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Gilles Marie-Paul Laheurte: Dreams

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Gli allievi di Steve Lacy dovrebbero essere studiati come un genere a parte del jazz.

O forse come una corrente la cui sorgente, tuttora fresca e vitale, ispira nei posti più disparati e nelle menti musicali le più dissimili, sempre nuovi e originalissimi percorsi di ricerca. Uno di questi, non il più fulgido, ma senza dubbio degno di attenzione e a suo modo originale, è quello tracciato dal sassofonista Gilles Marie-Paul Laheurte. Dreams dissemina sei lunghe tracce che intersecano improvvisazioni di e su percussioni (con cimbali) a improvvisazioni al sassofono soprano. È stato inciso nel 2005, subito dopo la morte di Lacy, ed in qualche modo sembra volerlo accompagnare nell’aldilà per il tono addolorato, meditativo e profondo che caratterizza l’intero progetto.

Apre The Sparrow’s Reverie, una sorta di “suite” in quattro atti in cui Laheurte ricama con il suo soprano su soli di percussioni di Mark Sanders. Analogo per costruzione, ma diverso per resa, Koyasan Forest Walk, una seconda “suite”, in tre atti, con improvvisazioni su soli di percussioni di Masahiko Togashi. Le sue suite - che di jazzistico hanno ben poco, e anzi pescano nella più pura musica (contemporanea) giapponese - delineano l’essenza, non solo musicale, ma anche filosofica, di come Laheurte abbia assimilato la lezione di Lacy.

Rimane Poco e Retreat di Steve Lacy sono re-interpretati da Laheurte con grande sentimento. Il sassofono di quest’ultimo trasuda una solitudine, un senso del distacco e dell’assenza che fanno davvero pensare al vuoto lasciato dal maestro. Forse le note sono lasciate un po’ a se stesse, perse in questa continua ricerca del memento funerario, erranti dietro la malinconia di un’essenza che non si riesce a restituire. Kyoto on My Mind e Himeji At Last, che chiude il CD, sono due bei pezzi per cimbali e percussioni, magnificamente eseguiti dal sassofonista. Qui, senza che la musica ne risenta troppo, l’inclinazione ad Oriente è massima, e paradossalmente emerge più jazz...

L’approccio di Gilles Marie-Paul Laheurte al jazz sembra forse troppo asciutto, senza dubbio purificato del superfluo, essenziale, zen, ma un po’ “de-ossigenizzato”. Chiaramente si parla del jazz di Lacy, assimilato fin nell’osso e fatto calare in mezzo ad una secolare foresta giapponese.

Quella che sembra essere una paradossale ambientazione per un lava a Lacy non lo è: il ritratto di Gilles Marie-Paul Laheurte incluso nelle scarne note di copertina che, solitario, ad occhi chiusi, si concentra sul suono del proprio sassofono soprano all’ombra di alti alberi verdi testimonia visivamente quanto la musica trasmette, cioè che tutto, almeno nei sogni, è davvero possibile...

Track Listing

01.-04. The Sparrow’s Reverie - 17:17; 05. Rimane Poco - 7:34; 06. Kyoto on My Mind - 9:04; 07. Retreat - 6:49; 08.-11. Koysan Forest Walk - 16:49; 12. Himeji at Last - 5:51.

Personnel

Gilles Marie-Paul Laheurte (sassofono soprano, cimbali e percussioni)

Album information

Title: Dreams | Year Released: 2006 | Record Label: Point of Departure, WMPG-FM


About Dreams

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