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Shalabi Effect: Feign to Delight Gaiety of Gods

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Shalabi Effect: Feign to Delight Gaiety of Gods
Fondato da Shalabi e Seck nel 1996, il gruppo - canadese, ma con evidenti presenze multietniche, prontamente riverberate nella musica proposta - ha al suo attivo una decina di album, fra produzioni in proprio e collaborazioni. Questo nuovo lavoro, prodotto a Beirut in soli 500 esemplari (tutti numerati a mano), offre uno spaccato quanto mai indicativo della multidirezionalità dell'ensemble.

La partenza ("Cum Dumspter," visto che la titletrack dura il soffio di quattro secondi), offre per esempio un singolare mix fra techno e turgori free, situazione che abbraccia a grandi linee anche "Prenatal Coat Hanger Memory," mentre con i successivi "Born Again Lesbians" e "Chicken Wings" (e ancora in "John Hewart," in chiusura del primo CD) si volta abbastanza recisamente pagina, ed è la parola (detta) a guadagnare il centro del proscenio.

Più massiccio si fa, strada facendo, l'incombere dell'elettronica, specificatamente nell'ampio "Love Hertz," in cui i terreni tornano a incresparsi (felicemente), fra ruvidezze varie e un non indifferente tourbillon di suoni, un pot pourri vorace quanto sorvegliato, con un finale montante fin quasi al tumultuoso.

Il secondo dischetto si apre ("Sigmund Droid") nel segno di un brulicare rumoristico-concreto che sfocia in nuove risonanze (e ridondanze) techno, laddove "Beauty Queen Crime Scene" è alimentato anzitutto da una bella tensione timbrica, che più avanti l'ingresso dell'elemento-voce tende un po' a stemperare.

Seguono il fin troppo ampio "Ambient Walrus," alquanto monocorde, "A Fine State of a Fez," che sposta decisamente la barra di navigazione verso inflessioni etniche fin qui solo alluse, per chiudere con l'episodio più corposo del lotto ("White Phosphorus Christmas": mezz'ora), che parte dal basso per poi inerpicarsi in un crescendo costellato da elementi di disturbo che ne aggrumano felicemente lo svolgersi.

L'elettronica torna regina (del resto è un po' questo il collante dell'intero lavoro), a dotare il tutto di una patina insieme grave, ancestrale e surreale, in un clima più che mai prossimo alla psichedelia, a suggello di un'opera magari non sempre perfettamente a fuoco ma assai originale. Un'opera che si direbbe in larga parte improvvisata - pur sopra un canovaccio coglibilissimo - e come tale non estranea ai fermenti delle avanguardie jazzistiche più eterogenee ed eterodirette. Senza rescindere mai del tutto un cordone ombelicale "galattico" che spazia da Sun Ra ai Pink Floyd.

Track Listing

CD 1: 01. Feign to Delight Gaiety of Gods; 02. Cum Dumspter (Tempting Gods); 03. Prenatal Coat Hanger Memory; 04. Born Again Lesbians; 05. Chicken Wings; 06. Empathy Box; 07. Skulls for Stars; 08. Love Hertz; 09. John Heward. CD 2: 01. Sigmund Droid; 02. Beauty Queen Crime Scene; 03. Ambient Walrus; 04. A Fine State of a Fez; 05. White Phosphorus Christmas.

Personnel

Shalabi Effect: Osama (Sam) Shalabi (chitarra, oud, pianoforte, tastiere), Anthony von Seck (chitarre, setâr, tastiere); Alexandre St-Onge (basso elettrico e acustico, tastiere, voce); John Heward (batteria, voce); Will Eizlini (percussioni, violino, tastiere, samples). Ospiti: Philemon Girouard (sax alto); Jason Sharp (sax baritono e basso); Josh Zubot (violino, viola); Patrick Conan (batteria); Elizabeth Anka Vajagic, Louis Rastelli, Dorothy Geller, Omar Dewachi (voce).

Album information

Title: Feign to Delight Gaiety of Gods | Year Released: 2013 | Record Label: RioVida Networks

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