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Guillermo Klein: Los Guachos V

Angelo Leonardi By

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Anche se da anni è votato tra i massimi orchestratori emergenti nel Critics Poll di Down Beat, Guillermo Klein è quasi sconosciuto al pubblico internazionale del jazz. Eppure guida questa piccola orchestra da un ventennio, con strumentisti prestigiosi come Jeff Ballard, Ben Monder, Miguel Zenon, Chris Cheek.

Nato nel 1969 a Buenos Aires, compositore fin dall'adolescenza, Klein s'è trasferito a Boston nel 1990 e dopo gli studi alla Berklee ha costituito un ampio organico denominato Big Van (El Minotauro, Candid Records) e s'è esibito regolarmente nei club di New York (Small's, Jazz Standard, Village Vanguard) negli anni successivi. Ha pubblicato una decina di dischi, in buona parte per l'etichetta Sunnyside, tutt'ora abbastanza reperibili.

La sua musica meriterebbe un'attenta analisi: anche se evidenzia legami col folkore argentino (niente a che vedere col latin jazz comunemente inteso) e con l'estetica impressionista di Gil Evans (un amore per fondali statici e dinamiche in lento evolversi) la sua ricerca è originale e di alto spessore creativo.

In certi momenti è troppo complessa per fruire di un consenso immediato e questo spiega il suo collocamento di nicchia. Ma un ascolto attento ripaga di molto. Questo nuovo lavoro lo conferma e necessita più di un ascolto per essere apprezzato in tutta la sua esaltante ricchezza. Los Guachos V presenta le suite "Indiana" e "Jazmin," concludendo con due brani più semplici sempre di sua composizione.

Entrambe le opere principali rispondono agli stessi criteri estetici: una scrittura orchestrale ambiziosa, spesso intricata e in continua mutazione, dov'è arduo capire i confini tra libera improvvisazione collettiva e composizione. Resta l'influenza di Gil Evans, abbiamo detto, ma è forte quella classica del primo Novecento. Non mancano comunque ariose aperture jazzistiche allo swing, alle sonorità rock e alla melodia: i brani di più immediato coinvolgimento sono "Si No Sabes 9/8" (una melodia accattivante, ondulazioni ritmiche latine e luminosi assoli di tromba e soprano) e il cantabile "Jazmin." La ricercatezza orchestrale impregna il sofisticato "Symmetry I" e l'impressionistico "Simmetry II" mentre c'è complessità e rigore in "Patria Espiral" e "Donna Lee" (ricostruito dalle fondamenta con accenni al tema originale nel finale).
Il momento di maggior presa, a nostro parere, resta "Burrito Hill Mirror," dove Klein s'ispira a Gil Evans in un equilibrio esemplare di feeling e originalità.

Track Listing: Suite Indiana - Back Home Again; Donna Lee; Patria Espiral; Suite Jazmin - Symmetry I; Si No Sabes 4/4; Si No Sabes 9/8; Burrito Hill Mirror; Human Feel Mirror; Jazmin; Symmetry II; Ashes; Quemando Velas.

Personnel: Ben Monder: guitar; Bill McHenry: tenor saxophone; Chris Cheek: soprano, tenor and baritone saxophones; Diego Urcola: trumpet, trombone; Fernando Huergo: electric bass; Guillermo Klein: piano; Jeff Ballard: drums; Miguel Zenon: alto saxophone; Richard Nant: percussion, trumpet; Sandro Tomasi: trombone; Taylor Haskins: trumpet, flugelhorn.

Title: Los Guachos V | Year Released: 2016 | Record Label: Sunnyside Records

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