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Mappamondo sonoro! - Un estate di dischi in giro per il mondo
Eppure oggi, non ditelo alle agenzie di viaggi, per carità, per fare un bel giro del mondo bastano pochi dischi: dalla world music più globalizzata alle rarità più cool, dalle testimonianze più autentiche ai mercanteggiamenti di linguaggi che da sempre fanno parte delle esplorazioni sonore da una parte all'altra del globo.
Ecco qualche suggerimento di "viaggio," scelto tra le cose più interessanti uscite negli ultimi tempi, ma come tutti i suggerimenti, suscettibile di essere ampliato, trasformato, integrato dalla curiosità dei lettori e degli ascoltatori!
AA.VV.
Gilles Peterson Presents ....Havana.... Cultura: Remixed
Brownswood Recordings - distr. Family Affair
Valutazione: 4 stelle
Prima tappa: Cuba. E in compagnia di una guida di lusso come Gilles Peterson, il leggendario dj e produttore inglese che in questi anni è diventato un vero e proprio marchio di garanzia come "agente di viaggio sonoro". Questo disco contiene una serie di remix di brani tratti dal suo recente progetto Havana Cultura, dedicato ai suoni della nuova Cuba.
Peterson va sul sicuro e affida i remix a nomi quali Mj Cole, Louie Vega, 4Hero, Carl Cox e molti altri, dando così vita a un variegato cocktail sonoro in grado di evidenziare la vibrante contemporaneità, anche contraddittoria, delle anime musicali dell'isola. Tutto da ballare!
Raùl Paz
Havanization
Naive - distr. Self
Valutazione: 3 stelle
Viene da Cuba - via Parigi - anche Raul Paz, uno dei nomi più gettonati del pop dell'isola e parte della pattuglia Havana Cultura. Chi volesse provare la sua musica, che mescola elementi rock, soul e melodici con grande naturalezza, può provare il nuovissimo Havanization, prodotto da Sebastien Martel.
Le canzoni sono piacevoli, specialmente se si evita di fare quell'esercizio di immaginazione [in realtà piuttosto salutare] per cui si "italianizza" il tutto e si perde un po' di fascino esotico. È il pop, bellezza, e tu non puoi farci nulla. Nemmeno a Cuba!
Tom Zé & Banda
O Pirulito Da Ciencia Ao Vivo
Biscoito Fino - distr. Family Affair
Valutazione: 3,5 stelle
Scendiamo ora in Brasile, fucina incontenibile di dischi e idee musicali e incontriamo subito uno degli artisti più originali e indefinibili di quelle lande, Tom Zé. O Pirulito Da Ciencia Ao Vivo vera e propria antologia in concerto [anche su dvd] della sua variopinta carriera.
Registrato a São Paulo, il disco [il cui titolo, bizzarro come sempre, significa "il leccalecca della scienza"] spazia dalle canzoni degli anni Settanta dell'artista bahiano come "Hein?," "Brigitte Bardot" o "Menina Jesus" a temi più recenti come "RoquenRol Bim-Bom," risalendo fino al disco d'esordio Grande Liquidação. Oltre quarant'anni di carriera, sempre controcorrente e coinvolgente: l'estate 2010 potrebbe essere un'ottima occasione per riprendere contatto con Tom Zè!
Céu
Vagarosa
Six Degrees Records - distr. Family Affair
Valutazione: 4 stelle
Nonostante sia uscito da qualche mese, segnaliamo anche il secondo disco di una delle giovani voci femminili più originali del Brasile, la sensuale Céu, che già all'esordio aveva colpito per l'originale timbro di voce e l'affascinante connubio tra sonorità acustiche e elettroniche
Vagarosa sembra avere tutte le carte in regola per piacere a diverse tipologie di ascoltatori: è un disco stilisticamente molto vario, ma anche dotato di una personalità riconoscibile, seppure nel solco del linguaggio più innovativo del pop brasiliano, che flirta con atmosfere amniotiche con la stessa facilità con cui gioca con la narratività un po' barocca del tropicalismo. Come bene insegna Marisa Monte, tradizione e contemporaneità riescono a convivere se si trova una chiave di lettura che ne proietti la complessità senza appiattirla e in questo senso, non senza una sottile polvere psichedelica e ottimi interventi dei fiati, le canzoni di Céu nuotano con agilità attraverso i suoni e i tempi. Consigliatissimo.
Luisa Maita
Lero-Lero
Chumbancha - distr. Family Affair
Valutazione: 3 stelle
Sulla scia di Céu si inserisce anche l'esordiente Luisa Maita, figlia d'arte e raffinata vocalità che guarda anche al songwriting indipendente nordamericano. Si chiama Lero-Lero il suo disco ed è una ventata di freschezza per l'estate, anche se non ancora giunta a completa maturazione e a volte un po' prevedibile. Come una bibita ghiacciata sulla spiaggia!
AA.VV.
The Afro-Sound of Colombia Vol. 1
Vampi Soul - distr. Goodfellas
Valutazione: 4 stelle
Chi volesse fare una capatina in Colombia, troverà nella solita Vampi Soul, la compagnia giusta per organizzare il viaggio: The Afro-Sound of Colombia Vol. 1 è una strepitosa raccolta di brani tratti dal catalogo dell'etichetta Discos Fuentes tra gli anni Sessanta e Settanta. Africa e Europa si incontrano in un luogo assolato nel quale il funk e l'afro-beat danzano mano a mano con cumbia e fiori tropicali, tra cose irresistibili e strambe curiosità, piccole tamarrate e tanta voglia di muovere le chiappe! Aggiudicato!
Ana Moura
Leva-Me Aos Fados
World Village - distr. Ducale
Valutazione: 3 stelle
Con una traversata atlantica in senso contrario rispetto a quella degli schiavi che portarono i ritmi neri nell'America del Sud, eccoci in Portogallo, terra di fado, genere che resta fondamentalmente legato alla tradizione, ma che offre sempre autori e interpreti in grado di rinnovarne emotivamente il messaggio.
È certamente il caso di Ana Moura, trentenne cantante di Coruche che, complice il produttore Jorge Fernando, è diventata la prima artista portoghese a esibirsi sul palco della celebre Carnegie Hall. Uscito nel 1999, Leva-Me Aos Fados ce la presenta nella veste migliore, quella di versatile traghettatrice delle sonorità portoghesi verso territori pop di respiro internazionale. Qualche purista storcerà il naso, ma la qualità interpretativa di Ana Moura è di alto livello.
AA.VV.
Afro-Rock Volume One
Strut - distr. Audioglobe
Valutazione: 4,5 stelle
Ed eccoci finalmente in Africa! Assolutamente imperdibile - a partire dalla fantastica copertina - è la ristampa, da parte della Strut, della raccolta Afro-Rock Volume One, pubblicata originariamente nel 2001. Si pesca dalla miniera afro-beat a piene mani, nulla di nuovo, direte voi, ma la qualità delle tracce selezionate da Duncan Brooker è tale e così equilibrata da dare, non solo una chiara visione del felice meticciato sonoro tra Continente Nero e America, ma anche una ipnotica vertigine d'ascolto.
Spazio dunque ai Jingo [strepitosa "Fever"] e a Geraldo Pino, alla Mercury Dance Band e all'Orchestra Lissanga, a Super Mambo 69 e Dackin Dackino, in un crescendo febbrile di funkitudine e ottoni, di psichedelie tropicali e di scarnificazioni pre-kraut. Irresistibile!
AA.VV.
Ayobaness! The Sound of South African House
Out Here Records - distr. Goodfellas
Valutazione: 3 stelle
Smaltita la delusione per la figuraccia calcistica al mondiale sudafricano, ci si può accostare con serenità alle sonorità delle notti danzerecce di Johannesburg e altre città. L'eccitazione global di questi suoni [già esplicitata nel titolo Ayobaness!, da un'espressione gergale che questo significa] elettronici è quindi scandita dai ritmi di artisti i cui nomi diranno poco al pubblico europeo, ma che sono il meglio della scena afro-house.
L'Vovo Derrango, DJ Mujava, DJ Cleo, Shana e molti altri intrecciano i ritmi tradizionali zulu o xhosa con la pulsazione digitale, mantenendo in equilibrio la ruvidità della strada e la plasticità del dancefloor. Avremmo voluto ballare queste tracce festosamente con gli azzurri: loro ci riproveranno tra 4 anni, noi possiamo continuare a ballare.
Lokua Kanza
Nkolo
World Village - distr. Ducale
Valutazione: 3 stelle
Nuovo disco per il cantante dello Zaire [ma frequentemente in Francia e Brasile] Lokua Kanza, nome piuttosto celebrato in ambito pop-world sin dagli anni Novanta. Nkolo è il suo sesto album ed è tutto giocato su sonorità morbide e suadenti, con ospiti come il chitarrista Sylvain Luc e l'uso di strumenti atipici [ancor di più per un contesto africano] come le Ondes Martenot o il Cristal Baschet. Da accompagnare con un cocktail fresco alla fine del pomeriggio.
Tinariwen
Imidiwan : Companions
Indipendiente - distr. Self
Valutazione: 4 stelle
Bellissimo è il nuovo lavoro dei Tinariwen, la mitica band tuareg, militante e armata, onnivora e globale senza essere mai lontanamente confondibili con qualsivoglia prodotto confezionato di world music.
Imidiwan : Companions è il loro quarto album, registrato in un villaggio sahariano, deliziosamente cullato tra blues, rock polveroso, psichedelie berbere e rudimentali elettricità. L'esito è ipnotico e sensuale e immediato e non può non toccare le corde degli ascoltatori più sensibili.
V.M. Bhatt - Matt Malley
Sleepless Nights
World Village - distr. Ducale
Valutazione: 2,5 stelle
Chiudiamo con lo sguardo verso est, e precisamente verso l'India, dove troviamo l'originale duo formato dal virtuoso Vishwa Mohan Bhatt [alle prese con una sorta di slide guitar da lui disegnata] e dal fondatore dei Counting Crows, Matt Malley. Il ponte tra Oriente e Occidente auspicato da Malley nelle note di accompagnamento al disco è giocato su una musica facilmente orecchiabile, che al di là della bravura esecutiva, non lascia troppo il segno. Ma a volte d'estate può anche andare bene. Buon viaggio a tutti!
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