2

Double Trio De Clarinettes: Itineraire Bis

Vic Albani By

Sign in to view read count
Double Trio De Clarinettes: Itineraire Bis Benedetti da alcuni illuminati nomi che gestiscono cose importanti del jazz europeo (vedi Philippe Ochem, direttore del Jazz d'Or festival di Strasburgo, Armand Meignan, direttore del festival di Le Mans, Frank Baumann del Goethe Institut di Minsk, l'Istituto di cultura francese dello stesso centro e altri nomi dello stesso calibro) nascono di tanto in tanto progetti in qualche modo commissionati o comunque fortemente supportati che riescono a illuminare gli eventi maggiormente "culturali" della vita musicale europea. Questo disco è la storia di uno di questi (fortunati) incontri al vertice del clarinettismo contemporaneo.

In altre parole, riunite alcuni fra i più dotati clarinettisti di oggi, dategli carta bianca e alcune indicazioni e poi restate a vedere cosa accade. Come i più esperti sanno, il suono del clarinetto (specialmente lo strumento basso in questi ultimi decenni) è fra i più affascinanti e travolgenti dell'instrumentarium moderno. Sdoganato proprio dal jazz orchestrale e cameristico a metà dello scorso secolo, il clarinetto è oggi uno strumento principe della "musica che conta," sorprendendo spesso per le capacità applicative a diverse architetture sonore a maggior ragione se in mano a creative menti sonore in grado di far apprezzare le profonde e umorali sfaccettature che lo contraddistinguono forse da sempre.

I quattro minuti e rotti di, ad esempio una composizione come "Charles Town, But Yesterday," sono un'orgasmica rappresentazione della "divina potenza" di questo davvero peculiare strumento.

Ergo, dopo le scorpacciate degli anni scorsi a base di quartetti di sassofoni e/o ance in genere, il progetto che unisce due trii di clarinetto in un sostanziale summit corale non può non colpire e non essere immediatamente valutato per l'enorme potenzialità messa in gioco.

I cinquantotto minuti di questo lavoro licenziato coraggiosamente dall'attentissima Between the lines sono e resteranno esemplari per molto tempo poiché è davvero lampante l'intelligenza di chi ha voluto vivere e far vivere quest'esperienza. Humour, contrasti, echi classicheggianti, movimenti cameristici, brillante suono naturale, applicazioni jazz (passatemi il termine per favore, che però trovo adattissimo al caso), motivi e trame, echi klezmer, suoni "europei," dolcezze e asprezze: è un disco attivo dannatamente accattivante, capace di sviluppare il classico "ostinato" calamitando attenzione, riguardo e assortendo la doverosa dose d'improvvisazione.

Un disco ecumenico e assembleare che non potrà mancare nelle discografie dei più attenti amanti di Stravinsky anche per gli straordinari dialoghi aperti che ricordano, appunto, molte composizioni orchestrali di una certa "classicità moderna."

L'idea di un mondo clarinetto-centrico è ovviamente immensamente affascinante ma assolutamente possibile e doverosa perché una delle sicure prerogative di questo strumento è poi la straordinaria apertura espressiva capace di condurre il suono verso il canale dell'innovazione.

Se poi il tutto è messo nelle mani di veri e propri maestri del gusto come quelli chiamati a quest'avventura...

Qualcosa che—jazzisticamente parlando—"deve" trarre ovvio spunto creativo e influenza da nomi monstre quali quelli di Jimmy Giuffre, Benny Goodman, Eric Dolphy o Sidney Bechet ma che supera la coercizione del dover per forza confinare un'esperienza come questa nei soli territori del jazz. Grande esempio di esercizio musicale in stile liberty, un'operazione come questa s'innalza sulla rigida concettualità volando alta nei cieli della grande musica e riuscendo a deliziare almeno le orecchie capaci di ascoltare e comprendere.

Track Listing: Almost Twenty-Eight; Variationen über Rauch und Moder; Bizarre; FAK!; Charles Town, But Yesterday…; Desert… Bleue… East; Catwalk Münzstrasse; Itineraire bis; Launedas – (Die) Laune das (macht was); Keks ist Fortschritt.

Personnel: The Clarinet Trio - Jürgen Kupke: clarinetto; Michael Thieke: clarinetto alto, clarinetto; Gebhard Ullmann: clarinetto basso. Le Trio De Clarinettes - Armand Angster: clarinetto, clarinetto basso, clarinetto contrabbasso; Sylvain Kassap: clarinetto in Mib, clarinetto, clarinetto basso; Jean-Marc Foltz: clarinetto, clarinetto basso.

Year Released: 2013 | Record Label: Between the Lines


Shop

More Articles

Read Circles CD/LP/Track Review Circles
by Dan McClenaghan
Published: March 24, 2017
Read Windmills CD/LP/Track Review Windmills
by Edward Blanco
Published: March 24, 2017
Read Ugly Beautiful CD/LP/Track Review Ugly Beautiful
by David A. Orthmann
Published: March 24, 2017
Read Caipi CD/LP/Track Review Caipi
by Geannine Reid
Published: March 24, 2017
Read Trickster CD/LP/Track Review Trickster
by Glenn Astarita
Published: March 24, 2017
Read United CD/LP/Track Review United
by Mark Sullivan
Published: March 23, 2017
Read "Four Plus Three" CD/LP/Track Review Four Plus Three
by Bruce Lindsay
Published: June 5, 2016
Read "Fake It Until You Make It" CD/LP/Track Review Fake It Until You Make It
by Jack Bowers
Published: November 17, 2016
Read "Live At Zaal 100" CD/LP/Track Review Live At Zaal 100
by John Sharpe
Published: June 24, 2016
Read "Out & About" CD/LP/Track Review Out & About
by Doug Collette
Published: July 3, 2016
Read "Afternoon In Paris" CD/LP/Track Review Afternoon In Paris
by Chris Mosey
Published: June 16, 2016
Read "Elevenses" CD/LP/Track Review Elevenses
by Glenn Astarita
Published: May 5, 2016

Post a comment

comments powered by Disqus

Sponsor: DOT TIME RECORDS | BUT IT  

Support our sponsor

Support All About Jazz's Future

We need your help and we have a deal. Contribute $20 and we'll hide the six Google ads that appear on every page for a full year!