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Charlie Hunter: Everybody Has A Plan Until They Get Punched in the Mouth

Vic Albani By

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Charlie Hunter chi? Ah quello che suona "strano"? Sì... proprio bravo.

Può essere un buon incipit per far conoscere a chi non lo dovesse avere mai incontrato in concerto o su disco (almeno alle nostre latitudini e anche visto che i negozi di dischi sono ormai una rarità che si fa fatica a trovarne uno in una città medio piccola del nostro paese).

Tornando a casa prima di scrivere questa piccola recensione, ho provato a chiedere a una persona, abbastanza preparata, cosa ne pensasse di lui. Il rigo iniziale testimonia il generale modo di riconoscere il chitarrista nato nel Rhode Island ma cresciuto tecnicamente nelle aree californiane (fra il resto allievo di Joe Satriani).

Dotato di una tecnica davvero rara che lo porta spesso a usare chitarre particolari (riuscendo a suonare contemporaneamente accompagnamento e parte solistica) come -anche in questo caso -una otto corde ibrida (da non confondere però con strumenti similari usati nell'heavy metal), Hunter è una vera macchina sonora perennemente in azione, specialmente con piccoli gruppi, anche poiché -come spesso lui stesso dice -un trio è già una sorta di big band.

È invece addirittura in quartetto (con l'amico di sempre Bobby Previte più il saggio Curtis Fowlkes e il cornettista Kirk Knuffke con i quali ha già incrociato il proprio strumento diverse volte) che Hunter, uscendo dagli schemi approda alle spiagge di una major discografica, con un nuovo progetto completamente dedicato al blues ricco di evidenti omaggi compositivi anche al R&B che ha sempre amato.

Con un titolo dell'avventura recuperato da una celebre frase di Mike Tyson e un florilegio d'ironia collegato al titolo di ogni brano del lavoro, Hunter e compagni, si divertono a mettere in piedi un lavoro fresco e godibile da ogni punto di vista. Up-tempo, classici blues mood, digressioni verso la rumba, tocchi rock e vaudeville, fusion e ovviamente jazz sono uniti con molta intelligenza e armonia in tutto un lavoro che emerge sicuramente dalla norma innanzitutto poiché questo è -alla fine della fiera -il disco di un chitarrista e sapete tutti bene quale sia la preponderante presenza sonora di un chitarrista di un progetto dei tempi moderni. Hunter no. È sempre stata una sua caratteristica e quindi l'accento e l'importanza stanno innanzitutto nelle architetture compositive e meno indirizzate alle classiche istanze della bravura tecnica e via di conserva.

Mestiere e divertimento a go-go': niente di più ma fatto con i crismi di chi conosce la strada dell'avventura in territori conosciuti ma, potenzialmente anche pericolosi. "Volevo fare un disco blues, niente di più," sostiene Hunter.

Ma farlo nel 2016 non è come farlo nel 1985 e non è assolutamente facile.

Chapeau, Charlie.

Track Listing: Everybody Has A plan Until They Get Punched In The Mouth; (Looks Like) Somebody Got Ahead Of Schedule On Their Medication; Leave Him Lay; We Don't Want Nobody Nobody Sent; Big Bills Blues; Latin For Travelers; No Money, No Honey; Who Put You Behind The Wheel?; (Wish I Was) Already Paid And On My Way Home; The Guys. Get. Shirts.

Personnel: Charlie Hunter: 8-string guitarl Kirk Knuffke: cornet; Bobby Previte: drums; Curtis Fowlkes: trombone.

Title: Everybody Has A Plan Until They Get Punched in the Mouth | Year Released: 2016 | Record Label: GroundUP

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