Home » Articoli » Album Review » Scott Colley: Empire

Scott Colley: Empire

By

View read count
Si respira un'aria "old style " all'ascolto di Empire, secondo album di Scott Colley per la Cam Jazz dopo lo splendido Architect of the Silent Moment.

Sarà per la bellezza delle composizioni e per il senso di saggezza e serenità che trasmettono, una sorta di arrivo in baia dopo un viaggio lungo ed estenuante. Sarà per la presenza di Bill Frisell, uno che la natura americana, lo spirito sano della tradizione l'ha scandagliato e restituito, musicalmente parlando, come pochi. Sta di fatto che in Empire tutto sembra funzionare al meglio, ogni tassello è al posto giusto e mai come in questo album la qualità dei singoli è messa al servizio del gruppo.

Prendete Frisell, per l'appunto, pochi colpi di penna, qualche arpeggio, minime accelerazioni e il paesaggio ha già i suoi contorni, i suoi colori. Seguite Taborn, pianista e musicista immenso, una delle poche, reali prospettive per la musica futura. Sembra defilato ma il suo lavoro oscuro conferisce compattezza alle esecuzioni e quando libera frammenti di solismo la musica acquista una nuova dimensione. E la tromba di Alessi si muove felpata, lirica ma anche spiritata, negli spazi che sapientemente si vengono ad aprire nelle trame delle composizioni.

Colley quindi non più e non solo grande contrabbassista tra i più richiesti in circolazione, ma anche grande leader, ispirato interprete della cultura americana, fine cesellatore di sonorità, inaspettato e discreto sperimentatore. Perché se è vero che Empire affonda pienamente le radici nella tradizione - significativa la foto di copertina color seppia che ritrae Joseph J. Colby intorno al 1875 davanti alla propria casa ad Empire, Kansas - è altrettanto vero che il salto di qualità del disco avviene grazie alle invenzioni dei musicisti, alle piccole "scordature," alle minime irregolarità che fanno vibrare la musica come le corde di uno Stradivari d'annata.

Track Listing

January; The Gettin Place; For Sophia; 5:30 am; Speculation; Tomorrowland; Now what?; Gut; Five-two; Five-two.2.

Personnel

Scott Colley: bass; Ralph Alessi: trumpet; Brian Blade: drums; Bill Frisell: guitar; Craig Taborn: piano.

Album information

Title: Empire | Year Released: 2010 | Record Label: CAM Jazz


About Scott Colley

Tags


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Airborn
Eddie Parker's Airborn With Rob Luft
Slow Down For Turtles
Luca Benedetti
Relocate
Andres Thor
A Distant Land
Rich Halley 4

Popular

Desolation Row
David Maranha / Rodrigo Amado
2014 NYC
King Crimson
Beneath Lifted Skies
Linda May Han Oh & Melissa Aldana
Talamanti
Patricia Brennan and Sylvie Courvoisier

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.