto nei suoi confronti. I musicisti facevano la fila, figurativamente parlando, per far parte delle sue produzioni. Ma non dimentichiamo il fatto che insieme ai personaggi famosi e ai grandi nomi Hal ha sempre voluto coinvolgere musicisti meno conosciuti che riteneva comunque interessanti e che voleva supportare. Ha dato delle chance importanti a molti, ed è stato determinante o almeno ha contribuito non poco a lanciare le carriere e dare visibilità a persone come Jeff Buckley, Gary Lucas, Martha Wainwright e molti altri. Anche in questo disco ha coinvolto moti artisti indipendenti in cui credeva. Hal era fatto così!

AAJ: In che modo questo aspetto del suo lavoro ha influito sul modo in cui affronti una sessione di registrazione? In che modo una "sessione di registrazione di Hal Willner" differiva dalle migliaia di altre sessioni di registrazione che hai fatto nel corso degli anni?

MU: Willner e io avevamo un modo molto simile di lavorare. Le sessioni con lui erano sempre dal vivo e questo è anche il modo in cui preferisco registrare e realizzare la maggior parte delle mie sessioni. Ad esempio, guarda il video della canzone di Nick Cave "Cosmic Dancer" [in calce all'intervista] e ti renderai conto che tutti suonano dal vivo contemporaneamente nella stessa stanza, anche la sezione archi, con Nick che canta mentre suona il piano. Tutti dal vivo. L'unico strumento isolato era la batteria e l'unico strumento che abbiamo sovrainciso è stato il clarinetto basso. A seconda dello studio in cui si registra, uso cabine di isolamento (con Hal e altri), ma cerco sempre di registrare musicisti dal vivo, cosa che piaceva molto anche ad Hal. Questo è in parte il motivo per cui andavamo così d'accordo. Avevamo molto rispetto reciproco. La differenza principale tra una sessione di Hal e altre sessioni è che ad Hal piaceva davvero stare nella stanza dal vivo con i musicisti. Mi chiedeva sempre un paio di cuffie in più in modo da poter essere nella stessa stanza con la band.

AAJ: Qual è il miglior ricordo che hai delle sessioni di registrazione per Angelheaded Hipster, e di Hal Willner in generale?

MU: Ho tantissimi ricordi con Hal e sono tutti fantastici. La sessione con Nick Cave è stata una delle mie preferite, in parte perché sono un grande fan di Nick e poi perché è stata la prima per questo disco, ma penso che alcuni dei miei ricordi più belli siano legati alle sessioni degli U2 (una a New Orleans e una in Francia) perché abbiamo trascorso dei bei momenti assieme prima e dopo quelle sessioni. A New Orleans abbiamo passato una giornata molto lunga e stressante cercando di rimettere assieme uno studio di registrazione commerciale che qualcuno aveva da tempo trasformato in un soggiorno di una abitazione privata. Dovevamo garantire una registrazione professionale adatta per gli U2. Alla fine della gioranta Hal, Rachel Fox e io ci siamo ritrovati al leggendario "Cafe Du Monde" a mangiare bignè e bere caffè alle 2 del mattino. Eravamo tutti strafatti di caffè, di zucchero e dell'emozione di una grande registrazione! E quando Hal ed io siamo volati in Francia per registrare Elton John con gli U2 in studio, abbiamo girato per la riviera francese parlando molto di musica e di vita. Amo quei momenti trascorsi con Hal e mi manca molto.

AAJ: Qual è il tuo lavoro preferito realizzato con lui?

MU: Senza dubbio Angelheaded Hipster! Abbiamo realizzato assieme tante altre cose incredibili, alcune che purtroppo non hanno mai visto la luce, ma questo disco rapprensenta il momento più alto del nostro lavoro. Come dicevo, è il nostro White Album!

AAJ: Da tempo ti stai muovendo per per rendere omaggio all'eredità visionaria di Hal Willner. Il sito haltribute.com è già online. Cos'altro possiamo aspettarci in futuro?

MU: Vorrei trovare altri modi per rendere omaggio ad Hal e riunire i suoi amici un'altra volta. Come dicevo, sono sicuro che ci saranno concerti dedicati ad Hal appena possibile, ma in questo momento non possiamo pianificare nulla. Quello che posso dire con certezza è che ho intenzione di onorare l'eredità di Hal continuando a fare dischi alla sua maniera. Ad esempio, diversi anni fa ho iniziato a lavorare su un album che riunisce "throat singers" dell'emisfero orientale (Mongolia, Tuva, Siberia, ecc.) con musicisti metal dell'emisfero occidentale. L'album è quasi finito e uscirà il prossimo anno. Mi sarebbe piaciuto farlo ascoltare ad Hal e sono sicuro che avrebbe apprezzato l'improbabile combinazione di musicisti e stili. Come ho detto prima, Hal e io avevamo modi molto simili di lavorare e vedere le cose, eravamo una coppia perfetta in studio. Hal è sempre stato un'ispirazione per me e la sua scomparsa ha consolidato il mio desiderio di continuare il suo lavoro musicale e la sua eredità al meglio delle mie capacità. Non sarò mai Hal e non ci sarà un altro Hal, ma farò del mio meglio per realizzare dischi che avrebbe amato.

AAJ: Il mondo della musica è sottoposto a cambiamenti epocali e rapidi, che stanno cambiando il modo in cui concepiamo, creiamo, produciamo e ascoltiamo la musica. Come vedi il mondo della musica tra dieci anni?

MU: Mi pare oramai chiaro che le persone non riescano più a comprendere il valore della musica perché sono abituate a ottenerla gratuitamente e non sono disposte a pagare per ricompensare i musicisti per il loro lavoro. Tutto ciò che ci rimaneva erano i concerti dal vivo, che per il momento sono sospesi, quindi il mondo dell'arte nel suo insieme sta ricevendo un enorme pugno nello stomaco dal quale si riprenderà molto lentamente. Il pessimista in me pensa che la musica continuerà a essere svalutata e ci saranno sempre meno persone che potranno realizzarla perché non sarà uno stile di vita sostenibile. L'ottimista che è in me spera che mi stia sbagliando e che ci sarà un ritorno all'attenzione per la qualità (l'aumento delle vendite di vinili potrebbe essere una conferma di questa teoria) e che le persone (anche se si tratta di una minoranza) vorranno pagare per musica di qualità decidendo di scegliere di sostenere la musica e le arti in maniera fattiva. Una cosa è certa: facciamo musica perché viviamo, amiamo e respiriamo musica. Continueremo a realizzarla perché è l'unico modo in cui sappiamo esprimerci. La musica è il nostro ossigeno!

Foto: William Semeraro.

Post a comment

Watch

Tags

Shop Amazon

More

All About Jazz needs your support

Donate
All About Jazz & Jazz Near You were built to promote jazz music: both recorded and live events. We rely primarily on venues, festivals and musicians to promote their events through our platform. With club closures, shelter in place and an uncertain future, we've pivoted our platform to collect, promote and broadcast livestream concerts to support our jazz musician friends. This is a significant but neccesary effort that will help musicians now, and in the future. You can help offset the cost of this essential undertaking by making a donation today. In return, we'll deliver an ad-free experience (which includes hiding the bottom right video ad). Thank you.

Get more of a good thing

Our weekly newsletter highlights our top stories and includes your local jazz events calendar.