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Album Review

Simone Zanchini: Fuga per Art

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Simone Zanchini: Fuga per Art
Questo CD, uscito a poca distanza dal progetto in solo Better Alone...!, completa un discorso iniziato da Zanchini due anni prima con l'uscita di Be-bop Buffet.

Zanchini, uno dei massimi fisarmonicisti contemporanei a livello internazionale, ha avuto in gioventù due eroi: Frank Marocco e Art Van Damme. I due musicisti statunitensi sono stati gli unici - così scrive Zanchini nelle note di copertina del CD - a dare alla fisarmonica un ruolo di protagonista nel jazz, e in particolare nel be-bop degli anni '50, con pari dignità rispetto a strumenti come la tromba e il sax.

Be-bop Buffet era la testimonianza dell'incontro avvenuto fra Zanchini e Frank Marocco, un'incontro all'insegna dell'affetto, del piacere di trovarsi a suonare insieme l'amato be-bop, di un interplay spontaneo, caldo ed empatico.

Fuga per Art è invece l'omaggio di Zanchini ad Art Van Damme, ritiratosi dall'attività musicale. Per l'occasione, Zanchini ha allestito un quintetto che fa scintille, con Andrea Dulbecco al vibrafono, nel ruolo di comprimario, Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Stefano Senni al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria.

Gli strumenti sono stati scelti in modo da ricalcare la sonorità delle registrazioni classiche di Van Damme, i cui arrangiamenti sono stati scrupolosamente trascritti e riprodotti. Qui però la strada seguita non è quella del cuore, dell'approccio emozionale, come nel caso dell'incontro con Marocco, ma un approccio più distaccato, seppur improntato al rispetto del maestro.

Si potrebbe dire che in questo caso Zanchini segua un doppio binario: da un lato mantiene un approccio rigorosamente filologico rispetto agli arrangiamenti e allo stile dell'originale, dall'altro immerge questa sonorità e questo stile, talora anche bruscamente, in un contesto molto più attuale e radicale, fatto di libera improvvisazione e di rottura delle regole formali.

Ed è forse questo un po' il limite del lavoro. Soprattutto ai primi ascolti, il contrasto fra la riproposizione dell'atmosfera "ortodossa" dei brani - eseguiti nel rispetto di tutte le regole stilistiche e formali - e i momenti d'improvvisazione informale - che assumono l'aspetto di lunghe appendici in coda ai brani, che fanno da ponte col tema successivo - suona molto stridente; l'impressione che se ne ricava è che Zanchini non sia riuscito a fondere pienamente queste due anime della sua musicalità.

Dove invece questa fusione riesce in pieno, e con effetti spettacolari, è nella title-track a firma di Zanchini: qui si abbozza addirittura una fuga polifonica in impeccabile stile barocco, che viene lacerata da intromissioni e deviazioni atonali e informali, e da cui poi il leader parte con un'improvvisazione solitaria che conduce infine al successivo tema di Van Damme, "Let Yourself Down". Qui tutto fila alla perfezione: l'improvvisazione di Zanchini è esuberante e scoppiettante come al solito, gli stili si mescolano in modo fluido, dal barocco al be-bop al free, e anche i contrasti sono finalizzati a un effetto espressivo. Non manca neanche il lato sornione e irriverente di Zanchini, con tanto di kazoo...

Il gruppo fa sfoggio di una classe insuperabile nell'interpretazione dell'atmosfera rétro dei brani di Van Damme, lo stile è impeccabile e pienamente pertinente, l'interplay - in particolare fra Zanchini e Dulbecco - è agile e vivace. E' comunque nei brani originali dal sound più moderno che la personalità dei musicisti sembra emergere pienamente. Ad esempio in "Viti," una ballad a firma del leader, in cui emerge anche la lezione armonica e stilistica di Piazzolla (nonostante nelle note di copertina Zanchini prenda le distanze dal virus della "tanghite"), dove anche Bianchetti sembra più libero di esprimersi, utilizzando lo stile e la sonorità che gli sono più congeniali.

Track Listing

1. Madamme Van Damme (A. Van Damme) - 7:09; 2. Tea For Two (V. Youmans) - 2:41; 3. Blue Lou (A. Van Damme) - 8:45; 4. Nicollet Avenue Breakdown (A. Van Damme) - 2:05; 5. Fuga per Art (S. Zanchini) - 7:35; 6. Let Yourself Down (A. Van Damme) - 1:59; 7. Viti (S. Zanchini) - 10:21; 8. La stanza di Carlo (S. Zanchini) - 4:07; 9. Samba de van Nuys (F. Marocco) - 4:15; 10. From Marocco To Art (S. Zanchini) - 3:42.

Personnel

Simone Zanchini (fisarmonica); Andrea Dulbecco (vibrafono); Giancarlo Bianchetti (chitarra); Stefano Senni (contrabbasso); Massimo Manzi (batteria).

Album information

Title: Fuga per Art | Year Released: 2009


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