All About Jazz

Home » Articoli » Album Reviews

26

Yelena Eckemoff Quartet: Leaving Everything Behind

Neri Pollastri By

Sign in to view read count
Continua a mostrare gusto, classe e capacità di scegliersi i compagni di avventura l'eclettica pianista russo-americana Yelena Eckemoff, la quale dopo album con partner nordeuropei -Glass Songs, in trio, e Everblue, in quartetto -realizza adesso questo lavoro con musicisti statunitensi.

Rispetto al precedente CD cambia drasticamente anche il primo strumento solista -là il sassofono di Tore Brunborg -qua il violino di Mark Feldman. Alla ritmica, per non far rimpiangere Arild Andersen e Jon Christensen, troviamo uno storico protagonista della batterista qual è Billy Hart, affiancato da Ben Street, raffinato contrabbassista che con Hart ha lavorato attivamente negli ultimi anni.

Il titolo del CD, Leaving Everything Behind, rimanda alla dipartita della pianista dalla Russia, avvenuta nel 1991, quando giunse negli Stati Uniti assieme al marito quasi senza denaro e lasciando dolorosamente i figli a Mosca, senza sapere quando avrebbe potuto rivederli. Quell'esperienza caratterizza il concetto dell'album: i brani, ovviamente della pianista, sono tutti composti nel passato remoto, in alcuni casi addirittura negli anni Ottanta; ciascuna composizione è completata da una poesia, sempre della Eckemoff; e ancora di sua realizzazione sono i dipinti rappresentati in copertina.

Le musiche fondono con grande equilibrio sensibilità jazzistica e classica, cosa usuale per la Eckemoff ma che in questo caso è esaltata da un lato dal fatto che le composizioni risalgono a quando la pianista non aveva ancora molta familiarità con il jazz, dall'altro dalla presenza come solista di uno strumento qual è il violino. Feldman infatti svetta fin dal "Prologue" e -pur con gli assoli sofisticati e spesso nervosi che lo caratterizzano -sviluppa spesso trame di lirismo cameristico: si ascolti esemplarmente "Ocean of Pines," nel quale la sua voce svaria libera sull'elegante tappeto costruito dal pianoforte e dal contrabasso.

In generale, sono Street e Hart a fornire l'elemento più propriamente jazzistico -e qui si ascolti invece la parte centrale della traccia conclusiva, "A Date in Paradise," per il resto melodicamente dominata dal violino -dato che anche il tocco pianistico della Eckemoff ha molto di classico, sebbene sappia anche offrire momenti squisitamente ed originalmente jazzistici, come l'assolo in "Rising from Within," uno dei brano risalenti agli anni Ottanta e perciò nati con ben altre suggestioni. Così come la title track, riuscitissima melodia che qui però si avvale del superbo lavoro di Hart e che perciò è davvero l'emblema di un album nel quale la fusione di stili è, nella sua complessità, tanto accattivante ed elegante, quanto sufficientemente sfaccettata da non far cadere l'attenzione.

Track Listing: Prologue; Rising from Within; Mushroom Rain; Coffee & Thunderstorm; Sun Spots; Love Train; Leaving Everything Behind; Hope Lives Eternal; Tears of Tenderness; Ocean of Pines; A Date in Paradise.

Personnel: Yelena Eckemoff: pianoforte; Mark Feldman: violino; Ben Street: contrabbasso; Billy Hart: batteria.

Title: Leaving Everything Behind | Year Released: 2016 | Record Label: L & H Production

About Yelena Eckemoff
Articles | Calendar | Discography | Photos | More...

Tags

Watch

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Related

Read Never More Here
Never More Here
By Dan McClenaghan
Read Lanzarote
Lanzarote
By Gareth Thompson
Read Strong Thing
Strong Thing
By Geannine Reid
Read Ocean in a Drop
Ocean in a Drop
By Geno Thackara