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Arto Lindsay: Cuidado Madame

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Un disco tutto nuovo dopo tredici anni. Un'attesa lunga, lunghissima. Addolcita è vero da progetti più o meno laterali (la militanza nello sgangherato collettivo Anarchist Republic of Bzzz), da concerti, esibizioni in solo e deviazioni impreviste (Scarcicity, il duo free-noise con il batterista Paal Nilssen-Love), da comparsate su lavori altrui (agli ordini di Lucas Santtana nel fantastico Sem Nostalgia) e da un doppio antologico che a definirlo raccolta si fa peccato mortale (Encyclopedia of Arto). Ma di un disco vero firmato Arto Lindsay, con nome e cognome in bella vista in copertina e una scaletta di inediti, a questo punto se ne sentiva il bisogno.

Salva di mortaretti e doppia capriola quindi per l'uscita di Cuidado Madame. Che prendendo in prestito il titolo da un film di Júlio Bressane, e mettendo nero su bianco l'intenzione di fondere i colori e i ritmi del Candomblè (la religione afro-brasiliana del supremo creatore Oludumaré e degli Orixas) con i suoni e le nevrosi dell'Occidente, si piazza nella scia di quanto già ascoltato e apprezzato in Salt, Invoke e più indietro ancora ai tempi di Mundo Civilizado. Una sintesi tutt'altro che perfetta, insomma, e meno che mai pacificata, tra le seducenti pulsioni "tribaliste" e i micidiali istinti terroristici che rappresentano le due anime speculari e conflittuali del signor DNA.

La partenza è da sballo, con la tentacolare "Grain by Grain" che si contorce e martella al di sotto della linea vocale. Il Brasile e il Candomblè si sentono, ci sono, ma trasfigurati e traslati in una dimensione elettro-urbana che sa di asfalto e circuiti. Ancora meglio la successiva "Each by Each" e l'elegantissima "Deck," mentre in "Ilha dos Prazeres," dopo una breve introduzione affidata agli atabaques, i tamburi sacri dei cerimoniali afro-brasiliani, fanno capolino le immancabili e gracchianti dodici corde (definitivamente allo scoperto nell'abrasiva "Arto vs. Arto," due minuti di ruggine e No Wave). Si torna infine alla dolcezza e al canto con la struggente "Seu Pai" (impreziosita dagli arpeggi della chitarra del figlioccio Lucas Santtana) e con la conclusiva "Pele de Perto," la canzone più canzone tra le undici del disco: chitarra, pianoforte e voce. Un soffio, una carezza alla Jobim prima che cali il sipario.

Tredici anni sono lunghi da aspettare, ma non c'erano dubbi che ne sarebbe valsa la pena.

Track Listing

Grain by Grain; Each to Each; Ilha dos Prazeres; Tangles; Deck; Vao Queimar Ou Botando Pra Dancar; Seu Pai; Arto vs. Arto; Uncrossed; Unpair; Pele de Perto.

Personnel

Arto Lindsay: voce, chitarra; Melvin Gibbs: basso; Paul Wilson: tastiere, piano, programming; Kassa Overall: batteria, programming; Patrick Higgins, Dadi Carvalho, Lucas Santtana, Luis Filipe de Lima: chitarra; Mike King: Hammond; Steve Barber: tastiere; DJ Omulu: programming; Gabi Guedes, Jaime Nascimento, Ricardo Braga, Iuri Passos: atabaques; Icaro Sa: atabaques, pandeiro; Berna Ceppas: chitarra midi, programming; Michael Beinhord: tromba; Cesar Farias: repique.

Album information

Title: Cuidado Madame | Year Released: 2017 | Record Label: Northern Spy


About Arto Lindsay

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