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John Zorn: Flaga Plays Masada Book Two

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Da un pezzo ormai ho rinunciato a seguire da vicino i passi di John Zorn. Troppa fatica stare appresso con puntualità e dedizione alla logorrea discografica del signor Tzadik. Maestro dell'elusione e dell'evanescenza che ha trasformato il catalogo della propria etichetta in una dedalica sala degli specchi (In the Hall of Mirrors forse non a caso è anche il titolo di una delle recenti fatiche di Zorn), all'interno della quale i punti di vista si moltiplicano e si sovrappongono, frustrando qualsiasi velleità prospettica. Inutile cercare la profondità di campo, tentare una messa a fuoco se il particolare è sempre e comunque trascurabile e il tutto, inesorabilmente, sfugge. Uno, cento, mille John Zorn. Declinati all'infinito in un gioco di reiterazione e accumulazione che sbiadisce i confini tra un'opera e l'altra, tra le decine di formazioni e le centinaia di dischi.

Capita però, di tanto in tanto, che una singola pubblicazione abbia l'ardire di farsi notare. Nel caso di Flaga, ventisettesimo capitolo della serie The Book of Angels, per merito di Craig Taborn. Che per la prima volta, dopo aver impreziosito il catalogo Tzadik rispondendo alle chiamate di Leo Smith, Roberto Rodriguez e Susie Ibarra, viene assoldato direttamente da Zorn (al solito nelle vesti di compositore-catalizzatore). Assieme al pianista due scudieri di rango: Christian McBride al contrabbasso e il mai meno che fenomenale Tyshawn Sorey alla batteria.

Scudieri poi mica tanto. Perché il triangolo disegnato lungo le nove composizione in scaletta, come in ogni piano trio che si rispetti, è perfettamente equilatero. Taborn ruba la scena, detta i tempi di incastri e sovrapposizioni, ma la propulsione garantita da Sorey e la solidità di McBride sono il compendio necessario a svolazzi e sortite degli ottantotto tasti.

Ascoltare per credere l'iniziale "Machnia," ancorata solidamente agli accenti ipnotici della batteria e alle pulsazioni telluriche del contrabbasso. Un saggio entusiasmante di compattezza e fluidità. Decisamente meno espansiva la sognante "Peliel," introdotta da Taborn e spaccata in due da un bellissimo solo di McBride. Ma c'è spazio anche per la classica perla in salsa Masada ("Agbas"), per spigoli e dissonanze ("Rogziel") e per squarci di evocativa rarefazione ("Harbonah").

Un disco prezioso, di quelli che non si vorrebbe mai smettere di ascoltare.

Track Listing

Machnia; Peliel; Katzfiel; Talmai-Take 1; Shaftiel; Agbas; Rogziel; Harbonah; Talmai-Take2.

Personnel

John Zorn
saxophone, alto

Craig Taborn: pianoforte; Chrstian McBride: contrabbasso; Tyshawn Sorey: batteria.

Album information

Title: Flaga Plays Masada Book Two | Year Released: 2016 | Record Label: Tzadik


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